
2 NOV, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Le criptovalute restano un tassello marginale nei portafogli dei grandi patrimoni familiari, ma il modo in cui vengono trattate sta cambiando. Lo indica il Global Family Office Report 2026 di UBS, condotto tra gennaio e marzo 2026 su 307 family office di oltre 30 mercati, con un patrimonio familiare medio di 2,7 miliardi di dollari.
Solo il 24% dei family office ha un'esposizione a cripto o asset digitali, di norma intorno all'1% del portafoglio. Tra chi investe, però, il 44% considera ormai le cripto parte dell'asset allocation strategica, cioè le colloca al livello delle decisioni di lungo periodo e non solo in quello delle posizioni tattiche.
Il punto di partenza resta di nicchia. Il 76% dei family office intervistati non investe nulla in cripto e asset digitali, e UBS descrive il loro ruolo nei portafogli come marginale. Tra il 24% che invece è esposto, le allocazioni sono contenute: il 61% destina alle cripto una quota intorno all'1% del portafoglio.
Il 16% si colloca al 2% e il 13% al 3%: nel complesso, nove family office investiti su dieci non vanno oltre il 3%. Le posizioni più consistenti sono rare: il 4% degli investiti arriva al 5% e il 7% supera questa soglia.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Family office con esposizione a cripto e asset digitali | 24% |
| Family office senza esposizione | 76% |
| Allocazione tipica tra chi investe | circa 1% |
| Investiti con allocazione fino al 3% | 90% |
| Investiti con allocazione pari o superiore al 5% | 11% |
| Investiti che considerano le cripto parte dell'asset allocation strategica | 44% |

Il dato più rilevante non è la dimensione delle posizioni, ma la loro collocazione. Il 44% dei family office esposti considera le cripto parte dell'asset allocation strategica, il livello di decisione che UBS indica come uno degli elementi tradizionalmente più stabili nella costruzione del portafoglio di un family office.
Il segnale arriva in un anno di revisione. Il 60% dei family office prevede di modificare l'asset allocation strategica nei prossimi 12 mesi, la quota più alta mai registrata dal report, contro il 35% del 2025. Le cripto, tuttavia, non compaiono come voce autonoma nella ripartizione strategica pubblicata da UBS, dove figurano anche voci minori come arte e oggetti da collezione (1%).
La decisione resta in gran parte interna. L'asset allocation strategica è la funzione che i family office gestiscono più spesso in casa, con l'86% che la mantiene all'interno, come emerso dall'analisi del report UBS su cosa esternalizzano i family office. Il report non specifica chi decida l'inclusione delle cripto, ma la scelta si inserisce in una funzione che resta quasi sempre interna.
Il secondo tratto che emerge dal report riguarda la custodia. I family office affidano gli asset digitali soprattutto a canali istituzionali, cioè banche globali, prime broker e provider specializzati, preferendo la custodia presso terzi alla self-custody. Secondo UBS, la scelta riflette l'attenzione a gestione del rischio, governance e solidità operativa.
È un punto che sposta l'attenzione dall'asset alla catena operativa. La custodia è anche il fronte su cui l'industria si aspetta i cambiamenti maggiori: secondo il Digital Assets Study 2026 di State Street, è l'area operativa più toccata dalla tokenizzazione entro tre anni (66%, davanti ai pagamenti al 54%), come approfondito nell'analisi su custodia, pagamenti ed emissione.