
19 MAG, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Il patrimonio complessivo delle reti si attesta a 1.003 miliardi di euro, in aumento del 9,4% su base annua, secondo i dati di Assoreti. La lieve flessione trimestrale dello 0,4% è attribuita esclusivamente alla volatilità dei mercati finanziari provocata dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran, un fattore che, secondo i dati diffusi, non ha però intaccato la solidità generale del sistema.
La componente finanziaria e assicurativa-previdenziale del portafoglio raggiunge 866 miliardi di euro, in calo dello 0,6% rispetto al trimestre precedente ma in crescita del 10,5% su base annua, e rappresenta l'86,3% del patrimonio totale. La liquidità sale invece a 137 miliardi di euro, con un incremento dell'1,2% trimestrale e del 3,1% annuo, pari al 13,7% del totale. In aumento anche la quota di portafoglio coperta dal servizio di consulenza con fee specifica, che arriva a 157 miliardi di euro, in crescita dell'1,1% rispetto a fine dicembre e del 16,7% su base annua, con un'incidenza del 15,7% sul patrimonio complessivo.
All'interno del portafoglio, i prodotti del risparmio gestito si attestano a 618 miliardi di euro, in calo dello 0,9% sul trimestre ma in aumento del 9,6% rispetto a un anno prima, con un peso del 61,6% sulle masse totali. I fondi comuni di investimento sottoscritti direttamente raggiungono 277 miliardi di euro, in flessione dell'1,3% trimestrale ma in rialzo del 10,9% annuo, e rappresentano il 27,6% del portafoglio.
Nel dettaglio, i fondi azionari risentono della debolezza dei mercati e scendono del 4,3% rispetto al trimestre precedente, attestandosi a 97 miliardi di euro, pari al 9,7% del patrimonio. Andamento diverso per i fondi obbligazionari, che grazie a una raccolta positiva salgono a 90 miliardi di euro, con una crescita dello 0,7% trimestrale e un'incidenza del 9,0%. Positiva anche la dinamica delle gestioni collettive flessibili, che toccano i 47 miliardi di euro, in aumento del 3% sul trimestre, pari al 4,7% del patrimonio totale.
Le gestioni patrimoniali individuali valgono 101 miliardi di euro, in calo dello 0,9% rispetto al trimestre precedente ma in crescita del 9,1% su base annua, con un peso del 10,1% in portafoglio. Il comparto continua a mostrare una sostanziale equidistribuzione tra GPF, pari a 50,6 miliardi di euro, e GPM, pari a 50,5 miliardi.
Il comparto assicurativo-previdenziale si attesta a 240 miliardi di euro, in lieve calo dello 0,4% sul trimestre ma in crescita dell'8,3% su base annua, con un'incidenza del 23,9% sul patrimonio totale, sostanzialmente stabile rispetto a fine dicembre. Sul fronte delle dinamiche congiunturali, si osserva una crescita nelle polizze vita tradizionali e nei fondi pensione, rispettivamente in aumento dell'1,2% e dell'1,8%, mentre unit linked e prodotti multiramo scontano l'effetto negativo dell'andamento dei mercati finanziari.
Il contributo complessivo delle reti al patrimonio investito in OICR aperti, tramite distribuzione diretta e indiretta di quote, raggiunge 508 miliardi di euro. L'incidenza sul patrimonio di sistema, pari in via provvisoria a 1.329 miliardi di euro, sale così al 38,3%, rispetto al 36,6% registrato a fine marzo 2025.
Nel risparmio amministrato, gli strumenti finanziari amministrati ammontano a 248 miliardi di euro, in crescita dello 0,2% sul trimestre e del 12,9% su base annua, con un peso del 24,7% sul portafoglio complessivo. I titoli di Stato si confermano la componente più rilevante con 91 miliardi di euro, in aumento del 3,5% trimestrale e del 12,4% annuo, pari al 9,0% del portafoglio. Seguono i titoli azionari con 72 miliardi di euro, in calo del 3,0% rispetto al trimestre ma in rialzo del 13,3% su base annua, con un'incidenza del 7,2%.
Prosegue infine la crescita degli exchange traded product, che raggiungono 26 miliardi di euro, con un incremento del 5,8% sul trimestre e del 42,0% su base annua, arrivando a rappresentare il 2,6% del portafoglio totale.
“La tenuta del patrimonio affidato alle Reti, nonostante una fase di forte volatilità dei mercati internazionali, conferma la solidità di un modello fondato sulla diversificazione, sulla pianificazione di lungo periodo e su una relazione di fiducia costante con il risparmiatore. È proprio nei momenti di maggiore incertezza che emerge ancor più il valore della consulenza finanziaria; la capacità di restare investiti con consapevolezza, specie durante le turbolenze, rappresenta spesso il principale fattore di successo nel percorso di crescita del risparmio”,
Massimo Doris, Presidente di Assoreti