
Aggiornato:
29 OTT, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

La Banca Centrale Europea si prepara a riunirsi in un contesto di inflazione sostanzialmente allineata all’obiettivo del 2% e crescita stagnante nell’area euro. Gli analisti concordano sul fatto che i tassi rimarranno probabilmente invariati, mentre la BCE continuerà a monitorare da vicino dati economici e rischi per la stabilità dei prezzi. Il mercato prezza al momento una bassa probabilità di variazioni immediate, ma rimane attento a segnali di possibili interventi futuri.
Konstantin Veit, Portfolio Manager di PIMCO prevede che il tasso sui depositi rimarrà al 2%, sottolineando che il ciclo di riduzione dei tassi sembra concluso: "Il ciclo di riduzione dei tassi da parte della BCE è presumibilmente giunto al termine, con l'inflazione sostanzialmente in linea con l'obiettivo e la crescita intorno al trend". Veit aggiunge che la BCE vuole preservare margini di manovra: "Riteniamo che la BCE vorrà preservare lo spazio di manovra convenzionale e mirerà a ridurre al minimo il rischio di dover invertire la rotta poco dopo aver raggiunto il tasso terminale". Infine, riguardo alla strategia 2025, osserva: "La valutazione della strategia per il 2025 offre alla BCE un ulteriore margine di manovra, suggerendo una tolleranza leggermente superiore per deviazioni modeste dell'inflazione dall'obiettivo in entrambe le direzioni, a condizione che le aspettative di inflazione rimangano ancorate".
Jörg Held, Head of Portfolio Management presso ETHENEA Independent Investors S.A., evidenzia la debolezza dell’economia: "Per il terzo trimestre del 2025 si prevede una crescita reale del PIL pari a zero. Gli indicatori concreti, come la produzione industriale, si sono mostrati deboli nel confronto mensile tra le principali economie (–1,2%)". Sulla persistenza dell’inflazione di fondo, Held sottolinea: "Per settembre è stata leggermente rivista al 2,4% su base annua, mentre l’inflazione dei servizi resta particolarmente stabile con un tasso annualizzato del 3,2%". Infine, riguardo alla politica della BCE, spiega: "Nonostante la pausa sui tassi attesa per ora, la presidente della BCE Christine Lagarde ha sottolineato che il ciclo di allentamento non è necessariamente concluso".
François Rimeu, Senior Strategist di Crédit Mutuel AM, conferma l’approccio prudente della BCE: "Con ogni probabilità la Presidente Christine Lagarde ribadirà che la banca centrale interverrà soltanto in caso di deviazioni significative e durature rispetto all’obiettivo d’inflazione del 2%, sottolineando che un piccolo allontanamento da questa cifra non giustificherebbe necessariamente un intervento sui tassi d’interesse di riferimento". Rimeu aggiunge: "La BCE continuerà probabilmente a seguire l’approccio 'di riunione in riunione', adeguando la sua politica in base ai dati disponibili, alla sua valutazione delle prospettive di inflazione e crescita e ai rischi associati". Infine, sugli scenari futuri per i tassi: "I risultati della Bank Lending Survey potrebbero aprire la strada a un ulteriore taglio dei tassi nel 2026".
Nel complesso, le tre analisi convergono sull’idea che la BCE manterrà la politica monetaria stabile, evitando sorprese immediate, ma restando pronta a reagire in caso di cambiamenti sostanziali nei dati macroeconomici o nei rischi inflazionistici.