
Aggiornato:
1 SET, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

La riunione della Banca centrale europea di questa settimana si preannuncia importante per gli investitori e i mercati. Dopo mesi di politiche monetarie mirate a stabilizzare inflazione e crescita, l’istituto guidato da Christine Lagarde sembra orientato a una pausa, mantenendo invariato il tasso sui depositi al 2%. Le nuove proiezioni economiche e il contesto internazionale, tuttavia, restano sotto la lente, lasciando spazio a ulteriori sviluppi nei prossimi mesi. Ecco l'analisi degli esperti al riguardo.
Secondo Dave Chappell, Senior Fixed Income Portfolio Manager di Columbia Threadneedle Investments, il Comitato della BCE ritiene di aver raggiunto un livello neutrale con i tassi al 2%, il che consente all’istituto di osservare con cautela l’evoluzione economica. Come spiega Chappell, “con i tassi al 2%, il Comitato ritiene di aver raggiunto la zona neutrale, il che gli consente di fare un passo indietro e osservare con attenzione l’evoluzione del contesto sia domestico che internazionale”.
Per Konstantin Veit, Portfolio Manager di PIMCO, non ci sono motivi per un cambio di rotta: con inflazione e crescita in linea con le attese e il DFR al punto medio di un intervallo neutrale, la BCE manterrà invariata la politica. Veit richiama anche le parole della presidente: “Il presidente Lagarde ha affermato che ‘ci troviamo in una buona posizione’. Concordiamo sul fatto che non vi sia motivo per la BCE di modificare la propria politica in questa fase, con l'inflazione in linea con l'obiettivo, la crescita in linea con il trend e il DFR al punto medio di un intervallo neutrale”.
Infine, Ulrike Kastens, Senior Economist di DWS, evidenzia che i dati macroeconomici non mostrano urgenze di intervento: la crescita è stata superiore alle attese nella prima metà dell’anno e l’inflazione resta vicina al 2%. Come osserva Kastens, “i dati più recenti indicano che non vi è un’urgenza immediata di intervento. Nella prima metà dell’anno, la crescita nell’eurozona è risultata superiore alle attese [...] e l’inflazione si mantiene intorno al 2%”.