
Aggiornato:
6 MAR, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Le donne stanno emergendo come protagoniste nel mondo degli investimenti, distinguendosi per un approccio strategico che spesso si traduce in rendimenti superiori. Secondo lo studio Women and Investing: Achieving Lifetime Goals di UBS (2024), la loro gestione attenta del rischio e una visione di lungo periodo permettono di ottenere risultati migliori rispetto agli investitori uomini. Tuttavia, in Italia, solo 1 donna su 10 prevede di incrementare i propri investimenti nel 2025, rispetto al 21% degli uomini, evidenziando un divario significativo nella propensione al rischio e nella gestione attiva del capitale. Inoltre, solo il 36% delle donne italiane si sente adeguatamente preparato per prendere decisioni finanziarie consapevoli. Questi numeri suggeriscono che, nonostante le donne abbiano dimostrato capacità di investimento efficaci, persistono barriere culturali e una percezione di insicurezza finanziaria che limitano il loro coinvolgimento attivo nei mercati.
Secondo lo studio di UBS, una delle caratteristiche distintive delle donne investitrici è la loro prudenza nel prendere rischi, motivata spesso dalla volontà di proteggere i propri investimenti. Questa cautela, tuttavia, potrebbe limitare il potenziale di raggiungere obiettivi a lungo termine. La fiducia finanziaria delle donne è strettamente correlata alla loro tolleranza al rischio, che dipende dalla percezione del rischio
Tuttavia, uno studio della Warwick Business School ha rivelato che le donne hanno superato gli uomini negli investimenti con un margine del 1,8% all'anno. Anche Fidelity, nel suo studio del 2017, ha confermato questa tendenza, evidenziando che le donne hanno superato gli uomini di 0,4 punti percentuali su base annua.
Questo perché? Non è che le donne provino una maggiore avversione al rischio, ma sono piuttosto investitrici più caute.
I dati da Vanguard mostrano che gli uomini effettuano il doppio degli scambi rispetto alle donne, mentre uno studio di FinanceBuzz rivela che il 60% degli uomini controlla i propri portafogli settimanalmente rispetto al 41% delle donne. Inoltre, un'analisi dei trader condotta da Capital.com ha evidenziato che "le investitrici utilizzano più spesso gli stop-loss rispetto agli uomini, con il 43% delle trader donne che utilizzano uno stop-loss in più della metà dei loro scambi rispetto al 35% degli uomini". Questo è un ulteriore esempio di come le donne si concentrino maggiormente sulla gestione del rischio rispetto agli uomini.
D'altra parte, le donne sono meno propense a cadere nella trappola dell'effetto disposizione, ovvero la tendenza a vendere durante periodi di ribasso del mercato. E le donne non solo sembrano gestire meglio il rischio, ma sono anche più inclini a investire in modo sostenibile. La ricerca di UBS ha dimostrato che le donne sono più sicure quando i loro investimenti hanno un impatto positivo sulla società.
Questa sensibilità sociale potrebbe influenzare le loro decisioni di investimento in modo positivo, portando a risultati migliori nel lungo termine.
Nel 2025, in Italia, solo 1 donna su 10 ha intenzione di destinare mensilmente più risorse agli investimenti, un dato che evidenzia una netta differenza di priorità rispetto agli uomini (21%) e che riflette un diverso approccio al rischio nella gestione attiva del denaro, in particolare per quanto riguarda gli investimenti. È quanto emerge dall'ultima indagine condotta da YouGov per la banca digitale N26, che ha coinvolto 6.330 partecipanti in Italia, Germania, Austria, Francia e Spagna.
L’analisi evidenzia come in Italia gli obiettivi finanziari per l’anno in corso siano piuttosto simili tra uomini e donne, che nel 2025 vogliono dare priorità ad una gestione migliore delle loro spese e della loro pianificazione, a risparmiare di più o più regolarmente. Il divario di genere persiste, invece, quando si analizza la propensione all’investimento: solo il 15% delle donne italiane considera gli investimenti una priorità, un dato che è in linea con la media delle donne degli altri Paesi e notevolmente inferiore rispetto al 21% registrato dagli uomini italiani, che tendono a considerare gli investimenti non solo come uno strumento per proteggere il proprio capitale, ma anche come una possibilità di crescita, probabilmente per un diverso approccio alla gestione del rischio.
Indagando le ragioni alla base di questo atteggiamento nei confronti degli investimenti, le donne italiane risultano abbastanza insicure nella gestione delle loro finanze. Solo il 43% dichiara infatti di sentirsi sicura nel poter gestire bene il proprio denaro, un dato significativamente inferiore rispetto alla media complessiva (62%) e il più basso tra i Paesi intervistati, motivo che le porta a favorire opzioni meno incerte rispetto a investimenti proattivi, che potrebbero comportare qualche forma di rischio.
La percezione di non possedere le competenze adeguate per prendere decisioni finanziarie consapevoli contribuisce a un approccio più cautelativo: solo il 36% delle donne italiane ritiene di avere le conoscenze necessarie per gestire le proprie finanze, un dato basso se confrontato con quello di Paesi come Austria (63%) e Germania (60%). In questa cornice, è comprensibile come le donne italiane riportino anche i livelli più alti di stress e ansia quando si parla delle proprie finanze (quasi la metà delle intervistate, rispetto al 42% della media complessiva).
Tuttavia, il 60% delle donne italiane ha dichiarato un forte interesse nell’acquisire maggiore educazione finanziaria e nel migliorare le proprie competenze per gestire meglio le proprie finanze. Questa percentuale è superiore alla media complessiva (50%), a dimostrazione di una crescente consapevolezza e propensione nell’imparare a gestire le proprie finanze.