
20 OTT, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Il sistema pensionistico italiano si colloca al 41° posto su 55 Paesi nel Marsh CFA Institute Global Pension Index 2026, presentato oggi, 20 ottobre, con la sostenibilità di lungo periodo che resta la principale area critica.
L'Italia ottiene 57,4 punti su 100, in lieve aumento dai 57,0 del 2025, e mantiene il grado C in un indice che confronta 55 sistemi rappresentativi del 66% della popolazione mondiale. Per Marco Valerio Morelli, President di Marsh People and Investments Italia, servono interventi in quattro aree prioritarie.
Il sottoindice di sostenibilità scende da 27,9 a 27,0 punti, contro una media europea di 55,1, e conferma l'Italia al penultimo posto in Europa. Il Paese resta sotto la media europea in tutte e tre le dimensioni analizzate, insieme a Polonia e Turchia.
| Sottoindice | Italia 2025 | Italia 2026 | Media europea 2026 | Posizione 2026 |
|---|---|---|---|---|
| Adeguatezza | 69,4 | 70,9 | 75,0 | 14ª in Europa |
| Sostenibilità | 27,9 | 27,0 | 55,1 | Penultima in Europa |
| Integrità | 77,8 | 78,3 | 81,8 | 13ª in Europa |
| Indice complessivo | 57,0 | 57,4 | 69,7 | 41ª su 55 nel mondo |
Pesano il debito pubblico, l'elevata spesa pubblica per le pensioni e il basso tasso di crescita economica reale. Incidono anche la ridotta quota di lavoratori iscritti a un fondo di previdenza complementare e il limitato volume degli investimenti dei fondi pensione in rapporto al PIL, due indicatori comunque in miglioramento.
Tra gli elementi positivi, lo studio segnala l'applicazione ai fondi pensione di politiche e strategie di investimento ESG. Su queste debolezze strutturali si concentrano le priorità indicate da Morelli.
"Lo scenario delineato dall'Indice evidenzia come i sistemi pensionistici siano oggi più che mai chiamati a rispondere alle sfide poste dai cambiamenti demografici in atto, e l'Italia non fa eccezione. Per il nostro Paese, in particolare, individuiamo quattro aree prioritarie di intervento: ampliare la partecipazione dei lavoratori alla previdenza complementare, aumentando in questo modo il livello dei contributi e gli asset accumulati; continuare ad aumentare la partecipazione al mercato del lavoro nelle età più avanzate, in linea con l'allungamento della speranza di vita; limitare la disponibilità di prestazioni prima del pensionamento; infine, ridurre il debito pubblico e la spesa pubblica per le pensioni in rapporto al PIL."
Marco Valerio Morelli, President di Marsh People and Investments Italia
L'adeguatezza sale a 70,9 punti e l'Italia resta stabile in 14ª posizione in Europa. Il punto di forza è il replacement ratio, tra i più elevati dei Paesi analizzati, insieme alla portabilità della posizione tra fondi privati, alla pensione minima commisurata al reddito e al sistema di rivalutazione dei contributi.
Restano critiche l'età minima di accesso ai benefici pensionistici dei fondi privati (pre-pensionamento) e il peggioramento del debito pubblico.
L'integrità, con 78,3 punti, è il miglior risultato italiano tra i tre sottoindici, sostenuto dalla vigilanza della COVIP su disclosure e investimenti, dai requisiti per i componenti degli organi dei fondi e dall'informativa almeno annuale agli aderenti, con consultazione online della posizione individuale in qualsiasi momento.
L'Italia scende però dalla 12ª alla 13ª posizione europea per il balzo dell'Austria, passata da 76,4 a 85 punti dopo aver introdotto una rigida regolamentazione dei fondi pensione privati. Permangono limiti agli asset detenuti direttamente dai fondi e una bassa propensione delle istituzioni a incentivare l'adesione alla previdenza complementare.
La media europea sale da 69,4 a 69,7 punti, trainata dall'integrità (da 80,4 a 81,8), mentre adeguatezza e sostenibilità restano pressoché stabili. A livello globale il valore medio cresce di 1,1 punti rispetto al 2025.
Con punteggi superiori a 80, Paesi Bassi, Danimarca, Islanda, Singapore e Israele mantengono il grado A, raggiunto per la prima volta dall'Australia con 80,6 punti (77,6 nel 2025). Nel complesso, Australia, Emirati Arabi Uniti, Oman, Panama e Cina migliorano il proprio grado.
Davanti al calo della fertilità e all'aumento dell'aspettativa di vita, l'Indice indica tre risposte di policy: obiettivi chiari per i sistemi pensionistici, priorità al finanziamento degli obblighi futuri e maggiore flessibilità nei prodotti pensionistici e nelle strutture dell'età pensionabile, perché le soglie tradizionali di 60 o 65 anni risultano sempre più disallineate rispetto a vite più lunghe e più sane.
"Le decisioni che prendiamo oggi per costruire sistemi sostenibili avranno un impatto profondo sulla sicurezza finanziaria futura delle persone. L'aumento della longevità è un fenomeno troppo rilevante per essere ignorato, con ripercussioni di ampia portata su individui, governi, economie e società. Il momento di agire è adesso."
Pat Tomlinson, President e CEO di Marsh People and Investments