
20 GEN, 2024
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

L'indagine condotta dalla Banca D'Italia tra il 22 novembre e il 14 dicembre 2023 presso le imprese italiane dell'industria e dei servizi con almeno 50 addetti rivela un miglioramento lieve, ma costante, nelle valutazioni della situazione economica generale del Paese rispetto alla rilevazione precedente.
Il lieve recupero delle valutazioni è attribuibile a una moderata ripresa della domanda interna e a condizioni meno negative per gli investimenti, soprattutto nei servizi. La spesa attesa per gli investimenti rimane stabile. Nel complesso, si attenua il peggioramento delle valutazioni sull'accesso al credito per tutti i settori.
Nel quarto trimestre del 2023, la quota delle imprese che segnalano un peggioramento della situazione economica generale del Paese è scesa al 29%, rispetto al 37% della scorsa rilevazione. Tuttavia, la percentuale di imprese che ritiene nulla o bassa la probabilità di un miglioramento nei prossimi tre mesi resta ampiamente maggioritaria.
Le imprese prevedono un proseguimento dell'espansione dell'occupazione nel primo trimestre del 2024 (aspettative di occupazione positive). Tuttavia, l'incertezza economica e politica, insieme all'andamento dei prezzi delle materie prime energetiche, continua a influenzare negativamente l'attività economica.
La dinamica dei prezzi praticati dalle aziende mostra un indebolimento continuo. Circa due terzi delle aziende prevedono un aumento delle retribuzioni orarie nei prossimi 12 mesi (66%). Le attese sull'inflazione al consumo si sono nettamente ridotte, collocandosi appena sotto il 2,5% sugli orizzonti a breve termine e appena sopra il 2% su quelli a lungo termine.
Il divario tra le attese di miglioramento e peggioramento delle proprie condizioni operative si è ridotto in modo marcato per le imprese dei servizi (-6 punti percentuali da -13), mentre si è lievemente ampliato nell'industria in senso stretto (-18 punti da -15).
Le aspettative delle imprese operanti nell'edilizia residenziale sulle agevolazioni previste dal Superbonus sono diminuite al 55%, rispetto al 64% della scorsa rilevazione. Le attese per l'occupazione nel settore delle costruzioni rimangono più favorevoli, con un saldo di 23 punti percentuali.
Nei prossimi 12 mesi, i prezzi praticati dalle aziende continueranno a decelerare in tutti i settori. Circa due terzi delle aziende si attendono un aumento delle retribuzioni orarie dei propri dipendenti nei prossimi 12 mesi. La percentuale di imprese che ha incorporato gli aumenti salariali nei propri prezzi di vendita è del 36%, mentre il 31% ha tenuto conto di incrementi salariali attesi.
La quota di imprese che ha riscontrato difficoltà connesse ai costi energetici è rimasta stabile (41% nell'industria in senso stretto, 32% nei servizi). Tuttavia, la percentuale di aziende che prevedono di incrementare i propri prezzi di vendita in risposta agli elevati costi energetici è diminuita rispetto alle rilevazioni precedenti, collocandosi su valori più contenuti rispetto a un anno prima (meno di un quinto, da quasi due terzi).
Le aspettative sull'inflazione al consumo si sono nettamente ridotte su tutti gli orizzonti temporali, riportandosi su valori poco al di sopra del 2%, riflettendo una diminuzione dell'incertezza economica rispetto alla seconda metà del 2021.
In conclusione, nonostante le sfide persistenti, il quadro economico mostra segni di miglioramento, sostenuto dalla moderata ripresa della domanda interna e da condizioni di investimento meno negative. Le imprese italiane rimangono prudentemente ottimistiche riguardo all'espansione dell'occupazione e alle prospettive future, sebbene l'incertezza economica e i fattori esterni continuino a esercitare un impatto significativo.