
21 MAG, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

L'84% degli italiani è preoccupato per la non autosufficienza, 1 su 3 non si sente economicamente pronto ad affrontare una vita più lunga e oltre il 72% dubita che il sistema pubblico reggerà nel tempo. Sono i dati principali della seconda edizione della ricerca Zurich-SWG, condotta a marzo 2026 su 2.068 persone tra i 18 e i 64 anni, che fotografa un Paese consapevole delle sfide della longevità ma ancora lontano dal tradurle in scelte concrete di protezione.
Più di 6 italiani su 10 guardano con favore alla prospettiva di vivere più a lungo. I benefici più citati sono il tempo con i propri cari e la possibilità di coltivare le proprie passioni. La lettura però si divide nettamente per fascia d'età.
Baby Boomer e GenX temono soprattutto di trascorrere gli anni in più in cattive condizioni di salute: lo segnala il 70% dei primi e il 61% dei secondi. Per Millennials e GenZ il timore principale è invece l'allungamento della vita lavorativa, indicato da più di 1 giovane su 4.
La dimensione finanziaria è centrale nel quadro d'insieme. 1 italiano su 3 teme di non disporre di risorse sufficienti per invecchiare serenamente. Allo stesso tempo, il 72% degli intervistati ritiene che il sistema pubblico non sarà in grado di sostenere nel tempo una popolazione sempre più anziana, una percezione che apre uno spazio diretto per la pianificazione previdenziale e assicurativa privata.
Tra tutte le fragilità legate all'invecchiamento, la non autosufficienza è quella che preoccupa di più e in modo trasversale. L'84% degli intervistati si dichiara preoccupato per la possibilità che sé stesso o un familiare possa perdere l'autonomia. 1 italiano su 2 indica i servizi di assistenza in quest'area come priorità, con picchi tra Baby Boomer (62%) e GenX (57%).
Emerge anche una dimensione meno attesa: il 49% dei Baby Boomer segnala il contrasto alla solitudine come esigenza rilevante nella gestione delle fasi più critiche della vita, mentre il 29% della GenZ mette al primo posto il supporto psicologico, segnale di un'attenzione crescente alla componente emotiva della fragilità.
Sul fronte degli strumenti di protezione, gli italiani si affidano ancora principalmente ai risparmi personali e al sostegno pubblico in caso di perdita di autosufficienza. Tuttavia, oltre 1 su 4 guarda alle soluzioni assicurative come strumento di tutela per il futuro.
Le polizze Long-Term Care (LTC) mostrano il potenziale più significativo: pur essendo conosciute a fondo solo da 1 italiano su 4, il 47% di chi non ne possiede una si dichiara disponibile a valutarne la sottoscrizione. L'interesse è particolarmente marcato nella GenX. Cresce anche l'apertura della GenZ verso polizze vita, fondi pensione integrativi e polizze temporanea caso morte.
"La sfida oggi è colmare la distanza tra consapevolezza e decisione, aiutando le persone a pianificare in modo continuo e lungimirante il proprio futuro", ha dichiarato Renato Antonini, Amministratore Delegato di Zurich Investments Life. Claudio Raimondi, Amministratore Delegato di Zurich 4Care, ha sottolineato come l'obiettivo sia rendere queste coperture accessibili attraverso un modello basato su condivisione e mutualità: "la protezione non sia un privilegio, ma una possibilità per tutti".