
4 MAG, 2026

In un contesto di elevata tensione geopolitica e rinnovata attenzione alle dinamiche del mercato petrolifero, l'attenzione degli investitori si è recentemente spostata sulla tenuta del private credit. Dopo anni di espansione sostenuta — alimentata da rendimenti attraenti e da una domanda strutturale di alternative ai mercati pubblici — alcune crepe iniziano a emergere, proprio dove la trasparenza è più limitata. Eppure, per gli investitori disciplinati, queste stesse pressioni aprono una dinamica più costruttiva: una genuina dispersione dei risultati e, con essa, un insieme crescente di opportunità selettive.
Una serie di default tra aziende finanziate attraverso canali di private credit ha riportato al centro del dibattito la questione della qualità del credito sottostante. Riflettendo questo cambiamento di sentiment, la percentuale di loan quotati al di sotto di un prezzo cash di 90 è aumentata in modo significativo — un segnale che i mercati stanno attribuendo una probabilità crescente a scenari avversi. Parallelamente, gli investitori si interrogano su quanto i progressi dell'intelligenza artificiale possano ridisegnare alcuni segmenti del settore software, comprimere i flussi di cassa dei borrower e contribuire a un aumento dei tassi di default.
Con l'intensificarsi delle preoccupazioni, le richieste di rimborso sono aumentate in alcune parti del mercato. Alcuni gestori hanno onorato tali richieste, mentre altri sono stati costretti a rallentare il ritmo dei deflussi. Per gli investitori, questi meccanismi sono rilevanti: i termini di liquidità — spesso limitati al 5% del NAV per trimestre — possono diventare un vincolo stringente proprio quando i mercati sono sotto pressione. A differenza dei mercati di credito liquido, dove la negoziazione attiva sul mercato secondario consente di aggiustare il posizionamento con fluidità, i veicoli di private credit offrono vie d'uscita limitate quando le condizioni si deteriorano.
Al di là delle pressioni tecniche di breve periodo, gli investitori stanno affrontando una questione più strutturale: in che misura l'AI potrebbe intaccare la solidità dei flussi di cassa di alcuni borrower, in particolare nel software? Storicamente, le aziende software sono state controparti creditizie attraenti — asset-light, ad alto margine e spesso caratterizzate da modelli in abbonamento. Se l'AI dovesse erodere significativamente questi flussi, i creditori si troverebbero con un collaterale reale limitato su cui fare affidamento in uno scenario negativo.
Il dato è rilevante: il software rappresenta in media circa il 20% dei portafogli di private credit statunitensi, a fronte di circa l'8% nei CLO europei e del 10% in quelli americani. Media, business services e cybersecurity potrebbero subire pressioni competitive analoghe man mano che gli strumenti basati sull'AI abbassano le barriere all'ingresso. Guardando avanti, si prevede un aumento di downgrade e default nei leveraged loan, in particolare tra gli emittenti ad alta leva emessi nel 2021, con il rischio di rifinanziamento nel software più acuto intorno al 2028.
È proprio questo contesto di incertezza crescente a creare le condizioni per la dispersione — e la dispersione è dove la selezione fondamentale del credito tende ad aggiungere maggior valore. Con i borrower più deboli sotto pressione e le valutazioni che si aggiustano in modo disomogeneo, il divario tra i crediti si allarga. Gli investitori dotati di liquidità e disciplina sono meglio posizionati per ruotare verso opportunità dislocate nel momento in cui emergono.
Nei mercati di credito liquido, questa dinamica è già visibile. Gli spread tra rating e settori iniziano a divergere, e si intravedono sacche di valore negli emittenti di qualità più elevata, BBB e BB, dove gli spread mantengono margine di repricing. La capacità di agire con rapidità — aumentando il rischio quando gli spread si dislocano e riducendo l'esposizione quando le valutazioni appaiono eccessive — è un vantaggio strutturale che i mercati liquidi offrono e che i veicoli di private credit, con la loro illiquidità intrinseca e il ritardo nelle valutazioni, non possono replicare facilmente.
Le valutazioni attuali non sembrano ancora riflettere pienamente questi rischi, e il potenziale di contagio da una volatilità indotta dal private credit rimane sottovalutato. In questo contesto, strategie di credito liquido come RAM Strata Credit hanno risposto aumentando significativamente i livelli di liquidità, mantenendo un atteggiamento barbell con un'allocazione superiore alla media in cash accanto a esposizioni a breve scadenza, riducendo l'esposizione agli strumenti AT1 e portando il rischio nel credito strutturato a uno dei livelli più bassi degli ultimi cinque anni. La logica è semplice: preservare la flessibilità oggi, per essere pronti a cogliere le opportunità che un ambiente creditizio più volatile e disperso è destinato a generare.
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