
13 MAG, 2024
Di Candriam

AUTORE: Steeve Brument, Global Head of Alternative Investments di Candriam
Il portafoglio 60/40 è un’istituzione del mondo degli investimenti finanziari ed è da molto tempo considerato la modalità ideale di allocazione di un portafoglio diversificato. L’innovazione del mondo della finanza ha, però, nel tempo reso disponibili agli investitori finali anche molte strategie alternative un tempo accessibili solo agli istituzionali.
Candriam si è chiesta, quindi, se l’introduzione in un portafoglio diversificato delle principali strategie alternative tenda a migliorare il profilo rendimento/rischio di un portafoglio 60/40. E la risposta, che deriva da un’analisi dell’andamento di portafogli modello dal 1990 a oggi, è affermativa.
La conclusione di Candriam è che introducendo il 30% di strategie alternative - con un mix che varia a seconda del regime economico - si va a migliorare il profilo rendimento/rischio del portafoglio 60/40 sia sui parametri di rendimento che su quelli di rischio. Il portafoglio 40/30/30, quindi, è una valida alternativa al classico 60/40.
Candriam ha messo a confronto le performance storiche del portafoglio modello 60/40 e di una serie di portafogli ottimizzati che, partendo dal portafoglio 60/40, introducono un 30% di strategie alternative, cioè un mix dei quattro principali stili di strategie degli hedge fund (Global Macro, Directional, Event-Driven e Relative Value) e una strategia diversificata di fondi di fondi hedge.
Più nel dettaglio, la metodologia utilizzata è stata la seguente: adottando il modello di costruzione del portafoglio media-varianza di Markowitz e partendo dal portafoglio di riferimento 60/40, si effettuano una serie di ottimizzazioni vincolate del portafoglio succitato, con le seguenti caratteristiche:
Guardando a un arco temporale che parte dal il 1990 e arriva ad oggi, il confronto evidenzia che, a sostanziale parità di rendimento annualizzato, un portafoglio che avesse incluso il 30% di strategie alternative (7,5% CTA, 6,6% Event-Driven, 13,4% Equity Market Neutral e 2,5% Fondo di fondi) avrebbe migliorato lo Sharpe Ratio del portafoglio 60/40 (0,48 vs. 0,36) e abbassato il Max Drawdown (29,57% vs 36,93%). In altre parole, a parità di rendimento, rispetto al portafoglio 60/40 un portafoglio 40/30/30 così costruito avrebbe ridotto la volatilità del 2,3% e il drawdown massimo del 7,36%.
L’arco temporale ultratrentennale è certamente significativo. Ma va riconosciuto che se si riduce al periodo 2009 - oggi, il tradizionale portafoglio 60/40 ha registrato una performance eccezionale, un risultato che non può essere eguagliato quando si introducono asset alternativi diversificati.
L’apparente anomalia è legata al fatto che questo arco temporale è stato dominato dal paradigma “whatever it takes” e l’intervento delle banche centrali ha creato un contesto di mercato unico, che si è concluso con il 2022. Ma se l’analisi si concentra non sul puro rendimento ma sul miglior profilo rendimento/rischio, allora anche in questo caso l’introduzione di strategie alternative offre un risultato interessante. Ecco:
L'indice di Sharpe più alto in questo periodo (0,68) è raggiunto da un portafoglio composto dal 70% di Portafoglio di riferimento, 5,1% di CTA, 19,9% di Event-Driven, 2,5% di Equity Market Neutral e 2,5% di Fund of Fondi. Come vediamo nella tabella, questa allocazione migliora solo marginalmente lo Sharpe Ratio; il miglioramento più significativo si ottiene con la riduzione del drawdown massimo (16,93% anziché 21,73%), cioè a un calo massimo del 22%.
In modo pragmatico, vediamo due possibili percorsi per l’economia globale: il 2024 sarà caratterizzato o dal ciclo di espansione oppure potremmo entrare in una fase di picco seguita da una recessione. Applicando, quindi, esattamente la stessa metodologia adottata per l’analisi sopra illustrata, andiamo a identificare la migliore allocazione in base alle nostre aspettative e all’ambiente in arrivo.
Il rendimento annualizzato di un portafoglio 60/40 sarebbe del 5,45%. A parità di rendimento, il portafoglio ottimizzato 40/30/30 (con 2,5% di CTA, 18,1% di Event-Driven, 6,9% di Equity Market Neutral, e 2,5% di Fondi di Fondi), migliorerebbe l'indice di Sharpe di 0,15 e ridurrebbe il drawdown massimo dal 21,73% al 16,99%.