
14 NOV, 2025
Di justETF

Secondo una recente analisi condotta da justETF, il 2025 segna una svolta storica per il mondo della gestione patrimoniale: gli ETF attivi si affermano come la nuova frontiera dell’investimento, con una crescita esponenziale sia in termini di masse gestite sia di nuovi lanci.
justETF evidenzia come gli asset under management (AUM) di questa nuova generazione di prodotti che unisce la struttura efficiente degli ETF con la selezione discrezionale tipica della gestione attiva, negli ultimi cinque anni, in Europa, sono passati da 4 miliardi di euro nel 2020 a oltre 60 miliardi nel 2025, con un incremento di quindici volte. Nello stesso periodo, il numero complessivo di prodotti attivi quotati ha raggiunto 368 strumenti, di cui 348 ETF, 18 ETN e 2 ETC.
Nel solo 2025 si contano già 140 nuovi lanci, segno di un mercato in piena espansione.
Il fenomeno europeo, pur in forte espansione, non ha ancora raggiunto i livelli statunitensi: negli USA, secondo Bloomberg Intelligence, gli ETF gestiti attivamente hanno superato quelli passivi, rappresentando il 51% dei quasi 4.300 ETF quotati.
“I numeri parlano chiaro: guardando ai flussi in entrata e ai nuovi prodotti, è evidente che la crescita degli ETF attivi non è una moda, ma un’evoluzione strutturale del mercato”, afferma Lorenzo Demaria, Country Manager Italia di justETF. “La vera domanda è se questa crescita saprà reggere alla prova del tempo. Se i gestori riusciranno a dimostrare valore anche quando i mercati non saranno più favorevoli, allora potremo dire che la gestione attiva ha davvero trovato la sua nuova casa nel mondo degli ETF, anche in Europa”.

Masse gestite,fonte: justETF, 29/09/2025

Lanci ETP attiv, fonte: justETF, 29/09/2025
Gli ETF attivi combinano la struttura efficiente e trasparente degli ETF tradizionali con la gestione professionale discrezionale tipica dei fondi attivi. Tra i principali vantaggi: maggiore capacità di adattamento ai mercati, accesso all’expertise dei gestori e quotazione in tempo reale. Tuttavia, comportano costi leggermente superiori e il rischio di non battere sempre il benchmark.
Oltreoceano, gli ETF attivi hanno già superato quelli passivi: secondo Bloomberg Intelligence, il 51% dei quasi 4.300 ETF quotati negli USA è oggi gestito attivamente. Il fenomeno è destinato a consolidarsi anche in Europa, dove le autorità regolamentari stanno introducendo novità come gli ETF semi trasparenti, che permettono ai gestori di ritardare la pubblicazione della composizione del portafoglio fino a tre mesi, aumentando la discrezionalità operativa.
Dalle analisi di justETF emerge che, in diversi casi, gli ETF attivi hanno sovraperformato i corrispondenti benchmark su orizzonti temporali medio-lunghi, anche al netto dei costi di gestione. Esempi come il JPMorgan US Research Enhanced Index Equity (ESG) UCITS ETF o l’Amundi Smart Overnight Return UCITS ETF Acc mostrano come la gestione attiva possa offrire rendimenti più stabili e un maggior controllo del rischio, soprattutto nei mercati volatili.
Secondo J.P. Morgan Asset Management, il mercato globale degli ETF attivi potrebbe quintuplicare entro cinque anni, superando i 6.000 miliardi di dollari, con una forte espansione del comparto obbligazionario e multi-asset.
Il mercato degli ETP attivi in Europa è oggi molto diversificato e non può più essere considerato una nicchia.
Complessivamente, il mercato conta 368 prodotti attivi: 348 ETF, 18 ETN e 2 ETC. Gli ETN rappresentano l’aspetto più innovativo, grazie all’uso di strategie sofisticate come l’impiego di opzioni o derivati per generare rendimenti aggiuntivi.
Un esempio è l’IncomeShares Tesla Options ETP, che costruisce la propria strategia sull’acquisto di azioni Tesla e sulla vendita sistematica di call out-of-the-money (OTM) per incassare premi periodici.
Tra i migliori ETF per performance da inizio anno spiccano due prodotti firmati ARK Invest, pioniera della gestione attiva tematica: ARK Innovation UCITS ETF, che investe in società globali legate a intelligenza artificiale, genomica, fintech, automazione e robotica; ARK Artificial Intelligence & Robotics UCITS ETF, focalizzato su imprese che beneficiano della diffusione dell’AI e della robotica industriale.
Tra i top performer figura anche un ETP sull’oro, che combina un’esposizione diretta al metallo prezioso con la vendita di opzioni call OTM sullo SPDR Gold Shares, per generare premi periodici e incrementare il rendimento potenziale.

Fonte: justETF, 14/10/2025
Per capire se gli ETF attivi riescono davvero a battere il mercato, justETF ha analizzato alcuni dei prodotti più solidi per dimensione e track record.
Partendo dal JPMorgan US Research Enhanced Index Equity (ESG) UCITS ETF, fondo che ha come obiettivo quello di sovraperformare l’S&P 500, emerge come nel breve periodo, la gestione attiva ha registrato una lieve sottoperformance rispetto all’ETF che si limita a replicare l’indice. Tuttavia, osservando l’arco temporale dei cinque anni, la situazione cambia. A quel punto, l’ETF attivo mostra una leggera sovraperformance, considerando già al netto le commissioni di gestione. Se si aggiusta il rendimento per il rischio, nei periodi a uno e tre anni, la versione “passiva” presenta un miglior rapporto rischio/rendimento. Ma sul lungo termine, a cinque anni, è l’ETF attivo a recuperare terreno, offrendo un profilo di rendimento leggermente migliore.
Uno schema simile si riscontra anche con il JPMorgan Global Research Enhanced Index Equity (ESG) UCITS ETF, che mira a sovraperformare l’MSCI World. Qui la dinamica è quasi speculare: una performance in linea o leggermente superiore al benchmark su orizzonti lunghi, e un margine più stretto, a volte negativo, nel breve termine.
Un altro caso interessante è quello dell’Amundi Smart Overnight Return UCITS ETF Acc, che porta in un territorio diverso: quello obbligazionario, e in particolare nel comparto dei cosiddetti ETF monetari, ossia strumenti che investono in titoli a brevissima scadenza. L’obiettivo dichiarato di questo ETF è replicare nel modo più fedele possibile, sia al rialzo sia al ribasso, l’andamento dell’€STR, l’indice dei tassi overnight dell’Eurozona. Anche qui, la gestione attiva è riuscita a fare leggermente meglio dei principali ETF passivi che operano sullo stesso mercato. Per questo ultimo ETF un aspetto importante riguarda la fiscalità. Essendo questo sintetico, la tassazione dipende dal tipo di collaterale. Se prevale la componente azionaria, si applica il 26%; se prevalgono titoli di Stato in white list, l’aliquota scende al 12,5%. Un dettaglio che può incidere concretamente sul rendimento netto per l’investitore finale.

Confronto ETF attivo e passivo, fonte: justETF, 13/10/2025
In generale, i dati mostrano che la gestione attiva, in diversi casi, ha ripagato il maggiore costo con performance superiori o più stabili nel tempo, soprattutto nei mercati complessi e volatili.
Un’ulteriore evoluzione in corso è quella degli ETF semi-trasparenti.
Finora la normativa UCITS imponeva la pubblicazione giornaliera della composizione del portafoglio, ma le autorità europee stanno introducendo nuove regole che consentono di ritardare la disclosure fino a tre mesi, offrendo ai gestori maggiore discrezione e libertà operativa.
Negli Stati Uniti, questi strumenti esistono dal 2020, ma non hanno ancora raggiunto un’adozione di massa; in Europa, la prospettiva è più favorevole.
Secondo J.P. Morgan Asset Management, principale emittente mondiale di ETF a gestione attiva, nei prossimi cinque anni gli asset globali del settore potrebbero quintuplicare, superando i 6.000 miliardi di dollari. A trainare la crescita saranno in particolare i comparti obbligazionari e multi-asset income, sempre più richiesti da investitori in cerca di rendimento e diversificazione.
“In conclusione, il 2025 si conferma l’anno in cui gli ETF attivi hanno conquistato un ruolo da protagonisti. La loro crescita appare inarrestabile, più che di un sorpasso sugli ETF passivi, si può parlare di una coabitazione tra due mondi complementari. La sfida sarà capire se la gestione attiva in formato ETF saprà mantenere il proprio vantaggio competitivo anche nei momenti di mercato più difficili, trasformando la sua flessibilità in un vero e proprio alfa concreto per gli investitori”.
Lorenzo Demaria, Country Manager Italia di justETF