
4 LUG, 2025

AUTORE: Mauro Valle, Head of Fixed Income at Generali Asset Management (part of Generali Investments)
Il recente restringimento dello spread BTP-Bund sotto i 100 punti base – un livello che non si vedeva dal marzo 2021 – è stato guidato da diversi fattori positivi. La crescita economica italiana negli ultimi anni è stata solida, con una sovraperformance rispetto alla media dell’area euro, il che ha contribuito a stabilizzare il rapporto debito/PIL. Questo è stato possibile grazie a una politica di bilancio che ha mantenuto sotto controllo la spesa pubblica. Il disavanzo dell’Italia nel 2024 è stato migliore del previsto, pari al 3,4%, con un leggero miglioramento previsto per il 2025. Questi sviluppi sono stati riconosciuti dalle agenzie di rating, come dimostra il recente upgrade del rating sovrano dell’Italia da parte di S&P a BBB+.
La soglia dei 100 punti base rappresenta un livello tecnico importante e, nell’ultimo decennio, i BTP non sono riusciti a consolidarsi al di sotto di essa. Che gli spread possano restare sotto o sopra tale soglia dipenderà da due condizioni chiave: da un lato, un momentum economico positivo accompagnato da una politica fiscale disciplinata, dall’altro, un contesto globale caratterizzato da tassi d’interesse stabili o in calo. Un altro elemento importante è il cambiamento delle dinamiche fiscali nell’area euro. La spesa pubblica è in crescita in diversi Paesi – non solo in Francia, ma anche in Germania, che ha annunciato investimenti in difesa e in infrastrutture. Questa convergenza fiscale contribuisce a ridurre il rischio di divergenza nei tassi sovrani, sostenendo i titoli periferici.
Sebbene gli attuali spread italiani risultino meno interessanti dal punto di vista storico, riteniamo che siano sostenibili e che le buone performance dei BTP possano proseguire nel medio-lungo periodo. Il fatto che lo spread sia sceso sotto i 100 punti base non è di per sé un motivo per ridurre l’esposizione. Il principale rischio per il mercato resta la volatilità, come visto ad aprile, quando l’annuncio dei nuovi dazi da parte di Trump ha spinto lo spread a 130 pb. Fondamentalmente, i BTP restano supportati, anche se l’elevata volatilità potrebbe richiedere qualche aggiustamento tattico.
Per il comparto obbligazionario, la crescita moderata e l’inflazione sotto il target del 2% della BCE dovrebbe giustificare almeno un ulteriore taglio dei tassi. Yield superiori al 2,5% offrono interessanti opportunità per una esposizione moderata ai tassi. Al contrario, la Fed resta prudente, con i rendimenti decennali dei Treasury visti come neutrali intorno al 4,5%, a meno che non si indebolisca il mercato del lavoro.