
26 NOV, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Alberto Conca ricopre la carica di responsabile degli investimenti in LFG+ZEST Sa ed è azionista del gruppo Lfg Holding. Ha oltre 20 anni di esperienza negli investimenti finanziari e nella gestione di portafogli, maturata negli Stati Uniti, in Irlanda, in Italia e in Svizzera. Dopo la laurea in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Pavia, si trasferisce in Connecticut (Usa) dove lavora allo sviluppo di modelli non lineari per la previsione della volatilità. Tornato in Italia, lavora come gestore di fondi in Ras, in Aletti Gestielle e in Kairos. Si sposta successivamente in Irlanda in Pioneer Alternative Investments e dal 2017 è in Zest.
Ho ancora il ricordo ben vivo nella memoria di quando ho capito che avrei voluto lavorare in finanza ed in particolare nella gestione fondi; ero alla prima lezione di econometria all’università ed il professore, Carlo Giannini, ci diede una panoramica di cosa fosse l’econometria ed a cosa servisse. Nell’ultima parte della lezione introduttiva spiegò che proprio in quel periodo stava nascendo un ramo che si occupa di mercati finanziari, ancora non esistevano le reti neurali o il machine learning. Finita la lezione sono andato dal professore a chiedere di fare la tesi di laurea con lui e mi disse: aspettiamo di vedere come va l’esame e poi decideremo.
Non solo feci una tesi sperimentale con lui ma diventammo anche ottimi amici. Grazie alla tesi trovai lavoro in piccolo hedge fund negli Stati Uniti, dove ho iniziato ad occuparmi della costruzione di modelli per la stima dei regimi di volatilità in alcuni mercati sulle commodities (oro, petrolio, grano, cotone etc.). Il perché è semplice, sono sempre stato affascinato dai mercati finanziari ed azionari in particolare e dal capire come interagiscono le variabili macroeconomiche e come queste influenzino il prezzo degli attivi finanziari; mi ha sempre incuriosito capire il perché’ delle cose.
La mia giornata ideale inizia la mattina presto con l’analisi delle performance dei fondi relativamente alla giornata precedente, per capire cosa ha contribuito positivamente o negativamente alla giornata e se ci sono movimenti di nota sia a livello di singolo investimento, se un’azione od un’obbligazione ha avuto una variazione di prezzo anomala, che a livello settoriale, di mercato oppure di rating nel caso dei Corporate Bonds. Si passa poi a guardare le news principali sia a livello aziendale che monetario; queste due parti della giornata occupano poco più di un’ora mentre il resto della giornata è dedicato a studiare, leggere e fare analisi macroeconomiche di vario genere. Abbiamo una serie di modelli proprietari di valutazione e previsione che siamo sempre alla ricerca di migliorare, da qui la fase dello studio e riflessione è estremamente importante.
Quando si pensa alla gestione di un fondo, spesso si immagina un gestore che passa buona parte della giornata a far trading attivo sul portafoglio, nel nostro caso nulla è più lontano dal vero; si potrebbe dire che la gran parte del tempo siamo pagati per aspettare ed osservare. Spesso parliamo anche con economisti, analisti e strateghi per capire come meglio posizionare i portafogli per il medio/lungo periodo e confrontare le nostre idee con le loro. Un aspetto importante di questa fase è quello di evitare ciò che in finanza comportamentale si chiama “Confirmatory Bias”, e’ importante capire i punti deboli delle nostre idee e testarne la loro validità, essendo sempre aperti a cambiare idea indipendentemente dal tempo che si è investito nell’implementare una decisione di investimento, cambiare idea e’ difficile per il nostro ego.
Probabilmente anche grazie alla mia formazione economico-quantitativa, ho fatto mio il mantra “i numeri non mentono mai” e questo è uno dei capisaldi del nostro approccio “Quantamental” di selezione titoli; si chiama così perché’ esprime la combinazione di un processo d’investimento quantitativo ed un approccio fondamentale o da analista finanziario. Il nostro modello condensa l’esperienza di oltre trent’anni nella gestione di fondi d’investimento costruendo un approccio oggettivo, non influenzato dalle emozioni del momento, e che ci mette in grado di scegliere le migliori opportunità d’investimento in un contesto di incertezza. Non è la ricerca del miglior rendimento assoluto possibile, bensì il miglior equilibrio tra rendimento atteso e rischio che bisogna assumere per ottenere quel risultato. I capisaldi che guidano il nostro modello di selezione sono Crescita, Qualità’, Valutazione e Momentum; l’equilibrio di questi fattori ci permette di investire in società con valutazioni attraenti, senza quindi correre dietro alle mode del momento, che nel contempo abbiano delle ottime caratteristiche di qualità e crescita.
Se si sbaglia il momento d’ingresso di un investimento, la combinazione di valutazione crescita e qualità farà in modo che, come dice Warren Buffet, la perdita sarà solo temporanea e non permanente; il tempo e quindi la pazienza, come anticipato sopra, farà il suo lavoro.
Come dicevo in precedenza, siamo sempre alla ricerca di come migliorare il nostro modello di selezione titoli, ma anche degli altri nostri modelli di valutazione e di “Market Timing”. In questo momento, visti i multipli elevati degli indici azionari, ci stiamo focalizzando nell’affinare il nostro modello di analisi dello stato del ciclo economico; i mercati finanziari non hanno mai avuto periodi di “Bear Market” prolungato in assenza di una recessione od una crisi nel sistema finanziario legata all’eccesso di debito. Le nostre aree di interesse sono al momento l’inflazione, il livello dei tassi di interesse sia a breve che a lunga scadenza e lo stato del mercato del lavoro statunitense.
Con la tecnologia americana a queste valutazioni è importante, a nostro avviso, avere un approccio equilibrato, investendo anche in quei settori meno impattati direttamente dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale e che risultano avere valutazioni interessanti; sui portafogli obbligazionari abbiamo un approccio molto prudente, con duration corta e alta qualità degli emittenti, a causa del basso livello degli Spread sui Corporate Bonds e della persistenza dell’inflazione che abbiamo timore possa riversarsi sui tassi d’interesse a lunga, che sono uno dei driver importanti della valutazione dei mercati azionari.
In linea di massima non esistono società o modelli di business in cui non investirei mai, perché’ tutto al giusto prezzo può avere rendimenti importanti; la determinante principale del rendimento di lungo termine di un investimento è il prezzo d’entrata. In campo azionario ci sono due tipi di società che non passano lo screening del nostro modello: quelle altamente indebitate e quelle che non producono utili o Free Cashflow.
Le aziende con alti livelli di indebitamento non hanno il controllo del proprio destino nelle loro mani, ma possono essere vittime del ciclo economico, delle condizioni del mercato dei capitali etc., mentre quelle che non generano utili hanno il problema di doversi continuamente finanziare sul mercato dei capitali, emettendo debito o facendo aumenti di capitale; quest’ultimo caso è molto frequente nel settore tecnologico. Preferiamo investire in aziende con basi solide in questo settore a causa dell’altissimo tasso di mortalità nell’industria.
Il periodo più difficile nella mia vita di gestore fondi è stato sicuramente il periodo compreso tra agosto 2008 ed aprile 2009. Agli inizi di agosto ’08 eravamo appena partiti con un nuovo fondo Long Short Equity; da lì a qualche settimana ci fu il fallimento Lehman Brothers ed il caos totale sui mercati finanziari. Riuscimmo a chiudere il 2008 con una perdita inferiore al -3% non sapendo se saremmo stati in grado di avere ancora investitori l’anno successivo. Le opportunità di investimento sembrava abbondassero ad inizio 2009 ma la paura e l’incertezza era tale che si pensava alla “fine del mondo finanziario”, mantenere i nervi saldi e non perdere la calma e’ stata un prova ardua da superare.
All’inizio è importante riuscire a trovare una realtà disposta ad investire sulla crescita professionale ed avere un mentore che sia in grado ed abbia la voglia di trasmettere tutto il proprio sapere, senza gelosie. Credo che il passaggio in un grande Asset Manager nelle prime fasi della carriera possa essere utile a chi vuole avere una visione a 360 gradi del mondo delle gestioni, anche se le soddisfazioni personali più grandi credo si possano ottenere soltanto nelle aziende di piccole e media dimensione, dove il riconoscimento delle abilità professionali sia più facilmente apprezzato. Consiglio comunque di non smettere mai di essere curiosi e di aver voglia di imparare e crescere. Anche io oggi, dopo oltre trent’anni di asset management, ho tanto da scoprire.
Amo la lettura, il tennis ed il motorsport. Leggo molto libri di economia, storia, finanza, sociologia, psicologia, geopolitica ed ogni altra cosa che possa insegnarmi ed aiutarmi a crescere come gestore ed ancora di più come essere umano. Adoro passare del tempo con la mia famiglia e le persone a me care. Anche negli hobby adoro conoscere i dettagli e del perché’ si fanno certe cose; la tecnica del gesto atletico e come la tecnologia influenza il rendimento di un atleta.