
26 MAR, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Alessandro Coltella è laureato a Torino e in seguito ha svolto con profitto il Master in Corporate Finance presso la SDA Bocconi. Alessandro lavora nel settore da più di 20 anni, dapprima come promotore finanziario, poi come analista e infine come Institutional Sales. Nel 2016 si è unito a Ersel in qualità di Institutional Sales sul mercato domestico. Il suo ruolo è trasversale e copre dal mondo wholesale fino ai Fondi pensione, passando per le Fondazioni bancarie, le Casse di previdenza e le Assicurazioni.
Predestinato. Mio papà lavorava presso una grande realtà italiana e mi ha in qualche modo instradato in questo mondo. Dopo la laurea con tesi sul mondo dei fondi e della consulenza finanziaria ho svolto per qualche anno l’attività di promotore finanziario, e successivamente al Master in Corporate Finance presso la Sda Bocconi, sono entrato in modo più diretto in questo settore molto complicato, ma anche affascinante. Prima da analista poi da sales per lo sviluppo in ambito istituzionale. Amo quello che faccio, non cambierei questo mestiere con nient’altro.
Mi piace avere una giornata che chiamo dell’organizzazione (generalmente il lunedì), durante la quale programmo gli incontri da effettuare nelle settimane successive. Ma il bello di questo mestiere è dato dal fatto che ogni giorno difficilmente è uguale ad un altro. Ci sono i viaggi per gli incontri con i clienti (uno dei momenti più belli del mio lavoro), gli eventi di settore, le riunioni di approfondimento sui mercati…E poi c’è tanto lavoro “sporco”, ma fondamentale, come ad esempio la compilazione di documenti di due diligence, l’inserimento dei fondi Ersel nelle diverse piattaforme, la compilazione di file di anagrafica e tanto altro. Insomma, non ci si annoia davvero mai. No, il mio lavoro non mi pesa, perché alla fine me lo sono scelto e cercato con abnegazione negli anni.
Con una giusta componente di equity. Il lungo termine ha chiaramente mostrato di essere il migliore amico del mercato azionario. Il tempo ha la capacità di smorzare ogni crisi finanziaria o geopolitica e allo stesso tempo garantisce anche una protezione significativa dall’inflazione. L’investitore italiano storicamente è legato al Bot e al Btp, ma negli anni più recenti questa tendenza sta cambiando un po’ ovunque (anche nel mondo istituzionale), grazie ad un accesso crescente in ambito di consulenza professionale ed evoluta. Per completare la domanda non ci si deve però dimenticare del peso che una commodity come l’oro ha avuto in questi anni per combattere le pressioni inflazionistiche. A livello domestico, sottolineerei anche il ruolo che ha sempre assunto l’investimento immobiliare, un valore imprescindibile nel nostro Paese.
Non sono un fautore della liquidità a tutti i costi. La liquidità è un costo, anche se oggi un po’ meno rilevante visti i tassi decrescenti. Ma, indubbiamente, deve avere una sua parte all’interno di un portafoglio, meglio se in modo tattico, per poter cogliere le opportunità che il mercato ti può offrire. E le opportunità ci sono sempre ciclicamente, sulle diverse asset class. Riassumendo, la liquidità è certamente importante nello scenario attuale, ma l’allocazione deve essere tattica nell’attesa di cogliere le opportunità più coerenti con i propri obiettivi di investimento nel tempo.
I fondi flessibili permettono di affrontare al meglio la volatilità dei mercati. In ottica bond il nostro Leadersel Flexible Bond, oltre alla dinamicità nella gestione della duration, risponde in pieno anche a esigenze di diversificazione in ambito geografico, settoriale e di universo investibile. Sempre in tema di volatilità, dopo un paio d’anni decisamente complicati, a causa dei tassi in rialzo, potrebbe tornare d’interesse la ricerca di prodotti che garantiscano una decorrelazione dai mercati tradizionali. E in questa ottica, si comincia a intravedere un timido risveglio delle strategie alternative liquide, ad esempio in ambito event driven, su cui Ersel vanta una storia importante dal lontano 2003. In ultimo, mi piace rilevare l’interesse crescente degli istituzionali italiani, nei confronti delle PMI. E’ questo un ambito in cui il nostro gruppo è da sempre molto forte, con expertise che permettono di rispondere alle esigenze della clientela istituzionale in cerca di un affidabile partner indipendente con cui affrontare al meglio il mercato domestico.
È difficile rispondere ad una domanda di questo tipo perché è un settore dove tutto cambia molto velocemente. Un paio di anni fa avrei risposto senza alcun dubbio indicando le tematiche ESG, oggi invece i temi legati all’intelligenza artificiale stanno assumendo un’importanza sempre più crescente anche all’interno dei nostri portafogli, nonché nella loro creazione. Il tutto, senza dimenticare la storica contrapposizione tra gestione attiva e passiva. Una contrapposizione che ormai è una costante e con cui gli asset manager, di una sponda o dell’altra, devono fare i conti. In generale, la speranza è quella che il fattore umano continui a rimanere prevalente anche per i prossimi anni e non venga repentinamente sostituito da algoritmi o altro. Lo dico non tanto per me, ma per i nostri figli.
Come sottolineato prima, più che ad un tema, un investitore di lungo periodo si deve concentrare sui propri obiettivi di investimento. Che sono diversi a seconda che si parli di una Fondazione bancaria, che deve pensare ad erogare fondi sul territorio, o di una Cassa di previdenza che al contrario deve garantire l’assistenza previdenziale ai propri iscritti. In questa ottica, l’asset allocation strategica assume una rilevanza primaria, perché deve tenere in considerazione i rischi che un ente si può prendere, in relazione al rendimento che si pensa adeguato a soddisfare le proprie esigenze.
Stare in famiglia e seguire la crescita dei miei due ragazzi in primis. In ambito sportivo, dopo tanti anni inseguiti a tirare i calci ad un pallone, da circa dieci anni mi sono avvicinato con passione al mondo della corsa e del triathlon. Mi piace darmi qualche obiettivo anche ambizioso, e qualche successo lo sto raggiungendo su distanze che vanno dalla 10 km fino alla maratona (New York può ancora attendere).
Queste soddisfazioni compensano quelle che al contrario non ottengo seguendo ogni settimana il mio Toro, ma la fede ai colori granata rimane incrollabile nonostante tutto. E la tradizione passa di padre in figlio. Come per la musica, che accompagna da sempre la mia vita e i miei viaggi, spaziando da Springsteen ai…Metallica, passando al rock sudista degli inossidabili Lynyrd Skynyrd. E quando posso non mi perdo l’occasione per andare ad un bel concerto, sempre in compagnia del figlio più grande, che sta seguendo le mie orme rockettare. Last but not least un’altra passione che mi porto dietro da ragazzo è quella della moto. Appena possibile amo fare un giretto sulle montagne piemontesi e francesi o nelle colline delle Langhe. Un modo per staccare, rilassarmi e riflettere sui prossimi obiettivi: personali e lavorativi.