
27 NOV, 2024
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Laureato in Economia Aziendale – Economics and Management presso l’Università Cà Foscari di Venezia, Alessandro Stival ha cominciato la sua attività nel 2006, lavorando come Financial Advisor e Private Banker per due dei maggiori gruppi bancari italiani, Mediolanum e Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking e certificandosi EFPA nel 2012.
Dal 2010 inizia il suo percorso di specializzazione nel settore dei Multi Family Office per le famiglie imprenditoriali spaziando tra Europa, Asia e Emirati Arabi Uniti e approfondendo i relativi strumenti di tutela tra cui principalmente il Trust. Nel 2018 decide di lasciare il panorama bancario e di dedicarsi completamente alla libera professione, gettando così le fondamenta della propria realtà che prende vita nel 2020 con il nome di Stival Multi Family Office.
Alessandro crede fortemente nella forza delle collaborazioni e costruisce negli anni un solido network di relazioni con professionisti e aziende nazionali ed internazionali, tra cui spicca quella con Pietro Donisi, professionista di valore per il Multi Family Office, che si unisce alla squadra nel 2021.
Partecipa attivamente come relatore in seminari e corsi di aggiornamento riguardanti le tematiche di pianificazione multigenerazionale/patrimoniale.
Gli anni 2006-2012 hanno significato molto per il mio percorso di vita. Durante l’università il mondo mi è un po’ crollato addosso, in quanto la professione per la quale stavo studiando non si è rivelata essere quella che mi aspettavo, destabilizzando l’idea che avevo per il mio futuro.
Dall’altro lato, ero sempre stato appassionato di trading, così che un amico di famiglia mi suggerì di provare a trasformare la mia passione in una professione (consulenza finanziaria, allora ancora promozione finanziaria). Decisi di provare e, superato l’esame di stato, iniziai a lavorare come consulente. Mi piaceva molto l’aspetto consulenziale, ma la vera soddisfazione iniziai a trovarla collaborando con un Private Banker avanguardista, che già nel 2010 vedeva nel Family Office il futuro della professione. E, da lì, ho iniziato (anche un po’ inconsapevolmente, come molti giovani del resto) ad alimentare le radici di quello che oggi sono, studiando e approfondendo le tematiche di pianificazione famigliare e i relativi strumenti, di cui il Trust in particolare.
Posso affermare con serenità che ogni giorno non è mai un giorno uguale al precedente. La routine è dettata dai principali impegni familiari, mentre nel lavoro le giornate seguono una precisa pianificazione che viene stabilita (il lunedì) su base bi-settimanale. Per quanto possibile, cerco di utilizzare la semplice matrice “importante/urgente”, dividendo le attività per business unit e lasciando i dovuti spazi per la gestione degli imprevisti. E poi… basta rispettare l’agenda, altrimenti tutto viene vanificato.
Ascoltare bene prima di Parlare. Che poi, sarebbe anche una bella abitudine per la vita di tutti i giorni. Ognuno ha una storia, dei timori, delle aspettative e tanto altro ancora che è fondamentale approfondire prima di iniziare a pianificare qualsiasi aspetto patrimoniale. Noi di Stival Multi Family Office, occupandoci di pianificazione multigenerazionale e non di gestione finanziaria, dialoghiamo con diversi gestori per costruire il team che poi effettivamente andrà a gestire i patrimoni dei nostri clienti e diamo un peso elevato all’ascolto che viene posto nei nostri confronti e che deve necessariamente riflettersi nelle proposte che ci presentano sul tavolo.
Ovviamente rispondo a questa domanda facendo riferimento alle famiglie che serviamo, le quali hanno un approccio molto conservativo per la maggior parte del patrimonio c.d. da investimento, mentre ricercano il rendimento attraverso operazioni private societarie e di private equity specifiche.
Ai clienti in generale posso fornire il consiglio più semplice ma altrettanto più efficace possibile: se avete fatto una pianificazione, seguitela e tenete fede al progetto! Se non l’avete fatta, beh, non esitate e provvedete a contattare un professionista, possibilmente indipendente, che vi sappia ascoltare e guidare per averne una.
Supervisionando questo settore per le famiglie e non agendo da diretti gestori, abbiamo una visione piuttosto ampia delle iniziative che vengono proposte.
Il private equity si sta sviluppando tantissimo e credo che nei prossimi anni a venire diventerà sempre più accessibile a tutte le categorie di investitori in generale.
La stagionalità globalmente può essere definita ancora come “favorevole” fino a fine anno, ma si deve necessariamente evitare di avere troppa “fame” di risultato immediato, che alimenterebbe un’euforia pericolosa. Di conseguenza, i cali di questi giorni diventano ottime occasioni di acquisto, se possibile da comprare.
Anche l’aspetto valutario è interessante, quantomeno da seguire, in quanto il rapporto Euro-Dollaro Americano è tornato in temporaneo rialzo.
Infine il comparto obbligazionario, tornato interessante, continua ad essere sostenuto dalle Banche centrali (soprattutto i Governativi), con una preferenza ai titoli USA rispetto a quelli Europei.
Il nostro cliente è la famiglia imprenditoriale, e dal lato Family Office non ci sono stati dei grandi cambiamenti. Come descritto sopra, la famiglia imprenditoriale media si assume un rischio quotidiano nella gestione delle proprie attività imprenditoriali, di conseguenza continua a prediligere investimenti conservativi e a ricercare un extra rendimento da operazioni mirate, soprattutto di private equity.
L'Impact Investing: è un tema cruciale per gli investitori a lungo termine, anche se ritengo che si debba necessariamente scollegare la dinamica dell’Impatto dalla ricerca del conseguente rendimento finanziario. Negli ultimi anni, l'interesse per questo approccio è cresciuto, con oltre 2.281 miliardi di dollari investiti a livello globale. Gli investitori possono scegliere tra modelli "Finance First" e "Impact First", a seconda delle loro priorità. È fondamentale misurare l'impatto attraverso criteri chiari, spesso allineati con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Questo approccio non solo favorisce un cambiamento trasformativo, ma dimostra anche resilienza, con il 62% degli investitori comunque soddisfatti delle performance a lungo termine.
Sport, libri, viaggi e contributo alla comunità sono sempre stati e rimangono parte fondamentale della mia vita.