
4 FEB, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Nel 2002 ho iniziato il mio percorso in Nuovi Investimenti SIM, inizialmente come Broker, ruolo che mi ha permesso di acquisire una conoscenza diretta delle negoziazioni e dei flussi di mercato. Nel 2007 sono passato alla gestione vera e propria, assumendo il ruolo di Gestore e occupandomi sia delle scelte di investimento sia delle attività di controllo del rischio per le linee di gestione patrimoniale. Questa fase è stata fondamentale per sviluppare una visione integrata tra performance e risk management.
Nel 2011 ho intrapreso una nuova sfida professionale in Alpi Fondi SGR, dove per sette anni ho ricoperto il ruolo di Fund Manager, gestendo i fondi Alpi Soluzione Prudente e Alpi Hedge, in supporto al Senior Portfolio Manager. Nel corso di questa esperienza, la società è stata acquisita da Alicanto Capital SGR. In continuità con il lavoro svolto negli anni precedenti, ho proseguito il mio percorso all’interno del nuovo gruppo e ampliato ulteriormente i miei incarichi, assumendo anche la responsabilità del fondo Alicanto Bond Euro e di alcune gestioni patrimoniali obbligazionarie.
Oggi il mio lavoro si concentra sulla definizione di strategie di investimento, sul monitoraggio dei rischi e sulla ricerca di soluzioni che coniughino solidità e rendimento nel tempo.
Il mio percorso professionale si fonda su una solida base accademica: ho conseguito la laurea in Economia degli Intermediari Finanziari presso l’Università Bocconi di Milano.
Ho iniziato la mia carriera nel settore finanziario nel 2002. Fin da giovane ero appassionato di matematica e cercavo un percorso professionale che mi permettesse di lavorare quotidianamente con i numeri. Il mondo della finanza rappresentava per me l’opportunità ideale per unire interesse personale e crescita professionale. Ho iniziato come broker in una customer trading room, un ruolo che mi ha permesso di sviluppare solide competenze operative e una profonda conoscenza dei mercati. Successivamente ho proseguito il mio percorso diventando fund manager, specializzandomi in particolare nella gestione di prodotti obbligazionari.
La mia giornata lavorativa è strutturata per mantenere un equilibrio continuo tra analisi, decisioni strategiche e attività operative. La mattina inizia con il monitoraggio delle notizie finanziarie e degli eventi macroeconomici globali: evoluzioni geopolitiche, dati sull’inflazione, decisioni delle banche centrali e, più in generale, tutti i fattori in grado di influenzare i mercati. Questo aggiornamento costante del contesto è essenziale per orientare le scelte di investimento.
Parallelamente, nel corso della giornata approfondisco l’analisi dei prodotti finanziari e valuto le diverse opportunità di mercato. In questa fase definisco o ricalibro le strategie di asset allocation dei fondi che gestisco, sempre con un’attenzione rigorosa al rapporto rischio/rendimento.
Le attività operative si intrecciano con queste analisi: eseguo le operazioni di compravendita necessarie per implementare le strategie, monitorando in tempo reale liquidità, volatilità e condizioni di mercato. Questo approccio integrato mi consente di reagire tempestivamente ai cambiamenti e di mantenere una gestione efficiente e coerente degli investimenti.
I principi che guidano il mio processo di investimento si fondano su un approccio attivo e fortemente orientato alla gestione del rischio. In primo luogo, adotto una gestione attiva del portafoglio, che mi consente di reagire tempestivamente ai cambiamenti del contesto macroeconomico e alle dinamiche dei mercati obbligazionari. Questo approccio è integrato da una allocazione dinamica per titoli e settori, calibrata in funzione delle opportunità relative e delle condizioni di mercato. Un altro elemento centrale è la gestione rigorosa del rischio, con particolare attenzione al bilanciamento tra rischio di tasso e rischio di credito, un aspetto cruciale in un mercato del reddito fisso sempre più complesso.
Infine, attribuisco grande importanza alla diversificazione, costruita attraverso un numero elevato di emittenti di elevata qualità creditizia. Questo consente di ridurre la concentrazione del rischio e di migliorare la resilienza complessiva del portafoglio.
In sintesi, il mio processo di investimento si caratterizza per la costante ottimizzazione del profilo rischio/rendimento, la selezione attiva e dinamica dei titoli e una struttura di portafoglio altamente diversificata, elementi che ritengo essenziali per generare valore nel tempo.
L’attuale contesto di mercato è segnato da dinamiche rapide e spesso imprevedibili. Per questo sto adattando il portafoglio con un approccio che integra analisi approfondita, gestione attiva e un controllo rigoroso del rischio, mantenendo una struttura flessibile e reattiva ai cambiamenti del quadro macroeconomico.
Nello specifico, applico una disciplina stringente nella gestione del rischio di credito, basata su un’elevata diversificazione, sul monitoraggio continuo di rating e spread e sull’analisi dei fondamentali degli emittenti. Le decisioni di asset allocation sono supportate da un modello quantitativo che combina dati storici e indicatori di mercato, utile per individuare aree di valore relativo.
In questa fase ho incrementato l’esposizione ai settori più difensivi e ampliato la componente governativa a lunga scadenza, con l’obiettivo di preservare la sostenibilità del rendimento nel medio periodo.
Quando costruisco un portafoglio obbligazionario, il tipo di società che considero più interessante dipende sempre dal contesto finanziario, dall’analisi macro e microeconomica e dalle decisioni di asset allocation. In generale privilegio emittenti solidi, con fondamentali robusti, profilo di credito stabile e una struttura finanziaria sostenibile, integrando queste informazioni con il monitoraggio di rating, outlook e spread rispetto ai governativi.
Allo stesso tempo, evito società che presentano segnali di deterioramento del merito creditizio o livelli di indebitamento non compatibili con la loro capacità di generare utili. Sono particolarmente cauto verso emittenti con rating in peggioramento, fondamentali deboli o esposizioni eccessive a rischi settoriali o geopolitici. In un mercato in rapido cambiamento, la selezione attiva e la gestione del rischio restano centrali: investo solo in società che, sulla base dell’analisi e del modello quantitativo, contribuiscono in modo coerente al profilo rischio/rendimento del portafoglio.
Una delle sfide più complesse che ho affrontato come Fund Manager è stata gestire fasi di mercato caratterizzate da elevata volatilità e cambiamenti repentini del quadro macroeconomico. In questi momenti è fondamentale mantenere disciplina, evitare reazioni impulsive e continuare a prendere decisioni basate su analisi, modelli quantitativi e una gestione rigorosa del rischio. La difficoltà maggiore consiste nel trovare il giusto equilibrio tra protezione del portafoglio e capacità di cogliere opportunità, adattando rapidamente l’asset allocation senza compromettere la coerenza della strategia di lungo periodo.
A chi vuole intraprendere una carriera nell’asset management consiglierei innanzitutto di sviluppare una solida preparazione tecnica, in particolare su analisi finanziaria, macroeconomia e gestione del rischio. È un settore che richiede disciplina, capacità di interpretare dati complessi e una forte attitudine al problem solving. Allo stesso tempo è fondamentale coltivare curiosità e apertura mentale: i mercati cambiano rapidamente e saper adattare il proprio approccio è una competenza chiave.
Fuori dal lavoro mi piace dedicare il mio tempo alla famiglia: è la parte della giornata in cui riesco davvero a staccare e a condividere attività semplici ma importanti, dalle passeggiate ai viaggi quando c’è l’occasione. Mi piace anche mantenermi attivo dal punto di vista sportivo; pratico regolarmente bicicletta, nuoto e palestra, attività che mi aiutano a trovare equilibrio e a ricaricare le energie.