
12 NOV, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Antonio Calò è Private Banker presso Finint Private Bank e Structured Finance Advisor per le attività corporate del Gruppo Banca Finint. Supporta famiglie, imprenditori e PMI nella pianificazione patrimoniale e finanziaria con un approccio integrato, concreto e orientato al raggiungimento degli obiettivi.
In ambito corporate affianca le aziende in operazioni straordinarie e finanza strutturata, accompagnandole nell’accesso a soluzioni del mercato dei capitali e contribuendo alla crescita sostenibile dei loro progetti.
È Educatore Finanziario e Regional Manager Lombardia ed Emilia-Romagna di AIEF –Associazione Italiana Educatori Finanziari, impegnato nella diffusione di cultura economica e previdenziale. Promuove percorsi di educazione finanziaria in scuole, comuni e imprese attraverso format pratici, misurabili e orientati al miglioramento del benessere finanziario delle persone.
Le sue aree di intervento includono previdenza complementare, trust, protezione del patrimonio, passaggi generazionali e pianificazione per obiettivi. Nella consulenza combina strumenti tradizionali e soluzioni tecnologiche innovative per semplificare le decisioni e monitorare in modo efficace i risultati nel tempo.
Come ama ricordare: “Se pianifichi costruisci, se monitori migliori”, a racchiudere la sua filosofia di lungo termine: dalla visione all’azione, dall’azione al risultato.
Dopo un percorso da consulente informatico, con esperienze nei settori finance, automotive, pubbliche amministrazioni e come CTU per diversi tribunali penali, nel 2003 ho scelto di passare in prima linea nel mondo finanziario. Quell’esperienza mi ha insegnato che la finanza non è solo numeri o strumenti, ma soprattutto capacità di ascolto e pianificazione. Da allora accompagno famiglie e imprese a trasformare obiettivi complessi in risultati concreti.
Il tempo è un bene prezioso: non ha prezzo, passa e non torna più. Per questo non va sprecato. Per chi, come me, pianifica nel lungo periodo, è fondamentale una buona organizzazione delle attività quotidiane, che devono incastrarsi perfettamente con gl impegni professionali, educativi e familiari. Credo molto nell’equilibrio tra lavoro e vita privata: un sano work-life balance è la chiave per mantenere lucidità e motivazione. In famiglia utilizziamo un calendario condiviso dove sono riportate le attività di ognuno, in modo da evitare sovrapposizioni e migliorare la pianificazione complessiva. Allo stesso modo, nella mia giornata alterno momenti dedicati ai clienti privati e corporate, allo studio e agli aggiornamenti, fino agli eventi formativi e divulgativi. Organizzare con metodo significa non solo fare di più, ma soprattutto farlo meglio.
Gli elementi chiave della gestione patrimoniale sono ascolto, focus sugli obiettivi del client e pianificazione. Credo molto nella dimensione umana della consulenza: le emozioni giocano un ruolo cruciale nelle decisioni finanziarie. Per questo mi definisco un gestore delle emozioni finanziarie: il cliente, una volta condivisi gli obiettivi che vuole raggiungere, affida a me la gestione delle emozioni che inevitabilmente emergono nei momenti di shock di mercato. Purtroppo i mercati finanziari sono come un negozio in cui, quando ci sono i saldi, nessuno entra, mentre quando i prezzi sono ai massimi tutti sono in coda per entrare: un comportamento deleterio se ci si lascia condizionare da fattori spesso esogeni. Ecco perché ascolto e pianificazione restano i cardini di ogni relazione di lungo termine.
In questo momento i clienti cercano sicurezza e al tempo stesso rendimento, ma la chiave resta sempre la stessa: diversificare. Una torta fatta solo di farina e uova non piace a nessuno, allo stesso modo un portafoglio costruito su un unico ingrediente non può funzionare. Altro cardine è imparare a vivere i mercati azionari senza lasciarsi influenzare dalle emozioni del momento: cercare il ‘timing perfetto’ per comprare o vendere è spesso inutile e controproducente. La strada migliore è costruire portafogli equilibrati e disciplinati, con una componente previdenziale significativa (anche del 30–35% per i più giovani), integrata da obbligazioni e azioni acquistate con costanza, ad esempio attraverso piani di accumulo. È un approccio che trasforma la volatilità in un’opportunità e consente di raggiungere gli obiettivi con metodo.
Anche qui ritorno al concetto della torta: non può piacere a tutti se è fatta solo con uova e farina. Allo stesso modo, nei portafogli ci possono essere clienti ‘allergici’ o ‘intolleranti’ ad alcuni ingredienti finanziari. Per questo diversificare resta fondamentale, scegliendo settori e strumenti in funzione anche dei propri interessi e della propria propensione. Tra i tematici considero evergreen il mondo Tech, lo Space, l’AI, il Computing e l’ESG: ambiti che, pur con inevitabili ciclicità, continuano a rappresentare driver di crescita e innovazione nel medio-lungo periodo.
Negli anni ho visto clienti più orientati alla protezione e altri più alla crescita, ma in fondo tutti vorrebbero lo stesso risultato: rischiare poco e guadagnare tanto. Il mio compito è capire il loro ‘gusto’, la sfumatura esatta che cercano dal proprio investimento, e trasformarla in un piano concreto e coerente con gli obiettivi. Se dovessi descrivere il cliente medio, direi che è un imprenditore illuminato o un manager lungimirante, ma non mancano famiglie e professionisti che desiderano semplicemente costruirsi un futuro sereno
Nella ricetta di lungo periodo non deve mai mancare la previdenza complementare, pilastro fondamentale per costruire serenità futura. Accanto a questo, credo che un vero fattore di decorrelazione dai mercati possa arrivare dai private market e dagli investimenti alternativi, che non solo hanno un orizzonte di lungo periodo ma possono offrire anche interessanti vantaggi fiscali, come nel caso degli ELTIF. L’equilibrio tra questi ingredienti è ciò che rende un portafoglio davvero robusto e sostenibile nel tempo.
Nel tempo libero mi piace soprattutto stare con la mia famiglia: anche solo guardare insieme un film o una serie tv sul divano è uno dei momenti che apprezzo di più. Amo anche lo sport, dal beach volley a una corsetta di 8 km quando riesco a ritagliarmi un po’ di tempo. C’è poi un aspetto che molti trovano curioso ma che racconta bene chi sono: spesso mi rilassa fare valutazioni con un foglio di calcolo, che sia per l’acquisto di un elettrodomestico, di un mobile o persino nella scelta della mia prima auto elettrica. Credo che nei numeri ci siano spesso risposte anche non economiche: mi danno l’idea di avere tutto sotto controllo e di prendere decisioni ponderate, evitando acquisti dettati solo dall’emozione. Amo dire, scherzando, che l’unica cosa che non ho pianificato con un foglio Excel sono i miei figli. È il mio modo di unire razionalità e leggerezza, anche fuori dal lavoro.