
11 DIC, 2024
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Antonio Serpico, Senior Vice President, è entrato a far parte di Neuberger Berman nel 2018. Antonio è Senior Portfolio Manager specializzato nei mercati del credito Investment Grade non denominati in USD, e responsabile della strategia e delle performance delle allocazioni Investment Grade in Euro nei vari portafogli, oltre ad essere un gestore di portafoglio principale per i mandati Global e Euro Credit/Aggregate.
In precedenza, Antonio ha gestito fondi ABS e CDO per Fortis Investments, ricoprendo più recentemente il ruolo di gestore di portafoglio per fondi flagship senza vincoli presso BNP PAM. Ha iniziato la sua carriera nel 2000 come analista associato nella ricerca di Finanza Strutturata presso Moody's Investors Service. Antonio ha conseguito la laurea in Ingegneria Industriale presso l'Università di Padova.
Il mio primo colloquio di lavoro dopo la laurea è stato da Moody’s che cercava un neo-laureato per sviluppare l’analisi delle cartolarizzazioni in Italia. Quello che mi ha affascinato sin da subito era l’esistenza di un mondo, quello dell’alta finanza, che non avevo necessariamente considerato durante i miei studi da ingegnere.
All’inizio del mio percorso professionale, l’aspetto di questo nuovo mondo che mi ha maggiormente attratto è stato quello di far parte di un processo di creazione di valore: le banche cartolarizzano per finanziare le loro attività, gli investitori comprano bond cartolarizzati per gestire i loro patrimoni e infine la cartolarizzazione stessa permette la creazione di nuovi prestiti, che rendono cosi possibile il finanziamento di persone normali, permettendo loro di possedere un’auto oppure un’abitazione.
Da investimenti in cartolarizzazioni sono poi passato al credito e ai tassi raggiungendo una panoramica completa dell’universo aggregate. Nonostante questa espansione in nuove classi di attivo, il minimo comun denominatore è rimasto lo stesso, la creazione di valore. Oggi, attraverso il mio lavoro, faccio riferimento in particolare al valore che posso creare per i clienti dei fondi che gestisco.
Il mio compito principale è quello di creare alpha attraverso la gestione di fondi obbligazionari. Il fatto che i mercati siano in continuo movimento contribuisce ad avere delle giornate sempre diverse tra loro, con opportunità di investimento interessanti. Quello che identifica maggiormente il mio stile di gestione è la dinamicità della gestione stessa: ogni giorno cerco di trovare delle idee di investimento per ottimizzare i portafogli in base alle attese su spread e tassi.
Una parte del mio tempo è dedicata anche alla comunicazione interna con il mio gruppo di gestione, il team di ricerca e con i gestori di altre classi di attivo per scambiare punti di vista, aggiornamenti di mercato o notizie sui singoli emittenti. Infine, cerco di ritagliare un buon spazio per i clienti e non solo quelli potenziali, ma anche e soprattutto quelli esistenti: qui a NB poniamo una grande enfasi sul servizio fornito ai clienti. Per questo cerco di dare ai clienti frequenti aggiornamenti sulla performance dei fondi e sul loro posizionamento. Questo spesso avviene via e-mail ma spesso si concretizza attraverso incontri con gli stessi clienti.
Il gruppo di gestione e la sua esperienza sono alla base di un processo di investimento di successo. A questo aggiungerei una corretta calibrazione dei rischi degli investimenti rispetto all’obiettivo di rendimento, rischi che devono essere costantemente monitorati dal gruppo di gestione in primis oltre che da una squadra rischi indipendente.
Un altro pilastro del nostro processo di investimento è un alto livello di comunicazione tra i gestori delle diverse classi di attivo, al fine di avere una panoramica completa delle aspettative su ogni settore e classe d’attivo. Per finire, il nostro processo di investimento si basa su una continua ricerca di valore nel mondo obbligazionario, ottenibile grazie al confronto del valore di mercato di un’obbligazione e il valore intrinseco della stessa, valore che possiamo calcolare in base alle nostre aspettative sui fondamentali societari e sull’evoluzione attesa di tassi/spreads. È proprio la differenza tra il prezzo di mercato e il prezzo che noi riteniamo corretto su una qualsiasi obbligazione alla base del nostro processo di creazione del valore.
Il caso dei REITs nordici nel 2022/2023 è un lampante esempio di come questa differenza possa essere importante: il mercato prezzava queste obbligazioni tra 20 e 40% del loro valore nominale, scontando perdite molto severe innescate dal nuovo contesto di tassi elevati. Secondo noi invece molti di queste società avrebbero potuto navigare un contesto di tassi elevato senza grosse perdite. Da qui la decisione di aumentare considerevolmente l’esposizione a bond perpetui emessi da REITs nordici durante questo periodo.
In generale, stiamo aumentando la qualità media dei portafogli per la semplice ragione che gli spread di credito si sono molto ridotti dal 2022 ad oggi: dove possibile, sostituiamo il credito con prodotti a tasso fisso come obbligazioni governative e/o garantite. La maggior parte del rendimento di un'obbligazione oggi proviene infatti dalla componente del tasso di interesse piuttosto che dallo spread. Abbiamo anche aumentato le obbligazioni cartolarizzate europee per desensibilizzare i portafogli dal rischio di tasso. Queste obbligazioni sono infatti obbligazioni a tasso variabile. Nei portafogli di solo credito, cerchiamo di ridurre l'esposizione a settori ciclici come l'auto e la chimica per aumentare l'esposizione ai settori delle utilities e delle telecomunicazioni, data la loro minore ciclicità e la maggiore prevedibilità dei flussi di cassa. Allo stesso tempo, riteniamo che ci sia ancora valore nel debito bancario e in quello subordinato di alcuni REITs nordici.
Per quanto riguarda la scadenza, abbiamo una predilezione per la parte corta e centrale della curva dei tassi (cioè 2-7 anni) e guardiamo con maggiore scetticismo le scadenze lunghe, dove potrebbero esserci importanti programmi di emissioni governative nei prossimi mesi che peserebbero proprio sul rendimento delle obbligazioni con scadenze superiori ai 10 anni. Questo rischio è particolarmente attuale negli Stati Uniti, dove l'emissione di debito a lunga scadenza sarà necessaria per finanziare la spesa pubblica.
In teoria, tutte le aziende possono rappresentare interessanti opportunità di investimento poiché ogni obbligazione può essere prezzata in modo errato dal mercato: il mio lavoro è proprio quello di individuare queste obbligazioni e considerare un investimento. Per poter cercare questi tipi di dislocazione del prezzo, è essenziale un team di ricerca esperto e specializzato che, attraverso un'analisi fondamentale, possa calcolare il prezzo di qualsiasi obbligazione basandosi su un'analisi di scenari.
Senza dubbio la gestione dei portafogli in fase di crisi acuta di mercato. In queste fasi, infatti, la liquidità si evapora quasi completamente e non è facile effettuare transazioni sul mercato. Per questo motivo, è opportuno avere sempre una parte del portafoglio estremamente liquida (cash o bond governativi a breve termine) che permetta di far fronte ai riscatti dai fondi ma allo stesso tempo che permetta di capitalizzare sulla debolezza del mercato, aggiungendo rischio ai portafogli in questi momenti.
Quest'ultimo punto è di estrema difficoltà di esecuzione: per aggiungere rischio in fasi di debolezza di mercato, da un lato è necessario avere un margine dai limiti di rischio imposti dalla strategia di gestione, e dall’altro bisogna avere un buon tempismo per cominciare a comprare mentre tutti vendono rischio. Per questo, dopo aver superato le crisi del 2008, 2020 e 2022, ritengo opportuno sia avere una parte del portafoglio molto liquida che mantenere una certa distanza dai limiti di rischio della strategia, proprio per poter aggiungere rischio quando questo offre valutazioni interessanti.
Avrei due consigli: il primo è quello di far trasparire la propria passione nel lavoro di tutti i giorni e di gestire i soldi dei clienti come se fossero i propri. Il secondo è quello di lavorare in una struttura di gestione efficace, ben strutturata e organizzata. Il risultato di un buon lavoro di gestione dei portafogli non è solo merito del gestore, ma dell’intera struttura, che va dal team di ricerca, al team di gestione dei rischi, fino alla forza vendite.
Amo lo sport in generale, e non solo seguirlo in TV. Amo correre e appena posso andare a correre lo faccio, con il sole o la pioggia, ma sempre con le cuffie per la musica. Il contatto con la natura è importante per me e appena posso cerco di stare lontano dall’inquinamento e dal rumore della città, dedicandomi a passeggiate estive e sci in inverno.