
4 SET, 2024
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Corrado Ciavattini è il Responsabile della Area Multimanager di Ersel Asset Management Sgr con sede a Milano. Si occupa di selezione di fondi di terzi e investimenti multimanager con un focus particolare sulle strategie liquide alternative. Entrato nel Gruppo Ersel nel 2014, presso la sede di Londra, dal 2019 al 2023 ha rivestito il ruolo di Head of London Office e Conducting Officer responsabile degli investimenti per Ersel Gestion Internationale SA. In precedenza, ha lavorato presso Anima Sgr come analista di fondi di terzi e come portfolio manager per numerosi fondi di fondi direzionali e a rendimento assoluto.
Corrado ha conseguito la Laurea in Economia presso l’Università di Ancona, il Master in Economics and Finance presso l’Università di York (UK) e il Dottorato di Ricerca in Economia Politica presso l’Università di Pavia.
Fin dai tempi dell’università, ho trovato lo studio della finanza di grande interesse. Ciò che mi incuriosiva era la combinazione di rigorose formalizzazioni matematiche con aspetti sociali e comportamentali. Questi ultimi sono splendidamente esemplificati dal “beauty contest” Keynesiano, che collega la formazione dei prezzi delle attività finanziarie all’influenza reciproca che hanno le decisioni di investimento dei singoli operatoti, in un gioco di specchi potenzialmente infinito. Non a caso ho dedicato la mia tesi di laurea al tema delle bolle speculative e, successivamente, quella di dottorato al ruolo della qualità dell’informazione pubblica nel processo di formazione dei prezzi.
Al termine dei miei studi è stato quindi naturale per me cercare di “toccare con mano” tutti questi aspetti, occupandomi inizialmente di analisi dei titoli azionari e successivamente di investimenti multimanager, con responsabilità gestionali crescenti tanto di prodotti tradizionali quanto alternativi.
L’attività di fund selection permette di confrontarsi con i migliori specialisti dell’investimento, operino essi all’interno di grandi società di gestione o di piccole boutique specializzate, spaziando tra asset class, aree geografiche e stili di gestione. Offre quindi un osservatorio privilegiato sull’evoluzione del risparmio gestito e, più in generale, dei mercati finanziari, dando accesso immediato allo sviluppo di nuovi prodotti e strumenti di investimento e a nuove tecniche di gestione. Un contesto molto stimolante e dinamico, ma allo stesso tempo sfidante richiedendo una continua attività di aggiornamento delle proprie competenze.
Il nostro processo di Fund Selection si articola in tre fasi principali: Analisi Quantitativa, Analisi Qualitativa e Analisi Strutturale.
La prima ha lo scopo di assegnare a ciascun fondo di terzi uno scoring quantitativo basato sul profilo di rischio e rendimento rispetto al peer group di riferimento che include tutti i fondi appartenenti alla stessa categoria. Il secondo step di analisi, inevitabilmente integrato con il primo, è quello dell’analisi qualitativa: questa è finalizzata alla formazione di un giudizio sulla capacità prospettica del fondo in esame di raggiungere i propri obiettivi. Gli aspetti chiave esaminati includono la società di gestione, il team di gestione, il processo di investimento, la costruzione del portafoglio, la liquidità e il risk management. Questa fase si conclude con un giudizio del team di analisi, che tiene conto della strategia perseguita dal fondo e degli standard di mercato per fondi simili.
Infine, l’ultima fase, l’analisi strutturale, si concentra sulla verifica di aspetti critici dei processi operativi e della struttura organizzativa della società di gestione. Una volta approvato e inserito un fondo nella nostra Manager List, e quindi reso utilizzabile all’interno dei portafogli gestiti, vengono effettuati aggiornamenti periodici al fine di garantire che l'analisi sia sempre aggiornata e valida. In particolare, il modello di scoring quantitativo è aggiornato mensilmente, mentre il giudizio qualitativo e l’analisi strutturale sono rivisti almeno annualmente.
All’interno del Gruppo Ersel ci sono 5 persone dedicate all’attività di due diligence su fondi di terzi, senza una rigida suddivisione per asset class. Tuttavia, nel tempo, ciascuno di noi ha sviluppato una maggiore esperienza o inclinazione per specifici stili o approcci alla gestione. Tutte le due diligence svolte dagli analisti vengono presentate, discusse ed eventualmente approvate in occasione del Comitato Multimanager, che si riunisce su base mensile e vede anche la partecipazione dei Responsabili delle Funzioni di Investimento, Risk Management e Advisory.
Al di là comunque delle occasioni formali, la condivisione di idee e analisi avviene in maniera continua all'interno del team. Questo scambio costante favorisce un ambiente di lavoro collaborativo, dove ogni membro è sempre aggiornato sugli sviluppi e le valutazioni più recenti, permettendo una gestione più efficace e informata dei fondi analizzati.
Ogni informazione e analisi relativa alla nostra attività di due diligence sui fondi di terzi viene conservata all’interno di un database proprietario accessibile tramite una piattaforma web interna. Questo strumento si rivela di grande utilità per diversi motivi. Innanzitutto, esso fornisce un framework comune per la raccolta delle informazioni su tutti i fondi oggetto di due diligence.
Grazie a questa struttura unificata, reperire le informazioni ottenute sui fondi e i giudizi espressi dagli analisti diventa un processo rapido e semplice. Inoltre, la piattaforma consente di storicizzare tutte le informazioni e i giudizi espressi nel tempo. Questo permette di monitorare l'evoluzione dell’attività di due diligence, offrendo una visione storica preziosa per analisi future e per comprendere meglio le dinamiche di cambiamento nei fondi analizzati. U
n’altra funzionalità fondamentale del software è la capacità di creare schede di sintesi dettagliate, con diversi livelli di approfondimento. Queste schede sono estremamente utili per la comunicazione interna, poiché permettono di condividere in modo chiaro e strutturato il lavoro svolto con tutti i colleghi interessati.
Il giudizio qualitativo su un fondo si compone di tanti elementi, tutti ugualmente importanti a partire dalla stabilità e esperienza del team di gestione, dalla solidità e ripetibilità del processo di investimento, dall’efficacia della gestione del rischio, etc. Difficile quindi dare la priorità a uno di questi aspetti, devono tutti contribuire in maniera equilibrata al buon esito della due diligence, ed è anzi molto rischioso dare la prevalenza ad un aspetto nella convinzione che possa bilanciare eventuali gravi mancanze in altri ambiti.
Detto questo, un elemento che ritengo meriti di essere citato è quello della trasparenza e dell’accessibilità al gestore. Ogni fondo, per motivi esterni o per le caratteristiche proprie della strategia che persegue, quasi inevitabilmente attraversa fasi di sottoperformance le cui cause non sono sempre facilmente riconoscibili. In questi momenti, è giusto e necessario rivedere l’attività di due diligence svolta. A tal fine è di grande utilità disporre di trasparenza sul portafoglio sottostante e avere la possibilità di confrontarsi tempestivamente ed efficacemente con il gestore. Questo approccio non solo aiuta a comprendere meglio le criticità, ma consente anche di prendere decisioni più informate e strategicamente orientate, riducendo l'impatto dell'emotività sulle scelte di investimento.
Avendo iniziato la mia attività lavorativa nel 2004, le sfide e i momenti di difficoltà non sono mancati basti pensare alla grande crisi finanziaria del 2008, a quella del debito sovrano europeo del 2011, allo scoppio della pandemia nel 2020, fino ad arrivare alla guerra in Ucraina e al ritorno dell’inflazione nel 2022.
Quest’ultimo, il 2022, è stato probabilmente l’anno più difficile in termini di performance vista la violenta e simultanea correzione di tutte le principali asset class. Se una lezione ho imparato da questi episodi è proprio l’importanza della trasparenza e della tempestiva comunicazione con i gestori a cui facevo riferimento nella risposta precedente. L’approccio dello “shoot first and ask questions later” ti può offrire una tranquillità momentanea, ma nel lungo termine si dimostra spesso una strategia di investimento inefficace o addirittura controproducente. È sempre preferibile ricercare, laddove possibile, un confronto costruttivo e dialettico con i gestori selezionati che aiuti ad orientarsi nei momenti di difficoltà.
Cenare con gli amici, leggere un buon libro, viaggiare e fare diving sono queste le attività che più mi ricaricano e per le quali trovo essenziale ritagliarmi sempre del tempo.