
28 GEN, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Stefano Antoniazzi si è laureato alla Università Bocconi nel 2017 con una tesi sul mondo degli hedge fund. Lavora dallo stesso anno ad Arca Fondi SGR nel ruolo di gestore multiasset nel Team Multimanager & Alternative. Si occupa di selezionare i fondi di società terze, della gestione di alcuni comparti del fondo pensione e di diversi fondi comuni. Nel corso della propria attività, in particolare attraverso la certificazione CAIA, ha acquisito conoscenze anche nel processo di due diligence dei fondi chiusi alternativi, sempre più importanti nell’asset allocation dei fondi pensione moderni. Gestisce strategie tematiche con focus ESG.
Ho iniziato il mio percorso nel mondo finanziario nel 2016 con una summer internship presso Royal Bank of Scotland (oggi Natwest) a Londra durante il mio master di finanza. Dopo aver terminato i miei studi nel 2017 sono entrato nel mondo dell’asset management attraverso uno stage ad Arca Fondi, dove ho la fortuna di lavorare tuttora dopo ben 8 anni.
Durante questi anni ho avuto la possibilità di studiare e ottenere alcune certificazioni internazionali, come ARPM e CAIA, che hanno contribuito a migliorare le mie conoscenze di finanza quantitativa e di asset alternativi.
Il fatto di rimanere aggiornato su tutto quello che accade nel mondo è sicuramente il fattore che apprezzo di più. Leggere pezzi di ricerca, parlare con gestori con esperienza pluriennale, ascoltare conferenze dei policy makers permettono di avere un’idea più precisa di quello che accade nel mondo sia a livello di geopolitica che di economia. Oltre a ciò, l’idea di indagare le performance di varie strategie e cercare di scoprirne i “segreti” è un compito molto stimolante e che rende varia l’attività settimanale.
Il nostro processo di selezione è composto da un’analisi quantitativa e qualitativa. Il primo step è uno screening che viene fatto tra diversi fondi su una specifica asset class: attraverso un modello proprietario, inserendo alcuni parametri desiderati come la volatilità o il tracking error contro un indice, otteniamo un portafoglio modello, nel quale il numero di fondi è molto limitato. A questo punto segue un’analisi puntuale sui fondi che hanno superato il primo step, sia da un punto di vista quantitativo, sia da uno qualitativo. Il contatto diretto col portfolio manager del fondo è imprescindibile per capire quale sia la filosofia d’investimento, le view di mercato, la capacità di risk management e come vengano prese le decisioni.
Il team è composto essenzialmente da due persone. Insieme al mio responsabile seguiamo il processo di selezione dei fondi dalla A alla Z. Essendo solamente in due, il processo è snello e ognuno è in grado di poterlo portare a termine autonomamente. Naturalmente la scelta finale viene decisa insieme.
Nell’era digitale in cui viviamo siamo sommersi di dati e notizie. La capacità di un bravo fund selector è quella di saper distinguere tra le informazioni e saperle riassumere. In generale, le nostre analisi iniziali sui fondi vengono periodicamente riviste e aggiornate, sia attraverso report che ci vengono inviati, sia attraverso ulteriori analisi redatte di mano nostra. E’ importante avere una sorta di libreria di fondi il più aggiornata possibile, così da poter trovare quello giusto per ogni condizione di mercato.
L’informazione probabilmente più rilevante è che il gestore abbia “skin the game”, ossia che abbia parte del proprio patrimonio investito nel fondo e che una componente della propria retribuzione sia collegata alle performance. Quando è garantito il massimo impegno del gestore il resto viene di conseguenza, in quanto sarà lui stesso a promuovere le best practice all’interno di tutta la propria infrastruttura.
Oltre a ciò, è importante monitorare la coerenza tra filosofia d’investimento, processo di selezione dei titoli e risk management, in maniera tale da ridurre la probabilità di eventuali sorprese spiacevoli.
Sicuramente il periodo iniziale della pandemia. Nel giro di un paio di settimane mi sono ritrovato costretto ad adattarmi a un nuovo modo di vivere il mio mestiere, attraverso nuovi mezzi tecnologici e in una situazione di volatilità sui mercati con pochi precedenti storici. Il mestiere del fund selector poi ha anche una complicazione aggiuntiva, ossia quella di rimanere in contatto con i gestori che sono stati selezionati e in una situazione di tale caoticità mantenere calma operativa e un costante flusso informativo è stato veramente impegnativo.
Nel tempo libero mi piace leggere e frequentare amici. In generale cerco di stare lontano da computer o televisione, visto che sono già bombardato di informazioni durante le ore settimanali di lavoro. Anche viaggiare è un’attività che mi permette di staccare la spina e rilassarmi.