
25 MAR, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Stefania Zanini ricopre il ruolo di Fund Selector e ESG Analyst all’interno del servizio Wealth Governance del Gruppo Credem, dove si occupa di analisi e selezione dei fondi in consulenza per le reti e per i portafogli gestiti dalle Società del Gruppo.
Ha iniziato il suo percorso professionale come Junior Portfolio Manager in Optima SIM, occupandosi di portafogli multi-asset. E’ entrata nel Gruppo Credito Emiliano nel 2016, dove ha ricoperto diversi ruoli in ambito Risk Management e Wealth Management. E’ laureata in Analisi, Consulenza e Gestione Finanziaria presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.
Il mio percorso nel settore finanziario è iniziato nel 2014 in Optima SIM come Junior Portfolio Manager. Esperienza iniziata durante l’ultimo anno accademico in parallelo alla stesura della tesi, che mi ha permesso di muovere i primi passi nella gestione di portafogli multi-asset e nell’analisi dei fondi. Nel 2016 sono entrata nel Gruppo Credem dove, grazie a un progetto di job rotation, ho maturato diverse competenze chiave nel Risk Management e nel Wealth Management. Nel 2023 sono entrata nel team di Fund Selection che si occupa dell’analisi, valutazione e selezione delle strategie (fondi ed ETP) in consulenza per le reti del Gruppo e per i portafogli gestiti dalle Società del Gruppo.
Ciò che mi appassiona di più è la natura dinamica della selezione: il poter analizzare strategie e strumenti estremamente diversi tra loro, dalle soluzioni attive a quelle passive e dai fondi più tradizionali a quelli alternativi. Il confronto costante con le case di gestione internazionali mi permette inoltre di approfondire l’architettura di ogni soluzione di investimento, cogliendone l’essenza, oltre i numeri. Infine, in un mercato che evolve rapidamente, considero il mio ruolo un osservatorio privilegiato per intercettare nuovi trend di investimento e per aggiornarmi costantemente.
Il nostro processo di selezione parte innanzitutto da una due diligence approfondita sull’Asset Manager, volta a valutarne struttura, solidità e reputazione, oltre all’efficacia dei presidi di gestione del rischio; per noi è infatti prioritario verificare l’effettiva indipendenza delle funzioni di controllo dalle funzioni operative. La selezione dei fondi integra poi l’analisi quantitativa con quella qualitativa. L’analisi quantitativa poggia sul nostro database proprietario, che suddivide le strategie in cluster omogenei, ai quali vengono applicate una serie di metriche di performance, efficienza e rischio su diversi intervalli temporali. Questo aspetto è molto importante perché ci permette di mantenere un elevato presidio su tutto il nostro universo investibile e di valutare l’andamento di un fondo rispetto ai suoi peer in diverse condizioni di mercato e soprattutto in determinate fasi di stress.
L’analisi qualitativa, invece, prevede una due diligence sulla strategia di investimento in cui si valutano una molteplicità di fattori tra cui: il team di gestione, il processo di investimento e l’integrazione dei fattori ESG, il portafoglio, la client base composition fino alla qualità e trasparenza del reporting. Questa fase di due diligence qualitativa si rivela particolarmente importante soprattutto per la selezione di determinate strategie con un profilo di rischio più elevato, come quelle high yield, o nel caso di strategie alternative e semi-liquide.
Il nostro team dedicato alla selezione fondi è composto da sette professionisti. Rispetto ad alcuni modelli, che vedono l’assegnazione a ciascun analista di una specifica asset class, la nostra struttura vede una suddivisione per tipologia di servizio e di 'cliente'. Questo approccio ci consente di lavorare in modo sinergico poiché manteniamo una vista congiunta su tutto il nostro universo investibile, restando al contempo focalizzati sulle esigenze specifiche di ogni servizio: dalle market list per la consulenza delle Banche del Gruppo, agli OICR ed ETP utilizzati all’interno dei prodotti gestiti di Gruppo, fino al perimetro delle polizze assicurative. È un modello che garantisce una selezione sempre allineata agli obiettivi finali di ogni linea di business e che preserva le sinergie valutative.
Lavorando con un numero elevato di strategie, nel tempo abbiamo strutturato un database proprietario, che aggiorniamo con periodicità mensile, e che ci permette un costante monitoraggio della qualità degli strumenti presenti all’interno del nostro perimetro di investimento. Abbiamo fatto lo stesso anche per le nostre analisi qualitative, dove abbiamo creato un repository in cui centralizziamo tutte le nostre analisi di due diligence periodica, in modo tale da poter ricostruire la storia e intercettare eventuali cambiamenti nel tempo. Abbiamo trasformato il flusso continuo di dati in un patrimonio informativo condiviso, fondamentale per garantire la coerenza e l'accuratezza delle nostre scelte nel lungo periodo.
Nell’ambito dell’analisi qualitativa, gli spunti più preziosi emergono senza dubbio dal dialogo diretto con gli Asset Manager. Se la rigorosa attività di due diligence tecnica fornisce informazioni cruciali per la valutazione di una strategia, ritengo che il vero valore aggiunto risieda proprio negli incontri periodici con i Fund Manager. È in questa sede che emergono la visione prospettica sui mercati e quelle chiavi di lettura fondamentali per interpretare i fenomeni che caratterizzano una specifica asset class. Considero questo scambio una fonte insostituibile di valore: ogni confronto mi permette di affinare le competenze e accrescere la capacità critica, consentendomi di interpretare le dinamiche di gestione con una profondità maggiore.
La sfida più grande è senza dubbio quella che stiamo vivendo oggi con l’avvento dell’intelligenza artificiale, che sta ridisegnando anche le competenze del Fund Selector e il suo ruolo. Per affrontare le sfide future, sarà fondamentale sviluppare competenze in ambito AI e integrare questi potenti strumenti all’interno dei nostri processi al fine di elaborare sempre più grandi quantità di informazioni, aumentando efficienza e produttività, ma senza però delegare la decisione finale, che rimarrà sempre in capo al Fund Selector. Sono, infatti, convinta che l’AI non potrà mai sostituire la capacità umana di contestualizzare le informazioni, né tantomeno il valore delle relazioni dirette con gli Asset Manager, elementi cruciali del nostro processo decisionale. L’AI libererà l’analista dalle attività puramente operative di elaborazione del dato, spostando la sua attenzione verso un’interpretazione strategica delle informazioni, dove esperienza e giudizio critico rimangono gli unici strumenti capaci di trasformare l’analisi in una scelta di investimento consapevole.
Sono una persona che ama il movimento: amo viaggiare e scoprire posti nuovi. Adoro viaggiare perché mi permette di osservare il mondo da angolazioni diverse. Da poco la mia quotidianità è stata felicemente rivoluzionata dalla maternità, un viaggio nuovo e stimolante che sto affrontando con entusiasmo. Quando voglio staccare davvero, mi rifugio nella magia del cinema o trascorro il tempo con gli amici di sempre: il confronto e la convivialità sono per me il modo migliore per ricaricare le batterie.