
9 LUG, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Dario Lanzoni, laureato all’Università degli Studi di Bologna, lavora all’interno dell’Ufficio Gestioni Patrimoniali de “La Cassa di Ravenna S.p.A.” dal 2021. Nel team opera come Fund Selector & Portfolio Manager concentrandosi sulla costruzione e manutenzione dei portafogli.
In precedenza, dal 2007 al 2020, ho lavorato presso la “Cassa di Risparmio di Cento S.p.A.” sempre all’interno dell’Ufficio Gestioni Patrimoniali dove, nel corso del tempo, ho sviluppato e rafforzato le competenze nonché acquisito la necessaria esperienza che mi hanno portato all’attuale ruolo.
Partendo dal presupposto che il mio lavoro è piuttosto variegato, mi risulta difficile inquadrare quali sono le parti che preferisco. Ad ogni modo, ciò che mi appassiona maggiormente è la possibilità di “calare” nella realtà le idee di investimento che vengono generate da me e/o dal nostro team. Allo stesso modo, sono sempre affascinato dallo studio delle dinamiche del sistema finanziario e del funzionamento dei mercati, così come dalla fase di approfondimento (c.d. Due Diligence) dei vari strumenti finanziari oggetto delle nostre analisi.
Pur avendo un carattere discrezionale, il nostro processo di selezione si basa essenzialmente su un’analisi quantitativa ed un successivo approfondimento di tipo qualitativo. Pur essendo separate fra loro, le due fasi sono interconnesse in quanto solitamente una strategia molto valida sotto il profilo quantitativo è altrettanto convincente anche dal punto di vista qualitativo.
Il nostro universo conta circa 3.000 fondi attivi e altrettanti ETP – suddivisi nelle principali asset class – che vengono dapprima analizzati sulla base di metriche economico/finanziarie (per citare le principali, il rapporto rischio/rendimento, gli Indici di Sharpe e di Sortino). Il processo quantitativo si conclude con un punteggio per singolo strumento che varia da 0 a 100 e che ci permette di stilare una classifica per singolo peer-group. Il primo decile di strumenti di ognuno di essi diventa poi oggetto di ulteriori analisi – di tipo per lo più qualitativo – per valutarne l’ottimale “adattabilità” all’interno dei vari portafogli.
Quest’ultima fase è necessaria per vari ordini di motivi:
Di conseguenza per alcuni portafogli diamo, ad esempio, maggiore importanza alle capacità di capital preservation, oppure a quelle di minimizzazione dei drawdown e la successiva capacità di recupero dallo stesso, mentre su altre linee di gestione privilegiamo l’abilità nel generare Alpha in maniera costante in rapporto al mercato di riferimento. Le valutazioni sono sempre effettuate su vari orizzonti temporali, a seconda della natura della singola operazione e della tipologia di linea di gestione.
Percorso comune invece per quanto concerne l’analisi qualitativa: per qualsiasi tipo di portafoglio riteniamo fondamentale il confronto diretto con gestore ed il suo team. Diamo molta enfasi alla capacità dei vari Fund Manager di illustrare chiaramente quelle che sono le peculiarità delle loro strategie nonché i “reali” obiettivi di performance compatibilmente con la tipologia di fondi. Una domanda che tendo a fare sempre è “qual è il punto debole della tua strategia?”. La risposta (fondamentale soprattutto quando si tratta di strategie discrezionali) mi permette di avere una migliore visibilità su quali risultati attendermi in base dell’andamento dei mercati e, allo stesso tempo, mi aiuta a scegliere i gestori che hanno la capacità di ottenere i migliori rendimenti aggiustati per il rischio nonché quelli maggiormente trasparenti nel motivare eventuali situazioni “negative”.
Il team di Gestione Patrimoniale de La Cassa di Ravenna S.p.A. si occupa dello studio dei mercati e della selezione degli strumenti finanziari con cui costruire i portafogli. Le strategie proposte dal team, sia quelle di conferma che di modifica dei portafogli, vengono poi sottoposte all’attenzione del Comitato Investimenti, che procede alla loro convalida. Ogni decisione è pertanto frutto di valutazioni di tipo collegiale.
Oltre a ciò, il mio team cura molto i rapporti con la nostra rete, attraverso incontri periodici e pubblicazioni “ad hoc” su temi che reputiamo interessanti e che possano supportare i nostri colleghi sia a livello tecnico che nei rapporti con la clientela. La nostra squadra si compone anche di persone che si occupano principalmente della parte operativa (tra cui l’implementazione delle scelte di investimento) e sono fondamentali nelle attività quotidiane e nell’organizzazione generale dell’ufficio.
Sinceramente non è sempre facile trovare il tempo per approfondire tutte le informazioni che ho a disposizione. Ad ogni modo, tra le attività principali c’è sicuramente spazio per l’analisi dei dati di cui necessito per la valutazione quotidiana dei portafogli. Importantissimo è anche lo screening giornaliero dell’andamento dei mercati che spesso mi fornisce spunti operativi che poi vado ad approfondire ed eventualmente ad implementare. La selezione di fondi/ETP passa invece per un processo più articolato che definirei “settimanale”: sulla base di una ampia serie di indicatori di mercato, cerco di comprendere quali strumenti è meglio utilizzare nei diversi contesti oppure che tendono a confermare la qualità delle scelte fatte in precedenza. Per le informazioni testuali o dialettiche di solito partecipo ad incontri (virtuali o in presenza) con controparti per utilissimi scambi di idee ed opinioni, che mi possono supportare per capire le evoluzioni ed i trend che si stanno sviluppando sul mercato. Da questi incontri cerco anche di avere conferme a quelle che sono le informazioni “numeriche” che avevo precedentemente incamerato.
Mi reputo quindi una persona con un approccio “barbell”, che cerca la giusta combinazione tra le informazioni quantitative e quelle di tipo qualitativo.
Il mio concetto di analisi qualitativa si compone di più passaggi che assumono più o meno valore a seconda del tipo di strategia o strumento che vado ad analizzare. Attraverso l’attività di networking, mi focalizzo sempre su quello che il mio interlocutore è in grado di comunicarmi a parole e in particolare sui seguenti punti di interesse:
Senza entrare nel campo della “predittività”, l’obiettivo finale di questo processo è quello di fornirmi, in una logica prospettica, indicazioni su quali potranno essere le reazioni ed i comportamenti delle singole strategie nelle condizioni di mercato che si presenteranno.
Dopo anni passati a confrontarmi con benchmark ed indici di mercato, con il mio approdo in Cassa di Ravenna sono passato ad una realtà che prevede portafogli di tipo “Total Return” con un target di rischio preassegnato e non basati su logiche di benchmark. Da quel momento ho dovuto integrare nella mia funzione di Fund Selector anche quella di Portfolio Manager. Non è un caso che, come raccontato poco sopra, oltre ai dati numerici assegno sempre molta importanza anche agli “intangible”.
Parimenti, sono aumentati gli interlocutori con cui mi interfaccio quotidianamente, e pertanto sono sempre più impegnato anche nello sviluppo di un approccio costruttivo per una comunicazione efficace con l’esterno, in particolare con i colleghi della rete (Private Bankers in particolare).
Quando non lavoro mi piace condividere il tempo libero con la mia famiglia e seguire il più possibile i miei 3 figli nelle loro attività e passioni. Il basket è il mio sport preferito e, nonostante l’età, continuo a praticarlo allenandomi e giocando regolarmente. Sono un grande appassionato di musica, in particolare il rock e l’heavy metal: insieme agli amici più stretti quando possibile assisto a concerti in Italia o anche all’estero.