
8 LUG, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Enzo Puntillo è responsabile del team Fixed Income Emerging Market Debt di Swisscanto/Zürcher Kantonalbank (ZKB) dal 2019. In questo ruolo gestisce una strategia diversificata sul debito dei mercati emergenti, sia in valuta forte sia in valuta locale, implementata attraverso un fondo obbligazionario dedicato alle opportunità offerte dai mercati emergenti.
Prima di entrare in Zürcher Kantonalbank, dal 2005 ha lavorato nel gruppo GAM, dove è stato responsabile dell'intero team Fixed Income ed Emerging Market Debt. In precedenza ha operato in UBS Global Asset Management, gestendo mandati obbligazionari e fondi per clienti istituzionali con focus sulle obbligazioni globali e dei mercati emergenti, e ha iniziato la propria carriera come trader obbligazionario in Paribas.
Ha studiato economia aziendale e macroeconomia presso la Scuola Universitaria Professionale di Basilea ed è analista finanziario certificato CEFA (Certified European Financial Analyst).
Ho iniziato la mia carriera a metà degli anni Novanta come trader obbligazionario in Paribas, spinto da una forte passione per l'economia e per i mercati finanziari globali. Mi affascinava soprattutto il modo in cui i mercati elaborano le informazioni in tempo reale e la combinazione di analisi e assunzione di rischio che caratterizza l'attività di trading.
Alla fine degli anni Novanta sono passato all'asset management, dove ho avuto il privilegio di lavorare con uno degli investitori più influenti del settore, Gary Brinson. Imparare al suo fianco mi ha dato basi eccezionali e, nel corso degli anni, mi ha permesso di sviluppare un solido framework di investimento e una filosofia di investimento ben definita. Quella che era nata come curiosità si è trasformata in una passione che dura da tutta la vita e, ancora oggi, ciò che mi motiva è comprendere i mercati e le forze che li guidano.
Non esistono due giornate uguali, ma la mia routine ruota attorno al mantenimento e al continuo affinamento del mio approccio di investimento. Inizio generalmente la giornata analizzando gli sviluppi dei mercati che si sono svolti durante la notte – dati macroeconomici, comunicazioni delle banche centrali, annunci di politica economica ed eventi geopolitici – per valutare se in qualche modo rischiano di minacciare le nostre convinzioni di investimento.
Il mio obiettivo non è semplicemente assorbire informazioni, ma distinguere il rumore di breve periodo dagli sviluppi che modificano realmente le prospettive di investimento nel medio-lungo termine. Disporre di un framework di investimento consolidato offre la disciplina necessaria per interpretare in modo coerente le nuove informazioni, evitando di reagire a ogni titolo di giornale.
In definitiva, organizzo il mio tempo attorno a tre priorità: generare nuove idee di investimento, mettere costantemente in discussione le convinzioni esistenti e fare in modo che ogni decisione sia supportata da un processo di investimento rigoroso e basato sulle evidenze.
Il pilastro del mio processo di investimento è una ricerca indipendente basata sui fondamentali. Elaboriamo una nostra valutazione dei fondamentali economici di un Paese e la confrontiamo con il modo in cui il mercato sta prezzando quell'opportunità.
Nella maggior parte dei casi i mercati sono efficienti e i prezzi riflettono, nel complesso, le informazioni disponibili. Il nostro obiettivo non è contraddire il mercato per principio, ma individuare le situazioni in cui la nostra analisi ci porta a conclusioni diverse. Sono proprio queste le opportunità in cui riteniamo di poter creare maggiore valore nel tempo.
Allo stesso tempo, manteniamo un approccio umile. Ogni tesi di investimento viene continuamente messa alla prova alla luce delle nuove informazioni disponibili, perché conservare una mente aperta è importante quanto avere solide convinzioni.
Non adattiamo il portafoglio a ogni movimento di mercato. Il nostro orizzonte di investimento è di medio-lungo termine, quindi il punto di partenza resta sempre l'analisi dei fondamentali e delle valutazioni, piuttosto che il sentiment di breve periodo.
Detto questo, controlliamo costantemente le nostre ipotesi man mano che il contesto evolve. Se cambiano i fondamentali, siamo pronti ad adeguare il posizionamento; se invece cambia solo il sentiment del mercato, spesso siamo disposti a superare la volatilità o, in alcuni casi, ad aumentare l'esposizione.
In definitiva, le decisioni di portafoglio sono guidate dai cambiamenti dei fondamentali e delle valutazioni, nonché dallo scarto tra la nostra analisi e i prezzi di mercato. Più ampio è questo divario – e maggiore è la nostra convinzione – più deciso sarà il nostro intervento.
Come investitori nel debito sovrano dei mercati emergenti, operiamo sia nei mercati in valuta forte sia in quelli in valuta locale. Il nostro universo di investimento è volutamente ampio e non escludiamo alcun Paese a priori.
Ciò che riteniamo più interessante sono le situazioni in cui le valutazioni di mercato si discostano in modo significativo dalla nostra analisi dei fondamentali. Il nostro processo si basa su un'analisi indipendente dei fondamentali macroeconomici, che confrontiamo con le valutazioni correnti. Quando il mercato assume una posizione eccessivamente pessimistica – o, al contrario, troppo ottimistica – rispetto ai fondamentali, individuiamo un'opportunità di investimento.
Senza dubbio, la crisi finanziaria globale è stata la sfida più grande della mia carriera. È stato il periodo più caotico che abbia mai vissuto sui mercati finanziari. La liquidità si è prosciugata, i mercati sono diventati fortemente disfunzionali, le controparti erano sottoposte a una pressione enorme e vi erano reali timori per la stabilità del sistema finanziario globale.
Momenti come quello mettono alla prova non solo il processo di investimento, ma anche la disciplina e la resilienza emotiva. Il nostro obiettivo è stato restare fedeli al nostro framework basato sui fondamentali, distinguendo tra le distorsioni temporanee dei mercati e un effettivo deterioramento del merito creditizio.
Guardando indietro, abbiamo gestito bene quella fase. Abbiamo sovraperformato durante il periodo più turbolento e, soprattutto, siamo riusciti a cogliere le opportunità eccezionali create dalle vendite indiscriminate. Questo ci ha permesso di ottenere una significativa sovraperformance quando i mercati sono tornati alla normalità. È stata un'esperienza che ha rafforzato la mia convinzione che le migliori opportunità di investimento emergano spesso proprio nei momenti di maggiore incertezza, a condizione di avere la disciplina, la pazienza e la convinzione necessarie per agire.
In base a ciò che ho imparato negli anni, ci sono alcuni aspetti che hanno fatto davvero la differenza nel mio percorso professionale.
Innanzitutto, trovare fin da subito un ottimo mentore. Non esiste sostituto migliore dell'esperienza di chi ha già attraversato con successo diversi cicli di mercato.
In secondo luogo, coltivare la curiosità intellettuale e imparare il più possibile. Leggere molto, fare domande e costruire una conoscenza approfondita dell'economia, dei mercati, degli investimenti e, più in generale, delle cose davvero importanti nella vita.
Infine, sviluppare nel tempo una propria filosofia di investimento. Si può imparare molto dai grandi investitori, ma alla fine è necessario costruire un framework indipendente e acquisire la fiducia necessaria per arrivare a conclusioni autonome.
E, soprattutto, se si vuole avere successo nel lungo periodo, bisogna mantenere viva la passione per ciò che si fa ed essere pronti ad accettare che le proprie decisioni vengano costantemente giudicate dal mercato.
Per mantenere un equilibrio con il lavoro, cerco di trascorrere il maggior tempo possibile all'aria aperta. Durante l'inverno amo la montagna, sia per sciare sia semplicemente per godermi la tranquillità della natura.
Nel resto dell'anno la mia grande passione è il golf. Ciò che mi affascina di questo sport è che, proprio come gli investimenti, richiede pazienza, disciplina e un continuo desiderio di migliorarsi. Attualmente ho un handicap di 12 e uno dei miei obiettivi personali è portarlo presto a una cifra singola.
Oltre all'aspetto competitivo, il golf è anche un ottimo modo per staccare la mente, ricaricare le energie e coltivare relazioni. Queste attività mi aiutano a mantenere il giusto equilibrio e mi danno la lucidità e la concentrazione necessarie per affrontare con uno sguardo sempre nuovo la complessità dei mercati finanziari.