
20 NOV, 2024
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Fabrizio Santin è oggi Senior Investment Manager di Pictet Asset Management Italia. Fabrizio ha iniziato la sua carriera in Pictet nel 2007 come Junior Trader EMD all'interno del team Fixed Income & Quantitative Trading a Ginevra, entrando nel 2012 a far parte del team Euro Multi-Asset a Milano, sotto la guida di Andrea Delitala, occupandosi della gestione del fondo Pictet-Multi Asset Global Opportunities (MAGO) e di alcuni mandati per conto della clientela istituzionale. Prima di approdare in Pictet, ha lavorato come trader presso Synthesis Bank e come Financial Market Executive presso Reuters presso Reuters. Fabrizio si è laureato in Economia e Mercati Finanziari presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore ed è un broker qualificato in titoli e strumenti finanziari derivati.
Ho sviluppato un interesse per i mercati finanziari osservando le grida di borsa, un ambiente dinamico e affascinante che mi ha subito catturato. Questo interesse è stato ulteriormente accelerato quando ho iniziato personalmente ad investire nel mercato azionario italiano durante la fase di euforia borsistica a cavallo tra la fine degli anni '90 e l'inizio degli anni 2000. È incredibile, col senno di poi, osservare come la velocità di trasferimento delle informazioni e la loro conseguente incorporazione nei prezzi delle attività finanziarie sia accelerata negli anni. Questa evoluzione mi ha spinto a voler comprendere sempre più a fondo le dinamiche dei mercati e a dedicarmi professionalmente a questo settore.
La mia giornata lavorativa inizia con una revisione delle notizie finanziarie globali e degli sviluppi economici. Un aspetto particolarmente interessante della gestione multi-asset è il cambiamento periodico dei driver di performance dei mercati finanziari e, di conseguenza, dei portafogli. Ad esempio, durante la fase del COVID-19, lo studio della propagazione della pandemia e il processo di approvazione dei vaccini sono stati elementi estremamente rilevanti per le performance. In questo momento, l'attenzione è ovviamente riposta sull'esito delle elezioni americane, che rappresentano un fattore cruciale per i mercati.
Siamo investitori top-down e iniziamo con una valutazione delle prospettive delle principali economie su un orizzonte di 12-18 mesi. L'80% dei rendimenti è guidato da posizioni basate sulla nostra analisi macroeconomica, dove valutiamo scenari rispetto ai prezzi di mercato attuali. Ogni posizione è scelta sia per fornire rendimenti sia per proteggere e stabilizzare il portafoglio; strategie di copertura e gestione del rischio estremo sono implementate per aumentare la resilienza del portafoglio agli shock di mercato.
Con flessibilità all'interno delle classi di attività, una tipica posizione di portafoglio vede un'esposizione del 30% in azioni e del 70% nei mercati a reddito fisso. Le sfide poste dall'attuale ambiente finanziario richiedono un approccio flessibile agli investimenti, con una forte enfasi sulla gestione del rischio di ribasso e una allocazione dinamica degli asset.
Le idee di investimento, relative alla quantità ottimale di rischio e a dove sia meglio allocarlo, sono generate da analisi approfondite dei fondamentali economici e delle valutazioni di mercato. In altre parole, il team adatta dinamicamente sia il rischio complessivo ex-ante del portafoglio sia il mix di asset basandosi su una continua e approfondita rivalutazione dei fattori economici, del flusso di notizie e delle dinamiche dei mercati finanziari. Nel medio termine, l'approccio del fondo Pictet-Multi Asset Global Opportunities per massimizzare i rendimenti nel rispetto del budget di volatilità, che richiede un rigoroso controllo del rischio all'interno del processo di investimento, si è dimostrato efficace nel recuperare le perdite del 2022 prima della scadenza dell’orizzonte temporale della strategia.
Nelle ultime settimane l’analisi si è soffermata sull’impatto delle elezioni politiche statunitensi. Abbiamo ridotto l'esposizione sul reddito fisso americano, mantenendo solo i titoli di Stato indicizzati all'inflazione, e ci siamo concentrati maggiormente sul reddito fisso europeo. Per quanto riguarda la parte azionaria, abbiamo mantenuto l'esposizione su livelli di poco superiori alla neutralità.
Siamo gestori macro top-down, il che significa che iniziamo con una valutazione delle prospettive macroeconomiche per poi determinare l'allocazione degli asset. Tuttavia, riconosciamo l'importanza di esporci ai megatrend tematici secolari, come la digitalizzazione, la sostenibilità ambientale, l'innovazione tecnologica e l'invecchiamento della popolazione. Per fare ciò, collaboriamo con gestori dedicati a questi megatrend, e possiamo focalizzarci su società che rispettano le caratteristiche e che possono rispondere bene al trade macro individuato.
Rispondo a questa domanda raccontando alcuni bias cognitivi che affronto quotidianamente e influenzano il mindset degli investitori, sia professionali che non. Questi bias possono avere un impatto significativo sulle decisioni di investimento e sulla performance del portafoglio. Un pregiudizio comune è il "home bias", ovvero la tendenza a preferire investimenti nel proprio paese di origine. Questo è particolarmente evidente in Europa, dove gli investitori tendono a vedere più facilmente il rischio che l’opportunità. Questo pregiudizio può essere particolarmente rilevante quando si approccia il mercato azionario statunitense.
Un'altra sfida è la cacofonia informativa e l'eccesso di informazioni. In un mondo dove il costo informativo è diminuito drasticamente, è fondamentale assegnare il giusto criterio alle informazioni disponibili. La capacità di filtrare e valutare criticamente le informazioni è essenziale per evitare di essere sopraffatti e per prendere decisioni di investimento informate e ponderate.
Infine, l'orizzonte temporale degli investitori è sempre più accorciato. In un contesto dove le aspettative di risultati immediati sono in aumento, mantenere una visione a lungo termine può essere difficile ma è cruciale per il successo degli investimenti. La pressione per ottenere risultati rapidi può portare a decisioni impulsive e miopi, che possono compromettere la performance del portafoglio nel lungo periodo. Gestire questi bias e mantenere una prospettiva equilibrata e a lungo termine è una delle sfide più grandi e continue nel mio ruolo.
Il mio consiglio per chi vuole intraprendere una carriera nel settore dell'asset management è di non aver paura di esplorare e fare esperienze all'estero, anche fin dagli anni universitari. Vedere il mondo e confrontarsi con diverse realtà può arricchire enormemente la propria prospettiva e competenza. Accumulare esperienza in contesti internazionali permette di comprendere meglio le dinamiche globali dei mercati finanziari e di sviluppare una mentalità aperta e adattabile.
È importante provare, sperimentare e non temere di commettere errori. Gli errori ed i fallimenti sono parte integrante del processo di apprendimento e crescita professionale. In generale, si è più facilmente disposti a prendere rischi nella propria carriera professionale quando si è giovani.
Inoltre, consiglio di essere curiosi e dedicati all'apprendimento continuo. Il settore finanziario è in costante evoluzione e richiede una comprensione approfondita dei mercati, delle economie e delle dinamiche aziendali. Sviluppare una solida base di conoscenze tecniche e analitiche, insieme alla capacità di pensare in modo critico e strategico, è fondamentale per avere successo in questo campo.
Lo sport mi aiuta a mantenere un buon equilibrio fisico e mentale. Mi piace correre distanze anche lunghe, come le mezze maratone, e pur con tempi appena accettabili, trovo grande soddisfazione nel superare i miei limiti personali. Inoltre, mi ostino a giocare a calcio in un campionato a 7, facendo parte di una squadra over. In ufficio, la pausa caffè è spesso allietata da avvincenti partite di calcio balilla, che aggiungono un tocco di divertimento e competizione alla giornata lavorativa.