
15 MAG, 2024
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Flavio Cereda, Investment Manager, co-gestisce la strategia di investimento Luxury Brands di GAM e fa parte del team European Equity guidato da Niall Gallagher.
Prima di entrare in GAM, Flavio è stato per sei anni Head of Luxury Goods Research presso Jefferies International. La sua esperienza precedente comprende anche 11 anni presso Bank of America Merrill Lynch, dove è stato Managing Director EMEA Equity Research, e cinque anni presso Lazard Capital Markets, dove è stato Director of Research. Ha una profonda conoscenza dei marchi, delle loro catene di approvvigionamento, dei distributori e dei rivenditori in tutti i mercati, oltre a intuizioni sul settore basate sul monitoraggio pluriennale delle tendenze dei social media.
Flavio ha conseguito un master presso la London School of Economics & Political Science (LSE). È basato a Londra.
Alla fine degli anni 80 sono stato assunto da Fidelity a Londra, dove avevo appena conseguito il Masters alla LSE. All’epoca il colosso americano degli investimenti aveva solo un piccolo ufficio a Londra e fui solo la seconda persona ad essere assunta per svolgere il ruolo di analista finanziario. Fidelity ci teneva ad applicare un principio di rotazione per far sì che ogni analista fosse esposto a più settori: mi ricordo di essermi occupato del tessile e dei trasporti oltre ad essere lo specialista su Italia e Spagna.
Di base la mia professione rimane assolutamente di analista finanziario, e, quindi, la giornata lavorativa si divide tra un lavoro di analisi, uno di indagine e uno di comunicazione per poter meglio illustrare il processo decisionale agli investitori. Sono in ufficio quasi tutti i giorni, tranne quando sono in viaggio, e la disciplina nel gestire il proprio tempo lavorativo è fondamentale sia per massimizzarne l’efficienza sia per darsi dei paletti importanti tra vita lavorative e vita privata.
La coerenza principalmente. Il mio è un fondo tematico che necessita di un approccio coerente con quanto promesso agli investitori, ovvero nella scelta dei titoli sui quali investire che nasce dopo un’attenta analisi finanziaria sì, ma in realtà è molto di più. Io parlo con i produttori della filiera, con i distributori, con i centri commerciali in USA e Cina, monitoriamo i trend sui social, visito i negozi, parlo con il management - ovvero tutto ciò che poi una volta agglomerato ci fornisce un quadro d’insieme. È in base a quello che poi viene deciso cosa, dove e quando.
Dopo l’euforia anormale post-Covid i consumi sono tornati a ritmi di crescita più ‘normali’ e, al momento, il consumatore aspirazionale è molto più debole e volatile di prima. Non so quanto possa durare – ma al momento io ho ‘premiumizzato’ il fondo puntando a titoli di fascia alta dove il consumatore tipo è molto meno impattato dalla situazione economica e anche geopolitica.
Allo stesso momento, nell’ecosistema più vasto del consumatore del lusso, cerchiamo o brand con forte momentum, o categorie più resilienti, o situazioni speciali che offrono un’opportunità particolare e che noi riteniamo possa continuare a performare bene.
Conta molto la storia della società, la qualità del management, il posizionamento sul mercato e una capacità di comunicare in maniera intelligente. Poi guardiamo anche al profilo ESG e alla sostenibilità delle attuali dinamiche di crescita. Non guarderei mai a una società che non si ponga in maniera credibile di fronte e questi temi – e purtroppo sono ancora parecchie.
Sicuramente il timing: io ho preso in mano il fondo Luxury Brands dopo gli eccessi post-Covid e quindi dovendo gestire una fase di più alta volatilità e di scelte più difficili. Detto ciò, assistiamo a una forte polarizzazione nel settore che ci offre una serie di opportunità di continuare a puntare su titoli vincenti che continuano ad offrire realtà di crescita e di ritorno sull’investimento ben superiori a quanto visto anni fa.
Di capire bene di bilanci. E poi di essere creativo nell’intendere il filo conduttore che permette di distinguere tra una società con un bel passato e/o presente e una con un bel futuro. Girare, parlare, chiedere, studiare…non si finisce mai. Essere poi in grado di dialogare in maniera assidua e intelligente con i colleghi è ovviamente un bel plus. Con il tempo e l’esperienza arriva anche l’abilità di saper leggere meglio gli andamenti di borsa…è quella la fase successiva.
Io abito a sud di Londra e questa fortuna mi permette di godere della bellissima campagna inglese (tempo permettendo). E poi musica (concerti rock dal vivo quando posso – l’ultimo a Stoccolma ma anche opere classiche a Londra), e letture varie. Londra offre il teatro migliore del mondo e quindi anche questo. Poi, comunque, io ero della Fossa da giovane, e quindi San Siro ogni volta che riesco è assolutamente un must.