
7 GEN, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Giacomo Fumagalli è Portfolio Manager della strategia Robeco Smart Mobility e membro del team Thematic Investing con sede a Zurigo. È entrato in Robeco nel 2019; in precedenza ha lavorato presso Lemanik SA a Lugano, all’interno del team azionario Italia che gestiva due fondi comuni principalmente investiti in titoli italiani. Prima ancora è stato Junior Portfolio Manager in Credit Suisse a Milano, dove ha iniziato la carriera nel 2012 occupandosi di azioni europee per mandati discrezionali UHNWI ed è stato Assistant Portfolio Manager del fondo CS Equity Italy. In Robeco co‑gestisce la strategia Smart Mobility. Giacomo ha conseguito una laurea magistrale in Finanza presso l’Università Bocconi di Milano e una laurea magistrale in Accounting and Control presso la Rotterdam School of Management (Erasmus University). È CFA charterholder.
Ho iniziato la mia carriera nel mondo degli investimenti l’ultima settimana di luglio del 2012 con uno stage presso l’ufficio di Milano di Credit Suisse, nella divisione di Asset Management. Proprio quella settimana, mentre cominciavo a prendere dimestichezza con la tastiera Bloomberg, l’allora presidente della BCE Mario Draghi pronunciò quello che divenne uno dei suoi più celebri discorsi: “the ECB is ready to do whatever it takes to preserve the euro. And believe me, it will be enough”. Era il 26 luglio 2012 e le parole di Draghi furono determinanti per la tenuta dell’area Euro, all’epoca in piena crisi del debito sovrano. Per me, che assistevo alle reazioni e alle decisioni dei colleghi più esperti, fu la conferma dell’intuizione affascinante che mi aveva portato lì: essere al centro degli avvenimenti del mondo e dover rischiare un’interpretazione dei fatti per prendere delle decisioni sui portafogli.
L’universo d’investimento della strategia di cui mi occupo è quella della mobilità a livello globale, motivo per il quale quando inizio al mattino, la prima cosa che controllo è come stanno andando gli investimenti asiatici che abbiamo in portafoglio. La prima parte della giornata la dedico alla lettura delle notizie e delle analisi delle varie case di ricerca sulle aziende che mi interessano. Gran parte del mio tempo lo spendo nell’attività di ricerca, che si articola in molta lettura, incontri con il management di società quotate, partecipazione a fiere e conferenze industriali, dialoghi con esperti dei vari settori, ecc… Il tutto è finalizzato al prendere delle decisioni per il portafoglio, quindi è un processo dinamico e con un risvolto molto concreto.
Come investitore tematico, gioca un ruolo fondamentale l’individuazione delle società quotate che hanno a che fare con il tema d’investimento, nel mio caso la mobilità del futuro. Il processo d’investimento inizia dunque con la costruzione di un universo di società rilevanti per il tema, considerando le tendenze di lungo termine che inevitabilmente cambieranno il volto dell’industria della mobilità. All’interno di questo universo, conducendo un’approfondita analisi fondamentale, selezioniamo le aziende più competitive e che presentano un attraente profilo rischio/rendimento. Su questa base, costruiamo un portafoglio diversificato. In sintesi, i principi cardine sono la rilevanza delle società per il tema di investimento, che deve però accompagnata anche da un convincente profilo rischio/rendimento.
Con il team cerchiamo sempre di essere innanzitutto guidati dai trend di lungo periodo e di utilizzarli come stella polare per orientarci anche nelle singole fasi di mercato. In questo momento, nell’ambito della mobilità, vediamo ancora crescita nel medio/lungo termine per quanto riguarda l’elettrificazione dei trasporti e la guida autonoma dei veicoli. L’esuberanza del mercato sul tema AI non si è ancora riflessa allo stesso modo sui veicoli autonomi, che rappresentano uno degli ambiti più d’impatto di applicazione della stessa. Sono convinto che l’esposizione a questi temi possa produrre ritorni superiori nel medio termine.
Il nucleo del portafoglio che gestisco è fatto da società che hanno un vantaggio competitivo durevole nel proprio ambito industriale grazie al quale è lecito attendersi ritorni sugli investimenti superiori al costo del capitale delle stesse. Spesso questi titoli trattano a valutazioni ricche ed è quindi importante verificare che, al di là del solido posizionamento competitivo, il profilo rischio/rendimento sia attraente, confrontando la capitalizzazione di mercato con la stima del valore dell’azienda in vari scenari.
Seguendo questa stessa logica, possono trovare spazio nel portafoglio anche società che hanno un posizionamento competitivo meno distintivo, ma che presentano comunque un profilo rischio/rendimento interessante. Le società che bruciano cassa e che non hanno un piano convincente per cominciare a generare utili sono generalmente da evitare, anche nel caso in cui abbiano sviluppato una tecnologia interessante.
La sfida più grande è il controllo della parte emotiva e psicologica, che gioca un ruolo importante nelle scelte che tutti gli operatori effettuano. Un’analisi fondamentale rigorosa è uno strumento importantissimo per tenere i nervi saldi e orientarsi nei momenti in cui si è messi alla prova dal mercato, sia che ti stia dando ragione, sia che ti stia dando torto. Bisogna trovare un equilibrio tra il mantenere una certa umiltà, che permette di vagliare continuamente la bontà delle proprie idee, e l’avere fiducia nella propria opinione quando è sostenuta da un solido lavoro analitico e d’interpretazione.
Consiglierei di imparare a gestire l’incertezza e accettare il fatto che si decide sempre in condizioni limitate. È un’illusione quella di poter prendere decisioni sulla base di una conoscenza perfetta e il mercato non aspetta nessuno. Come in tutti i mestieri, si impara molto guardando chi ha più esperienza e quindi consiglio soprattutto di tenere gli occhi aperti per imparare dai colleghi che sono più avanti in questo percorso. Si impara molto facendo attenzione a che domande fanno i gestori più bravi.
Amo molto lo sport. Un tempo giocavo a calcio, ora mi dedico di più a corsa e bici. Mi piace molto la musica, soprattutto dal vivo. Suono la chitarra. Quanto basta per cantare a squarciagola con gli amici.