
13 NOV, 2024
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Dal 2013 in Lemanik, Gianernesto Sessa ricopre il ruolo di Institutional Sales, si occupa della distribuzione, dello sviluppo di nuove relazioni e di supportare gli investitori. Nel corso della sua esperienza ha avuto l’opportunità di confrontarsi con diversi team nei differenti paesi, sviluppando capacità di problem solving e dimostrando di saper rispondere alle diverse esigenze e gestire le più varie situazioni.
Ancor prima che le tematiche sociali ed ambientali suscitassero forte interesse dedica la sua tesi allo sviluppo sostenibile ed agli indicatori di performance non convenzionali dimostrandosi sin dagli studi interessato all’interrelazione dei tre diversi ambiti (economico, sociale ed ambientale). Consegue la laurea in Economia e direzione d’impresa all’Università LIUC.
Milanese, tenace e determinato, è un pragmatico umorista con una spiccata attenzione al prossimo.
Subito dopo gli studi iniziai con uno stage; non avevo pensato al settore finanziario come target. L'opportunità è nata casualmente, grazie ad uno dei proprietari della società, persona a cui sono infinitamente grato. È stato un avvicinamento molto naturale; ho iniziato con uno stage durante il quale mi sono stati assegnati dei progetti che poi ho avuto la fortuna di poter implementare e portare a termine. Dopodiché, ho avuto l'opportunità di orientarmi sempre più nell'ambito commerciale sviluppando nuove relazioni e rivitalizzando relazioni esistenti.
Premettendo che la routine non fa parte della mia quotidianità, le giornate di lavoro iniziano con il supporto di un bel caffè, dopodiché si passa alla pianificazione. Si entra dunque nel vivo degli incontri; fondamentalmente li divido in due categorie: incontri di gruppo dove spesso e volentieri si discute un overview di fondo per poi andare ad analizzare le soluzioni d’investimento; oppure incontri ristretti. Spesso questi incontri sono dedicati alla presentazione della società e dei prodotti oppure hanno un focus specifico, solitamente sulle singole strategie.
Mentre sono in viaggio tra un incontro e l'altro, utilizzo il tempo per organizzarne di futuri piuttosto che per rispondere a richieste o per contattare partner che non sento da un po'. Il mio lavoro in ufficio invece viene dedicato alla preparazione dei meeting, al confronto con i colleghi, alla creazione ed al miglioramento dei documenti di supporto, nonché alla formazione, alla lettura ed all'apprendimento.
A livello generale penso che le migliori asset class in contesti inflattivi siano l’equity, le materie prime e l’immobiliare anche se noi, ad esempio, abbiamo una strategia obbligazionaria di ultra-breve termine che di fatto si auto-indicizza grazie alla sua brevissima vita residua. Oggi, però, penso che piuttosto che l’inflazione dovremmo considerare di proteggerci da una stagnazione-recessione, in cui le asset class menzionate qui sopra mostrerebbero andamenti diversi.
A mio parere, intesa come liquidabilità è molto importante; bisogna poter in generale rispondere velocemente alla mutevolezza, soprattutto in scenari complessi e perturbati.
Intesa come asset class la vedo come una componente di stabilizzazione in fasi avverse e come componente tattica in fasi di mercato espansive. In ogni caso, a mio avviso, dev’essere una componente strutturale e va gestita. Ad esempio, anche quando i tassi erano a 0 noi con le nostre strategie di credito absolute return siamo riusciti a remunerare la componente ad ultra-breve termine con rendimenti positivi.
La liquidità intesa come cash puro, invece, in epoche caratterizzate da inflazione è un costo, seppure non palese. Per quanto sia importante aver una componente di cash per coglier opportunità e per mediare, non va a mio avviso mantenuta su livelli medi elevati nel lungo periodo.
Penso che in questo momento la componente obbligazionaria corporate vada mantenuta ultra-breve; noi abbiamo un comparto: Lemanik Active Short Term Credit che ha una vita media residua inferiore ai 12 mesi, è una strategia globale, senza rischio cambio e con un rendimento a scadenza molto premiante. In merito alla componente governativa, starei sui paesi core e con duration lunghe per approfittare della riduzione dei tassi. L’allentamento in corso dalle Banche Centrali, se la crescita è resistente, unitamente ad un’inflazione in calo o su livelli gestibili è un poderoso catalyst per i risky assets. In merito alla componente obbligazionaria penso ad esempio ai subordinati finanziari (Lemanik Selected Bond), in merito alla componente azionaria invece penso che l’Italia possa avere un bel vantaggio relativo (Lemanik High Growth); segnalo che un ulteriore fattore positivo va ritrovato nel futuro investimento del Tesoro Italiano e di CDP nelle Mid-Small-cap domestiche mediante la creazione del Fondo Nazionale Strategico. Il meccanismo prevede una compartecipazione pubblico/privato, al 49% FNS al 51% Fondi privati. La magnitudo degli investimenti previsti si aggira tra gli 0.7 Mld ed 1 Mld Euro, generando quindi ulteriore interesse e liquidità nel segmento Mid-Small cap. A livello di equity globale a mio parere bisognerà esser molto selettivi, in questo caso penso a Lemanik Global Equity, il nostro azionario globale che seleziona mediamente 25-30 imprese caratterizzate da alta generazione di cassa e forte crescita con l’obiettivo di ottenere un rendimento annuo superiore al 10% nell’ambito di un ciclo economico completo.
L’intelligenza artificiale. Oggi, momento iniziale, c’è la percezione che in futuro possa soppiantare tutto; nel lungo periodo credo piuttosto permetterà di efficientare le funzioni a basso valore aggiunto, consentendo agli operatori di concentrarsi sulle funzioni importanti e che generano valore, oltre che sulle relazioni. La stessa, a mio avviso, supporterà solo in una fase iniziale le opportunità d’investimento e permetterà un miglior processo di data mining. Per intenderci, faccio un esempio che attenga al nostro settore: la tecnologia potrebbe riassumere dei report di 100 pagine in una pagina, i gestori potranno di conseguenza scegliere se leggere o meno tutto il report qualora il riassunto avesse generato interesse; viceversa passeranno ad altro. Non penso che l’intelligenza artificiale possa soppiantare l’uomo, perché negherebbe la sua utilità; penso piuttosto che fornirà supporti e spunti.
In merito al risparmio gestito, vedo una sempre maggior distribuzione di strumenti passivi, un po’meno corsa agli investimenti illiquidi da quando i tassi sono saliti. A mio avviso noi come boutique oggi abbiamo l’opportunità di dimostrare la validità delle nostre soluzioni discostandoci da prodotti generalisti. Penso che nel lungo periodo siano i risultati a fare la differenza piuttosto che i costi, questi rappresentano una variabile per il raggiungimento.
A mio parere gli investitori dovrebbero concentrarsi maggiormente sui loro obiettivi e sulla loro propensione al rischio. Per quanto possa sembrare banale sono i semi da cui tutto dipende, compresi i risultati e la fiducia negli operatori.
Penso perciò che una relazione forte basata su presupposti sinceri ed una grande preparazione siano necessari e non sostituibili.
Amo dedicarmi alla famiglia, trascorrere il tempo con gli amici e viaggiare. Mi piace molto stare in mezzo alla natura ed osservare i suoi cicli, sono appassionato di agronomia. Adoro l’artigianato, l’antiquariato e l’arte in tutte le sue forme dalla pittura alla scultura, all’architettura, al design, nonché la musica, la cucina e l’enologia.