
10 LUG, 2024
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Da oltre vent’anni all’interno del mondo del risparmio gestito, Gianmarco Rania ha maturato una significativa esperienza nella gestione di fondi azionari e di patrimoni individuali per diverse società dell’asset management. Ha iniziato la sua carriera nel 2002 in Pioneer Investments come Equity Portfolio Manager per poi lavorare in Caxton Associates, Exor e Azure Wealth, dove ha gestito varie strategie su mercati azionari europei. Prima di entrare in Banor nel 2019, è stato Chief Investment Officer in Hywin Wealth.
Erano i giorni immediatamente dopo l’attentato alle Torri Gemelle nel 2001.
Avevo appena finito il militare e fui preso a Londra per uno stage nella sede di Unicredit.
Era tutto molto strano, in un’atmosfera quasi ovattata, con la City di Londra sorvegliata dall’esercito.
Alla fine dello stage venni poi mandato a Dublino all’allora Pioneer, oggi Amundi, dove iniziai la carriera di gestore azionario Europeo.
Io credo molto nella routine, che dopo più di vent’anni mi sono ormai creato.
La mattina (presto) è dedicata a valutare quello che è successo nella notte, dalla chiusura dei mercati americani del giorno prima fino a quella dei mercati asiatici nella prima mattinata.
Il focus si sposta poi ovviamente sulle news europee, soprattutto quelle legate alle società che abbiamo in portafoglio. Da metà mattinata fino alla chiusura dei mercati europei mi concentro sull’ attività di analisi o agli incontri con le società.
Siamo ottimisti sull’azionario europeo, ma dobbiamo distinguere tra breve e medio/lungo periodo. In quest’ultimo caso, l’aspetto da considerare sono le valutazioni: nonostante il rally di inizio anno, infatti, l’azionario europeo risulta ancora essere tra i più cheap a livello mondiale, trattando ai minimi storici degli ultimi 10 anni. Il settore ha quindi ancora ampi margini di recupero e salita, e questo ci fa essere indubbiamente positivi sull’azionario europeo nel medio/lungo termine. Inoltre, per quanto riguarda il sentiment di più breve periodo, invece, l’azionario europeo sta vivendo quello che gli inglesi chiamano uno “sweet spot”. Dal punto di vista macroeconomico la situazione è cambiata: i primi tagli ai tassi di interesse stanno arrivando, l’inflazione sembra sotto controllo e la crescita economica mostra resilienza, tant’è che non si parla più di recessione. Stiamo iniziando ad assistere a un recupero dei settori ciclici, soprattutto quelli industriali e finanziari, ma anche quelli delle materie prime. Tra l’altro va segnalato che è una delle prime volte nella storia in cui in Europa è prevista una crescita attesa degli utili del 14/15%, mentre negli Usa la stima è del 12/13%. Si tratta di un elemento molto importante, soprattutto considerando che i titoli tecnologici in Europa rappresentano solo circa il 10% dell’indice, mentre nell’indice americano pesano per un 30%.
Infine, oggi, l’azionario europeo offre rendimenti da dividendo molto interessanti. Ci sono diversi settori come quello dei finanziari, delle materie prime, delle auto, delle telecoms e utilities dove si possono trovare redimenti molto interessanti anche al di sopra del 5/6%. A questo va poi aggiunto un ulteriore 2/4% che viene generato grazie all’attività di acquisto di azioni proprie o buybacks. Raggiungiamo quindi rendimenti totale per gli investitori tra il 10-12% annui.
Il posizionamento del fondo era molto difensivo all'inizio dell'anno. Questo perché dopo il rally dell’ultimo trimestre del 2023, l’obbligazionario stava iniziando a “scricchiolare” sulla scia di una prima revisione delle previsioni dei sui tagli dei tassi nel 2024. Ci aspettavamo che ciò si riflettesse anche nell’azionario e quindi abbiamo scelto un posizionamento più difensivo. Tuttavia, in assenza di tale repricing e alla luce di segnali di miglioramento e rafforzamento dell’economia europea, abbiamo cambiato in parte il portafoglio decidendo di sovrappesare alcune componenti cicliche, tra cui il settore delle costruzioni, che di solito registra performance molto positive in concomitanza della campagna elettorale Usa, e quello delle materie prime e dei titoli energetici.
Segnalo poi che in queste settimane stiamo aumentando la nostra esposizione al settore automotive e, in particolare, al comparto dei veicoli elettrici. Quest’ultimo ha subito una frenata perché presenta differenti criticità di breve periodo, come il rallentamento delle produzioni in Cina, la necessità di un’ampia infrastruttura di colonnine di ricarica, batterie più efficienti, ma sono problemi che saranno superati in futuro e il settore continua a contare su finanziamenti governativi e privati. I bilanci delle case automobilistiche, in particolare, sono forti e in grado di supportare tali investimenti.
Il fondo ha una strategia che abbiamo definito quality e value allo stesso tempo. Prima di tutto, ed è la parte più importante che ci differenzia e distingue, individuiamo quei settori, Paesi o aree in cui rileviamo una sotto- performance e cerchiamo di capirne i motivi, ovvero se si tratta di una sotto performance legata a fattori momentanei (come rallentamenti temporanei o ciclici) o a trend strutturali. Appurato che la sotto- performance non sia legata a fattori strutturali, e che quindi quello specifico settore, Paese o area tornerà a crescere, ci dedichiamo all’analisi dei singoli titoli, anche attraverso valutazioni dinamiche (basate su differenti scenari). Selezioniamo, infatti, solo i titoli di maggior qualità, anche alla luce di profittabilità, rendimenti e marginalità. Valutiamo i risultati che hanno avuto i management di tali realtà nel creare valore, sia attraverso operazioni ordinarie che straordinarie. Cerchiamo anche di capire quali sono i fattori che il prezzo di tale titolo sta scontando adesso e dove siamo in termini di sottovalutazione, per ipotizzare e cercare di prevedere quando tornerà a crescere.
Dall’altro canto, invece, non investirei mai in titoli di bassa qualità che non generano né cassa nè utili.
Credo che la sfida più grande che ho dovuto e devo affrontare ogni giorno è quella di seguire il mio processo di investimento sempre e comunque.
È fondamentale essere rigorosi e disciplinati anche nei momenti in cui sembra non funzionare.
Innazitutto, va detto che il mestiere del gestore è bellissimo.
Avere la possibilità di analizzare, studiare diversi settori, diverse società cambiando virtualmente ambito quasi giornalmente è un’esperienza fantastica.
Tra i consigli che mi sento di dare ce n’è uno in particolare: questo è un lavoro dove l’“ego” può giocare brutti scherzi.
Bisogna lasciare da parte le emozioni il più possibile e cercare di essere disciplinati ed aderire al proprio processo di investimento.
Intraprendere una carriera da gestore poi, non è un percorso veloce e rapido; richiede tempo, esperienza e studio continuo.
In poche parole, è una maratona non uno sprint. Quindi non è un lavoro adatto a chi cerca di raggiungere responsabilità e risultati velocemente.
A parte passare tempo con i miei due figli Lucy e Jack, ho due forti passioni o hobbies. La prima è il pugilato. Sono un pugile amatoriale.
La seconda è il teatro. Vivendo a Londra ho la fortuna di avere tante opportunità per andare a vedere gli spettacoli. In particolare, essendo membro del famoso teatro The Globe, sono molto appassionato di Shakespeare.