
5 AGO, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Nato e cresciuto a La Spezia mi sono laureato in Economia e Commercio alla università di Firenze nel 1995.
Ho iniziato il mio percorso professionale alle gestioni patrimoniali della Cassa di risparmio di Reggio Emilia. Sono poi approdato a Milano in Fineco Sim dove operavo come trader. Dopo un periodo romano a Mediocredito Centrale, in qualità di sales di corporate bonds, sono rientrato a Milano nuovamente come gestore patrimoniale, prima in Banca Arner Italia, poi Zenit Sgr ed oggi in Consultinvest Sgr. Ho iniziato a gestire in autonomia fondi e comparti azionari dal 2008.
Sono stato Head of equities per Zenit Sgr dal 2018 sino al passaggio in Consultinvest Sgr nel 2023.
Dal 2017 sono responsabile del fondo azionario internazionale Zenit Megatrend.
La passione per i mercati finanziari è iniziata negli ultimi anni di università, alla facoltà di Economia e Commercio. Ero riuscito a farmi affidare una piccola somma da mio padre ed ho cominciato a investire sulla Borsa italiana. Allora non c’erano i siti internet specializzati con tutte le informazioni di oggi e mi ricordo che, per avere grafici professionali, mi ero dotato di un software per l’analisi tecnica che si chiamava Metastock. Si alimentava di dati scaricati alla sera con un gracchiante modem analogico da banche dati BBS. Allora era un po’ l’avanguardia, oggi fa sorridere.
Partì tutto da quel periodo. La passione e l’interesse per gli investimenti azionari sono cresciuti e mi hanno spinto a farne una professione, iniziata nel 1997 alla Cassa di Risparmio di Reggio Emilia, proseguita poi in Fineco Sim e arrivata fino a oggi in Consultinvest Sgr.
La giornata inizia presto, verso le 6.30 del mattino, con il controllo di ciò che è successo sui mercati asiatici. Arrivato in ufficio, monitoro le aperture e gli impatti sul portafoglio titoli europeo. A seguire inizia la fase dedicata alla lettura della stampa internazionale e nazionale e allo studio e alla ricerca di temi macroeconomici, settoriali o aziendali. Questa è la fase in cui analizzo le tendenze e approfondisco le aziende che ne fanno parte e che ritengo più interessanti.
Dedico molto tempo ad abbinare i trend che ritengo promettenti con le relative aziende, studiandone il business per capire cosa le differenzi in positivo e quali vantaggi competitivi possano avere rispetto alle altre. Nel pomeriggio, con l’apertura dei mercati statunitensi (che si affiancano a quelli europei), si passa a una fase più operativa, con trading e sistemazioni del portafoglio.
L’approccio prevalente è il bottom-up: cerco, all'interno di settori che destano attenzione e interesse, aziende con fondamentali buoni (per quelle già mature) o promettenti (per quelle più giovani e innovative). Le prospettive aziendali e i loro fondamentali sono la guida: cerco aziende con business solidi e non sopravvalutate, ma anche società che magari escono da fasi correttive con fondamentali vicini a un punto di svolta positivo.
La parte più affascinante è la ricerca di nuove realtà inserite in nuove tendenze. A questo approccio bottom-up si può affiancare una logica top-down, se la situazione del momento lo richiede. Per esempio, inserendo aziende più difensive e con beta inferiori al mercato se il quadro generale si deteriora. Tutto questo avviene all’interno di uno scenario guida di riferimento che definiamo nel comitato investimenti della Sgr.
Nella fase attuale, che si colloca dopo una lunga cavalcata delle aziende del settore hi-tech, stiamo cercando di allargare lo spettro del portafoglio oltre i "Magnifici 7" e l'intelligenza artificiale. L'obiettivo è andare verso un portafoglio misto di tipo “value” e “growth”. Le economie mondiali e gli utili aziendali sono forti, e ci sono "storie" meno apprezzate dal mercato che possono rappresentare buoni investimenti, magari perché indirettamente esposte al ciclo di investimenti derivante dall'AI.
Uno dei settori che al momento mi pare interessante è l’healthcare statunitense. Ci sono società che fanno utili e sono a valutazioni ragionevoli. Tra i temi interessanti da monitorare vedo quello dell’avvento della robotica umanoide e della space economy.
Prediligo le società innovative con vantaggi competitivi marcati, oppure le società mature uscenti da una fase di ribasso. Pensiamo che cercare i punti di flesso possa essere una strategia difficile, ma più remunerativa.
Non esistono società in cui non investirei mai: dipende sempre dalle condizioni. Quelle che cerco di evitare sono le aziende con elevate posizioni debitorie e quelle decisamente illiquide. L’errore di valutazione nella illiquidità si paga caro.
Storicamente, nella mia esperienza, la sfida più grande sinora affrontata è stata la gestione della volatilità estrema del terribile 2008. Ricordo titoli blue chips che nella stessa giornata erano capaci di oscillare per oltre 20 punti percentuali. Mi sono aiutato con posizioni in temi difensivi e coperture tattiche che utilizzavano i derivati.
Nel quotidiano, invece, direi che la sfida più difficile è mantenersi disciplinati e non innamorarsi di investment case che si dimostrano diversi da come li si immaginava. Significa mettere il proprio ego in un ring, senza lasciargli troppo margine di manovra.
Iniziate ad investire per davvero i vostri risparmi, anche con poco, motivando sempre le vostre scelte. Le esperienze concrete fanno capire più di mille teorie. Quando finirete gli studi, se potete, cercate un'esperienza lavorativa all’estero. Armatevi di passione e di tanta curiosità: la voglia di conoscere è, a mio parere, indispensabile. Leggete non solo il materiale finanziario ed economico legato al vostro lavoro, ma anche saggi di attualità e libri di storia. Vi aiuteranno a inquadrare i contesti.
Le skills tecniche le apprenderete comunque con lo studio universitario o post-universitario. Mantenete una certa umiltà verso i mercati e non siate troppo rigidi sulle vostre convinzioni. Cambiare idea e sapersi adattare non è una debolezza.
La mia passione è sempre stata la moto, per andare in fuoristrada e avventurarmi su per monti e colline, in mezzo alla natura. Dal primo KTM a 16 anni, fino a moto recenti, più comode e meno esasperate.