
6 SET, 2023
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro
Giuseppe Patara è Senior Portfolio Manager ed Executive Director di Pictet Wealth Management. Prima di unirsi a Pictet, ha lavorato per 16 anni in Credit Suisse Investment Management come responsabile di strategie multi-asset ed a ritorno assoluto.
Giuseppe ha conseguito un master in Finanza Quantitativa presso l’Università Erasmus di Rotterdam, ed è laureato in Finanza presso l’Università Bocconi di Milano. Dal 2009 è un CFA Charter holder, ed è stato nel Board of Directors della CFA Society Italy dal 2013 al 2021.
Oggi, lui è il nostro Fund Selector del Mese.
Mi ritengo fortunato, sono una di quelle persone che già nella scelta dell’università aveva un’idea definita di quale lavoro fare “da grande”. Ho capito negli anni più nel dettaglio quali fossero i vari ruoli e attività nell’ambito della finanza, ma ho sempre pensato che mi sarei occupato di investimenti. Ho trovato poi come il mio mindset molto razionale e numerico si conciliasse bene con la statistica, la finanza quantitativa, l’analisi macroeconomica.
Ho iniziato nel 2005 in Credit Suisse nella divisione Investment Management, e dopo alcune esperienze a Singapore e Parigi, mi sono dedicato alla gestione di grandi patrimoni in Italia. Il mio percorso è poi proseguito quasi naturalmente in Pictet Wealth Management, una banca privata esclusivamente dedicata a questo tipo di attività.
Cerco di dividere la giornata in due parti: tipicamente la mattina si svolge tra aggiornamento sui mercati, partecipazione a vari comitati di investimento interni, incontri con analisti e attività diretta di gestione dei portafogli. Nel pomeriggio cerco di concentrare la parte più relazionale del mio lavoro, con incontri con family office e investitori, o discussioni con i private bankers. Il tardo pomeriggio diventa il momento della ricerca sui mercati, di letture di approfondimento e generazione di nuove idee di investimento.
Nel mio ruolo mi occupo in particolare di costruire e gestire tatticamente asset allocation dedicate per investitori UHNWI, per questo la selezione del singolo fondo è sempre strettamente legata alle altre posizioni in portafoglio, al contesto di mercato, alla ricerca della maniera più efficiente di esprimere le nostre idee. Ci sono parti dell’allocazione nelle quali utilizziamo in maniera ampia etf e fondi passivi, ma poi dedico molto tempo all’analisi dei gestori attivi da utilizzare. Abbiamo una preferenza in particolare per i gestori attivi azionari globali ad alta convinzione, e sulla parte obbligazionaria nell’ambito del credito.
Il team italiano di Portfolio Management è composto da 5 persone ed è dedicato agli investitori locali clienti di Pictet Wealth Management. Investiamo in asset class tradizionali e alternative, e nella selezione locale collaboriamo attivamente con le risorse della piattaforma investimenti del gruppo Pictet. Nell’ambito degli investimenti tradizionali, dove spaziamo tra attivi e passivi su tutte le asset class, abbiamo un team di 10 analisti dedicati. Per la parte dedicata agli investimenti alternativi e ai private assets, abbiamo una divisione interna specifica (Pictet Alternative Advisors) con analisti sulle aree hedge funds, private equity, real estate e private debt.
La gestione dell’informazione ed in particolare la selezione delle fonti è una delle attività fondamentali del mio lavoro. Mi occupo di investimenti multi-asset class e, in quanto tale, sono un “generalista” delle diverse aree di investimento. Questo non vuol dire rimanere ad un livello superficiale di analisi: se individuiamo un tema o un’idea su cui investire, il lavoro di ricerca deve essere estremamente dettagliato. Tipicamente, sfrutto i contatti con gestori di fondi che incontro per avere idee nuove, o diversi punti di vista su quelle che invece già conosco. Preferisco seguire e confrontarmi con le analisi di investitori che abbiano delle posizioni sul mercato opposte alle mie, ed in questo trovo molto utili anche canali più diretti, come social media o podcast, rispetto ai canali più tradizionali.
Se dovessi esprimere i principali criteri per importanza nella selezione, la conoscenza diretta del fund manager, la sua stabilità nel ruolo e la coerenza nel lungo periodo al processo di investimento sono in cima alle mie scelte. In molti casi, investo in gestori che conosco da molti anni e con i quali ho vissuto direttamente diverse fasi critiche dei mercati.
L’eterno dibattito e la continua sfida tra investimento passivo ed attivo: credo nell’investimento attivo, e ciclicamente mi sono trovato a doverlo difendere. E non è stata una difesa facile, in uno scenario che ormai da oltre dieci anni è stato ottimale per investimenti passivi, con ampia liquidità sui mercati e banche centrali proattive nell’aumentare gli stimoli in tutte le fasi più difficili.
Penso che l’investimento passivo sia assimilabile ad una tecnologia estremamente efficiente, possiamo decidere di utilizzarlo più o meno, ma non può sostituire totalmente un approccio attivo alla gestione. Su aree con mercati meno efficienti e più in generale con maggiore dispersione tra paesi, settori, valute, i gestori attivi e la loro selezione possono dare un grande valore aggiunto agli investitori. Abbiamo di fronte uno scenario di mercato con minore liquidità rispetto al passato; quindi, queste dispersioni da sfruttare con la gestione attiva saranno sempre maggiori.
Cerco di passare il maggior tempo possibile in montagna, che mi permette di unire tutte le mie passioni: lo sport all’aria aperta, il tempo con la famiglia e le camminate con il mio golden retriever Youla.