
5 MAR, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

In occasione dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, proseguiamo questa serie di interviste dando spazio alle professioniste che, con competenza e senso di responsabilità, stanno incidendo in modo significativo sul settore finanziario, contribuendo attivamente alla sua costante trasformazione.
Oggi la protagonista è Caroline Bouchy Dubini, Vice Direttore Generale di Indosuez Wealth Management Italia. Nel suo ruolo, Caroline Bouchy Dubini evidenzia come una leadership femminile nella gestione patrimoniale possa fare la differenza grazie ad ascolto, empatia e forte attenzione alla personalizzazione, elementi che rafforzano la fiducia con i clienti.
Nella mia esperienza, la leadership femminile apporta una prospettiva distintiva nella gestione patrimoniale. Mi riconosco molto in uno stile fatto di ascolto attivo, empatia e grande attenzione alla personalizzazione delle soluzioni, perché ogni cliente ha una storia, una famiglia, delle priorità diverse. Questo approccio favorisce relazioni di fiducia durature e una comprensione più profonda delle reali esigenze. Allo stesso tempo, lavorare in team diversificati, dove convivono stili femminili e maschili, porta a decisioni più bilanciate e spesso più innovative, migliorando la qualità complessiva del servizio offerto.
Nel mio percorso ho avuto la fortuna di trovare punti di riferimento femminili proprio all’interno del gruppo. Penso in particolare a Clotilde L’Angevin, oggi CFO e Deputy General Manager in charge of Finance and Steering di Crédit Agricole. Il suo percorso, costruito su grande competenza tecnica, visione strategica e capacità di guidare team complessi, è per me una forte fonte di ispirazione. Dimostra in modo molto concreto che nel nostro gruppo le donne possono raggiungere ruoli di vertice e contribuire alle decisioni più rilevanti. È anche una donna giovane, e questo manda un segnale importante alle nuove generazioni: esiste uno spazio reale per il talento femminile, quando impegno e merito vengono riconosciuti al di là del genere.
Consiglierei alle giovani donne di credere fermamente nelle proprie capacità, di investire nella formazione continua e di non aver paura di esprimere le proprie idee. È importante proporsi per progetti sfidanti e chiedere ruoli di responsabilità, accompagnati da una remunerazione adeguata al contributo che portano.
Nel mio percorso ho scelto più volte di lavorare con una coach, ogni volta che volevo affrontare nuove sfide o crescere. In una di queste occasioni avevo indicato come modello una collega di grande successo: la coach mi ha fatto notare che il punto non è “copiare” lo stile di un’altra persona, ma costruire la propria leadership. È quando si trova il proprio modo autentico di guidare, coerente con i propri valori, che si ottengono risultati duraturi e riconoscimento.