
22 DIC, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Lorenzo lavora in AXA Investment Managers da oltre vent’anni dove si occupa, con responsabilità crescente, di sviluppare e di elaborare soluzioni d’investimento dedicate alla clientela istituzionale. Nel 2023 è stato nominato Head of Institutional Sales Italy con la responsabilità del mercato dei fondi pensione, delle casse, delle assicurazioni e dei corporate. Nel ruolo RI Expert coordina l’attività di Responsible Investment in Italia e segue con interesse l’evoluzione e le tematiche del mercato SRI.
In precedenza Lorenzo ha maturato diverse esperienze lavorative tra cui in Sanpaolo IMI AM presso l’Ufficio Sviluppo Prodotti e nella Direzione Marketing di Citibank International Plc.
Lorenzo si è laureato in Economia all’Università Cattolica di Milano e ha frequentato il dipartimento di Economics & Management della Hogenschool Van Utrecht.
È la passione per il marketing che mi ha fornito l’opportunità di conoscere sul campo il mondo della finanza. Da laureato in Economia il mio primo impiego è stato nel marketing degli investimenti della Citibank plc nel 2001 perché ero affascinato da quanto studiato riguardo al marketing mix e in comunicazione. Il mio interesse per il marketing si è poi attenuato mentre quello per il settore finanziario è cresciuto fino a diventare il mio vero indirizzo professionale. Infatti, dopo questa prima esperienza lavorativa, ho cambiato diverse realtà ma sempre in ambito bancario e dell’asset management finché ho trovato la mia dimensione ottimale in AXA Investment Managers. Al tempo AXA IM in Italia era una piccola realtà ma con un progetto ambizioso di crescita che mi ha offerto fin da subito un ruolo di contatto con i clienti, una esperienza che cercavo e che mi ha definito. Da allora ho assunto ruoli di responsabilità crescenti in una realtà che non solo ha assunto dimensioni significative ma si è anche affermata leader in ambito istituzionale. Ora che AXA IM è stata acquisita e si sta integrando in BNP Paribas Asset Management si aprono nuove e affascinanti sfide.
Instaurare un rapporto di lungo corso con la clientela, in cui mettermi in gioco professionalmente e umanamente, è stata da sempre la mia priorità in tutti questi anni. Per fare questo è importante agire con metodo e fare mio, giorno dopo giorno, il concetto di Client Centricity: è fondamentale definire chiaramente gli obiettivi di medio e lungo periodo ed essere molto disciplinato e focalizzato nel raggiungerli.
Che sia in ufficio, in trasferta o in smart, la mia agenda giornaliera è molto flessibile ed è definita in funzione delle necessità del cliente e delle priorità fissate. Il confronto costante con il team di gestione e con i colleghi del desk istituzionale è fondamentale per agire sempre in maniera coordinata e tempestiva.
La giornata inizia con l’energia necessaria quando riesco a trovare il giusto spazio per macinare vasche in piscina o in strada a consumare le suole delle scarpe da running.
Il nostro scenario principale è che i tassi scenderanno ulteriormente nel 2026 sostenendo i mercati obbligazionari in generale. Tra i rischi che potrebbero generare picchi periodici di volatilità c’è quello di inflazione, in particolare negli Stati Uniti. Per limitare l’impatto e cogliere le opportunità derivanti dall’inflazione esistono strumenti, come le obbligazioni indicizzate all’inflazione, che possono offrire protezione dagli effetti erosivi del potere d’acquisto e dai movimenti dei tassi d’interesse. All’interno della nostra gamma oltre alle soluzioni più tradizionali abbiamo strategie più mirate ad esigenze ed obiettivi specifici, per esempio una che investe in obbligazioni a breve termine, quindi con una esposizione ridotta alla duration e al movimento dei tassi, ed una strategia “Inflation plus”, che in maniera flessibile ed innovativa mira ad ottenere un rendimento sia quando l’inflazione è in rialzo che quando tende a ridursi.
Se andiamo a vedere qual è il peso della componente monetaria nell’allocazione strategica dei più grandi asset owner al mondo, questo si attesta intorno al 2%. Ovviamente la percentuale cambia notevolmente ed è sensibilmente più elevata nel caso di un investitore privato. Ad ogni modo può avere senso detenere una quota di liquidità per cogliere nuove opportunità di mercato anche se solitamente il patrimonio di un grosso investitore istituzionale è sempre interamente investito, avendo cura di assicurarsi in ogni momento la possibilità di liquidare una porzione anche rilevante del portafoglio in tempi rapidi.
Ritengo che una opportuna diversificazione di portafoglio possa consentire un equilibrio ottimale tra i diversi fattori di rischio. Una gestione attiva e flessibile delle asset class, credo inoltre rappresenti la chiave del successo per affrontare l’attuale contesto di mercato.
In questo ultimo periodo stiamo registrando un forte interesse verso le nostre strategie obbligazionarie flessibili, ovvero delle gestioni attive che mirano ad un ottenere una performance positiva con una bassa correlazione sia con il tasso di interesse che con il rischio di credito cercando di cogliere tutte le opportunità offerte dall’universo obbligazionario, dalle più conservative a quelle più rischiose. Più in generale veniamo coinvolti dagli investitori per approfondimenti sulle nostre strategie a spread con una gestione dinamica della duration dove il valore dell’analisi fondamentale e la nostra comprovata esperienza nella gestione attiva emergono con forza.
Riscontriamo poi un ritorno d’interesse nelle gestioni multi asset. In un contesto nuovo che potrebbe vedere un incremento della volatilità, un portafoglio ben diversificato che sia in grado di gestire al meglio il budget di rischio e che sia attento a posizionarsi tatticamente durante le fasi di risk on e di risk off, si può rivelare un importante strumento di stabilizzazione delle performance.
Mi aspetto una ulteriore fase di consolidamento del settore bancario e dell’asset management con una forte polarizzazione da parte dei clienti nei confronti dei grandi player che presentano eccellenze in diverse classi di attivo che vanno dal tradizionale all’alternativo.
Credo poi che la sostenibilità sia ancora un tema imprescindibile e di valore nonostante il contesto attuale non sia particolarmente di supporto.
Nel lungo termine siamo positivi sugli sviluppi legati all’implementazione dell’intelligenza artificiale. In AXA Investment Managers, all’interno del nostro Investment Institute, crediamo che l’IA rappresenti il principale fattore di cambiamento grazie al suo potenziale di migliorare la produttività. L’IA può rivoluzionare i modelli di business, ottimizzare le catene del valore e portare progressi in settori come medicina e agricoltura. Per raggiungere questi obiettivi sono necessari ingenti investimenti in infrastrutture come data center, cloud e approvvigionamento energetico. L’IA trasformerà attività commerciali e occupazione, creando nuovi prodotti e servizi innovativi su base mondiale. Con lo sviluppo di applicazioni più avanzate le opportunità di investimento in infrastrutture, catene del valore e applicazioni downstream saranno numerose.
Il potenziale non realizzato della tecnologia dovrebbe sostenere una solida spesa in conto capitale e nuove opportunità di investimento.
A casa cerco di fornire il mio contributo nella gestione dei quattro figli…mia moglie Alessandra si occupa del ménage quotidiano e dell’istruzione, io invece delle attività sportive… oltre ad essere il taxi driver sono il loro primo tifoso a bordo campo!
Coltivo poi diversi interessi, seguo con passione il calcio e il basket e pratico regolarmente nuoto, corsa e Tennis (soprattutto da Tavolo) a livello amatoriale ma ogni tanto trovo stimolante confrontarmi in qualche competizione per testare il mio livello.
E poi la musica, le campane infernali di Back in Black prima e la poesia di Bob Dylan in una fase successiva, sono la mia colonna sonora. L’incontro con Bruce Springsteen ha suggellato la dipendenza dalla musica e ha spalancato il mio cuore.