
18 OTT, 2023
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Maurizio Novelli è Vice President e Global Strategist di Lemanik Invest, società di gestione di Fondi
d’Investimento con sede a Lugano (Svizzera). Dal 1986 ha ricoperto incarichi da dirigente della
divisione trading e mercati per importanti istituzioni internazionali quali JP Morgan, ING Bank e Merrill Lynch con esperienze professionali a Londra, Francoforte e New York.
È stato Amministratore Delegato di Rasini & C., società specializzata nella gestione di Hedge Funds con sedi a Londra e New York. Nel 2007 ha fondato in Svizzera Zest SA, società di gestione di fondi d’investimento specializzata in strategie alternative con oltre 1 mld di Euro di asset gestiti per clienti istituzionali internazionali (Banche, Assicurazioni e Fondi Pensione). E’ stato dal 2005 al 2013 membro del Board della Swiss Association of Portfolio Managers (ASG).
Inoltre, è relatore a Convegni su temi di Economia Internazionale in Europa, UK e Svizzera e lecturer ai corsi di MBA in Finanza Gestionale al Politecnico di Milano e all’ESPC University di
Londra per il Master in International Finance. Novelli è anche autore di Cicli del debito, crescita economica e crisi finanziarie (Ed. Sole 24 Ore, 2019).
Ho iniziato ad occuparmi di finanza e mercati finanziari nel 1982/1983, eravamo all’inizio dell’era della finanza ma non lo potevamo sapere, inizialmente mi sono interessato alla materia per capire la borsa e l’economia per motivi puramente personali. Ho capito che poteva diventare una professione studiando l’esperienza degli Stati Uniti e la storia delle banche d’investimento. Nel 1984 ho costituito una società di intermediazione in valori mobiliari con un amico, l’abbiamo venduta due anni dopo per iniziare una carriera internazionale alla JP Morgan.
La giornata inizia sempre con la lettura e l’analisi delle notizie economiche internazionali, ma il tempo maggiore è dedicato allo studio dell’economia. Sono appassionato di studi macroeconomici e dedico molto tempo allo studio dei cicli del credito e del debito, argomenti sui quali ho anche pubblicato un libro. Tendenzialmente dedico 5/6 ore al giorno allo studio della macroeconomia di Europa, USA, China e EM. Il mio lavoro principale è quello di analizzare i dati macro e capire se sono sostenibili, incrociando l’analisi con il “ciclo del credito speculativo” nel sistema. Negli ultimi tempi la “qualità” dei dati pubblicati dai governi lasciano molto a desiderare e non trasmettono la reale situazione dell’economia.
L’economia occidentale è diventata da almeno vent’anni una “debt driven economy”, quindi i cicli di credito e di indebitamento del sistema sono ora il cuore del problema, il motore della crescita o il trigger delle crisi. La comprensione del ciclo del credito e come l’economia finanzia la crescita sono dunque i fattori determinanti per comprendere i rischi di sistema, capire se il ciclo espansivo è esposto a rischi di sostenibilità, e quali possono essere le conseguenze. Questo tipo di approccio mi ha consentito di individuare sia la crisi del 2001/2002 sia quella del 2008 con largo anticipo. Attualmente ci sono le premesse per un'altra grave crisi in arrivo e le politiche monetarie e fiscali degli ultimi anni hanno solo rinviato i problemi ma non li hanno risolti.
La mia strategia d’investimento è focalizzata sull’arrivo di una crisi economica e una recessione. Quindi sono tendenzialmente short di Equity e long di Oro e Bonds Governativi. Attualmente stiamo soffrendo, data l’esuberanza recente dei mercati, ma anche nel 2000 e nel 2007 abbiamo vissuto la stessa situazione, quindi non siamo particolarmente condizionati dall’attuale euforia.
Come gestore macro non mi occupo di singole società ma del mercato in generale. Quindi la strategia d’investimento si focalizza su indici, valute e tassi d’interesse. Quello che accade al mercato dei Credit Default Swaps sta cominciando ad indicare un netto peggioramento della qualità del credito di sistema. Abbiamo inondato il sistema finanziario di debito speculativo di pessima qualità e il recente downgrading del debito statunitense (la tripla A per eccellenza) dovrebbe farci pensare come è la qualità del debito che ci sta sotto. Questo è il motivo per il quale l’Oro rimane un importante hedge per gli eventi futuri e le borse stanno scontando una ripresa che non arriverà. Stiamo entrando in una stagnazione economica di lungo periodo e ci saranno problemi.
Direi senza ombra di dubbio che la sfida piu’ grande è quella attualmente in corso. Negli ultimi tre anni le cose non sono andate molto bene e la mia strategia ha sofferto in termini di risultati e performances. Il sistema era già sull’orlo di una crisi nel 2019 ma l’arrivo del Covid è stato un grande colpo di fortuna: ha giustificato un colossale intervento straordinario che ha coperto per due anni i problemi strutturali in cui eravamo già tre anni fa.
Adesso, dopo la fine degli interventi straordinari, inizierà ad emergere la vera situazione dell’economia reale che nel frattempo è decisamente peggiorata. I supporti statali hanno innescato la creazione di un nuovo grande stock di debito speculativo nel sistema che si è aggiunto a quello che era già in crisi a fine 2019. Quindi abbiamo superato la crisi pandemica con gli aiuti statali ma ora siamo messi molto peggio di prima. La sfida è dunque ancora aperta e tuttora in corso.
Chi vuole imparare a fare il portfolio manager deve lavorare negli Hedge Funds o nel Private Equity. Il resto dell’industria è troppo legata ai benchmark e all’approccio passivo, comprimendo la capacità decisionale e limitando la capacità di gestire le posizioni. Tutto deve essere in linea con la “consensus view”, questo modo di operare non stimola la criticità e la ricerca e tende ad appiattire i processi decisionali. Non esistono centinaia di buone idee all’anno e trovare quelle giuste richiede molto studio e deep analisys.
Per fare questo occorre passare piu’ tempo a studiare i mercati che a guardare quello che i mercati fanno tutti i giorni, ma per fare questo è necessario lavorare nelle aziende giuste, che insegnano cosa studiare e cosa guardare per capire cosa succede veramente. Occorre tenere presente che, molto spesso, lo scopo dell’industria finanziaria è quello di raccontare una realtà diversa da quella che è effettivamente.
Sono appassionato di alpinismo himalayano e dedico molto tempo allo studio di luoghi remoti e viaggi avventura.