
20 MAG, 2024
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Nel contesto economico e finanziario attuale, le obbligazioni europee stanno emergendo come un elemento chiave nelle strategie di investimento degli investitori. Con i mercati in costante mutamento e le politiche monetarie soggette a crescenti incertezze, comprendere appieno il panorama delle obbligazioni europee è diventato essenziale per coloro che cercano stabilità e rendimenti affidabili. È quindi con grande interesse che ci rivolgiamo a Fabio Angelini, Senior Investment Specialist - European Fixed Income presso Nordea Asset Management, per approfondire questo argomento cruciale.
Per gran parte del 2023 le aspettative di mercato erano rivolte verso uno scenario “higher for longer”, (ovvero caratterizzato da tassi elevati più a lungo del previsto) e in paziente attesa di un ridimensionamento dell’inflazione sulla scia di una politica monetaria più restrittiva messa in atto dalla BCE. In realtà, l’inflazione ha reagito così velocemente da alimentare, verso la fine dell’anno, un ottimismo quasi euforico riguardo l’ipotesi di un taglio anticipato.
Nel 2024, almeno per il momento, quell’ottimismo iniziale ha lasciato il posto ad aspettative più contenute (ma più realistiche) di un taglio modesto nella seconda parte dell’anno e di ulteriori tagli nel 2025. Cautela legata, tra le altre cose, ad un’inflazione più reticente negli Stati Uniti rispetto a quella europea che al contrario sta continuando ad avvicinarsi al target BCE.
Sia nel 2023 che nel 2024, il credito è stata l’asset class con la migliore performance e con una duration in attesa che la BCE prema l’acceleratore sul taglio dei tassi.
Livelli di rendimento elevati in vista di un probabile ciclo di tagli e aspettative piuttosto chiare e robuste in merito alle prossime mosse di politica monetaria della BCE offrono intuitivamente uno scenario positivo per la maggior parte delle asset class nel reddito fisso. La volatilità, tuttavia, resta elevata e non è del tutto chiaro se l’Europa riuscirà a evitare una recessione prima che la BCE agisca concretamente sui tassi.
Alla luce di queste considerazioni, rimane fondamentale diversificare all’interno del segmento del reddito fisso con un focus specifico sull’individuare duration a buon prezzo ed aziende in grado di sopportare un costo elevato del debito.
Essere selettivi in ciascuna asset class può fare la differenza, soprattutto con livelli di dispersione all’interno dei settori ancora elevati.
Ogni prezzo, come sappiamo, è determinato dall’equilibrio tra domanda e offerta. La liquidità, pertanto, continua a svolgere un ruolo importante. Dal punto di vista della politica monetaria, le decisioni della BCE stanno riducendo la liquidità complessiva in linea con gli obiettivi di “Quantitative Tightening”. Ciò comporta per le aziende una maggiore difficoltà nel reperire capitali e per la BCE la fine del suo ruolo nell’acquisto di obbligazioni che ha mantenuto negli ultimi anni prima del picco inflazionistico del 2022.
Tuttavia, dobbiamo ricordare che negli ultimi due anni una grande quantità di liquidità si è accumulata sotto forma di depositi bancari, a seguito delle decisioni delle banche di offrire tassi di deposito più elevati ai propri clienti. Questi depositi si stanno avvicinando sempre più alla propria data di scadenza e gli investitori dovranno decidere se rinnovare il deposito a un tasso inferiore in un ciclo di taglio dei tassi o se investire la liquidità nel mercato a tassi più elevati. Ciò dovrebbe realisticamente consentire il rientro di almeno una parte di liquidità nel mercato obbligazionario e potrebbe controbilanciare parzialmente l’azione restrittiva della BCE nel prossimo futuro.
Le tensioni geopolitiche generalmente influenzano tutti i mercati finanziari, spesso in modo significativo. Ciò rimarrà probabilmente la principale fonte di volatilità nel 2024.
Un approccio bottom-up nella selezione del credito è particolarmente utile per gli investitori nella selezione delle aziende e per comprenderne la solvibilità a fronte di un maggiore costo del debito in un contesto di tassi di interesse elevati.
Concentrarsi sulla ricerca di valore relativo è un’altra strategia efficace per controbilanciare l’incertezza del mercato con un approccio più tattico. Ad esempio, gli emittenti del settore finanziario scambiano attualmente a livelli più elevati rispetto a molti altri settori pur vantando fondamentali particolarmente solidi, non da ultimo per la loro capacità di adattarsi a un contesto di tassi d'interesse elevati come quello attuale.
Come già accennato, un settore interessante in questa fase è quello bancario. Le banche hanno generalmente tratto profitto dall’aumento dei tassi di interesse e sono state in grado di registrare utili straordinari pur mantenendo un atteggiamento prudente in vista delle sfide future. Questa situazione è particolarmente unica soprattutto se paragonata agli altri settori in cui abbiamo visto le aziende lottare contro un’inflazione persistente, dovendo imporre prezzi più alti ai propri clienti per compensare i costi maggiori verso i propri fornitori. Anche con fondamentali solidi, il settore bancario europeo offre livelli di rendimento generalmente più elevati rispetto al credito non finanziario, il che può essere visto come un’interessante opportunità.
Anche le compagnie di assicurazione sono particolarmente interessanti, dato che in media vantano una miglior capitalizzazione rispetto alle banche, sono spesso più redditizie e sono scambiate a livelli simili.
Detto ciò, il debito finanziario rimane un settore particolarmente complesso, in cui gli strumenti obbligazionari svolgono un ruolo importante nell’andamento dei prezzi. Le obbligazioni suborindate Tier 2 appaiono molto attraenti, mentre riteniamo sia necessaria una maggiore cautela su strumenti T1 e CoCo bonds.