
5 DIC, 2023
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Riccardo Volpi si è laureato con lode in Analisi, Consulenza e Gestione Finanziaria presso l’Università degli di Modena e Reggio Emilia conseguendo successivamente un master in Finanza Quantitativa presso il MIP Politecnico di Milano.
Da 8 anni si occupa di mercati azionari e obbligazionari, iniziando la sua carriera presso Banco BPM per poi approdare in Pharus Asset Management.
Specializzato nell’analisi e selezione delle aziende seguendo i principi di Leadership e Valore, in Pharus Management è co-gestore dei fondi Equity Leader e Conservative.
Nel 2014, ho ottenuto la laurea magistrale in Analisi, Consulenza e Gestione Finanziaria, nella quale ho approfondito l’investimento azionario nei Paesi BRIC. Successivamente, ho intrapreso un Master in Finanza Quantitativa al Politecnico di Milano, nel quale ho approfondito la gestione dell’allocazione quantitativa di portafoglio. Questo Master mi ha dato la possibilità di iniziare a lavorare come analista nel Banco BPM all’interno del Risk Management, nel quale ho approfondito la programmazione su Python. Dopo una breve esperienza nel Risk Management, ho seguito il mio desiderio principale di entrare nell’Asset Management a Pharus Asset Management. Il desiderio di entrare nell’Asset Management direi di averlo sempre avuto, dalle esperienze universitarie, nelle quali lo studio dei mercati e delle aziende è sempre stato il motore della mia curiosità.
Sui mercati è difficile avere sempre la stessa giornata.
Di solito si parte con il controllare le chiusure del giorno precedente, controllando i portafogli e i singoli titoli per capire se c’è qualche notizia particolare meritevole di approfondimenti.
La giornata prosegue nella lettura delle principali testate internazionali per essere informati sui temi del giorno.
Si procede poi nell’approfondire regolarmente le aziende sulle quali siamo investiti e i loro competitor per capire al meglio la situazione del business nel quale operano, soprattutto durante la stagione degli utili.¨
Se necessario, procediamo a operazioni sui portafogli di ribilanciamenti sia di inserimento/rimozioni di titoli, ma cerchiamo di mantenere il turnover basso.
Oltre alle tipiche attività di gestione, curiamo molto anche la comunicazione, per aiutare gli investitori a capire la nostra view di mercato e aiutarli a reggere la turbolenza dei mercati.
La nostra società di gestione adotta uno stile di investimento basato sull’investire nelle aziende leader al corretto valore. Siamo infatti investitori di aziende e non selezionatori di titoli azionari e ci interessa selezionare le aziende leader, che presentano un vantaggio competitivo, senza però perdere di vista il valore, in termini di utili e flussi di cassa che questa aziende possono generare.
Non siamo i tipici value investor che guardano solo al valore, ma cerchiamo aziende leader che in alcuni momenti storici hanno una narrativa di mercato un po' contro e si crea così l’opportunità di prezzo. Questi momenti storici arrivano almeno una volta all’anno e quindi siamo molto pazienti nell’aspettare le opportunità.
Per riuscire in queste analisi, il supporto quantitativo è molto importante, in particolare la programmazione su Python ci permette di fare analisi su una grossa mole di dati. Analisi quantitative che vanno dai modelli di valutazione aziendale, allo screening di nuove aziende, allo studio ed analisi statistica del passato. Sfruttiamo anche i sistemi di intelligenza artificiale, che ci permettono di velocizzare molto lo studio e l’approfondimento del business delle aziende.
Leggiamo inoltre la situazione dei mercati attraverso la stagione degli utili, e quindi dai numeri e parole delle aziende. Non ci focalizziamo troppo sulle analisi macro-economiche o sulle parole degli strategisti, ma manteniamo coerenza nella nostra strategia.
La strategia non cambia sulla base dei mercati, cerchiamo sempre le aziende leader che in alcuni momenti sono dimenticate dal consenso di mercato. Per esempio in questo momento preferiamo i settori difensivi, health care-utilities e staples, e i finanziari. Settori fortemente a sconto, e all’interno di questi settori ricerchiamo sempre le aziende leader. A fine 2022 avevamo una grossa posizione sui titoli tecnologici e communication, che erano grandi aziende leader a grande sconto valutativo.
Quello che la strategia ci dice oggi sull’attuale situazione dei mercati è che gli sconti sono sui difensivi, come a fine 2022 gli sconti erano nei tecnologici, e sappiamo come il 2023 stia premiando il valore che si era creato sui tecnologici in termini di performance.
Cerchiamo sempre aziende leader che presentano un giusto valore. Questa strategia ci porta a comprare grandi aziende che in alcuni momenti storici, per diversi motivi, sono trascurate dal consenso di mercato.
Non siamo interessati ad investire in aziende che non sono leader, che quindi non presentano il fossato del vantaggio competitivo, e questo le rende più difficili da valutare.
Non siamo inoltre interessati a investire nelle aziende troppo care dove quindi le aspettative del mercato sono troppo alte, e questo lo si vede nelle loro valutazioni troppo elevate.
Il fund manager è un lavoro nel quale si è costantemente valutati dal mercato. Secondo noi è importante mantenere la costanza nella strategia e nel modo di vedere il mercato. La ricerca continua di aziende leader a sconto, porta spesso a essere dall’altra parte del consenso di mercato. Quindi la sfida più grossa direi che è quella di rimanere spesso da soli contro il consenso di mercato.
In un mercato dove le informazioni sono troppe è facile perdersi nell’eccesso di informazioni. Abbracciare una filosofia di investimento, essere ligi nel processo, permette di non perdere la bussola. Come filosofia, suggerirei di cercare di capire che il mercato è fatto di aziende e non di simboli o ticker, quindi approfondire le aziende è secondo noi il primo passo verso gli investimenti.
Sono abbastanza sportivo, dalla corsa alla palestra; e molto curioso nelle letture, in particolare le biografie storiche.