
12 GIU, 2024
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Roberta Vitale è Private Banker presso Kairos Partners SGR. Dopo la laurea in legge, ha intrapreso la sua carriera a New York, lavorando per lo studio legale Werbel & Carnelutti. Tornata in Italia, è diventata country manager per una società inglese specializzata in tecnologia per la telefonia mobile.
Il suo interesse per l'economia e la finanza, con un orientamento commerciale, l'ha portata nel 2003 a iniziare presso il private banking di UBS come assistente dei senior banker. Successivamente, ha continuato la sua carriera in Kairos.
In realtà un po’ per caso. Sono laureata in legge e dopo un’esperienza a New York presso lo studio Werbel & Carnelutti, al mio rientro in Italia ho avuto la responsabilità di country manager per una società inglese che vendeva tecnologia per telefonia mobile. Eravamo nei primi anni 2000 e quando tutto il mondo della new economy implose, mi fermai per chiedermi quale direzione professionale dare alla mia carriera. L’esperienza americana in ambito legale non mi aveva infatti entusiasmato. Mi è quindi sorta la curiosità di approfondire le mie conoscenze in ambito economico e finanziario con un taglio di tipo commerciale, peculiarità che le mie pregresse esperienze mi avevano consentito di sviluppare e apprezzare.
Il private banking mi sembrava potesse combinare il mio desiderio di apprendere quanto mi incuriosiva e di declinarlo concretamente nel rapporto con la clientela.
Per certi versi, non avendo una significativa esperienza in quest’ambito, ho dovuto ricominciare e nonostante la mia età (avevo 33 anni) e la posizione che avevo raggiunto, nel 2003 sono entrata nel private banking di UBS nel ruolo di assistente dei senior banker.
UBS è stata per me un’ottima scuola e la mia scelta di cominciare dal basso è stata formativa e poi ripagata dalla fortuna di avere dei responsabili che mi hanno fatta crescere molto e molto in fretta.
Qualche anno dopo sono arrivata in Kairos dove ho proseguito la mia carriera di private banker e dove tutt’ora lavoro.
Cerco di dedicare la maggior parte del mio tempo a seguire i clienti, aiutandoli non solo sul fronte dei loro investimenti. Interpreto il mio lavoro a 360° e di conseguenza cerco di offrire un mio contributo, se richiesto, anche in ambiti non strettamente finanziari. Questo mi permette di conoscere meglio i miei clienti, di instaurare rapporti veri e di poter meglio comprendere i loro bisogni e lo loro problematiche. Bisogna anche dire, però, che quando le performance sono buone i clienti tendono a scomparire, a volte anche per mesi e bisogna letteralmente “inseguirli”.
Una buona parte del mio tempo è poi dedicata a tenermi aggiornata sull’andamento dei mercati e lo faccio quotidianamente grazie all’aiuto dei professionisti di Kairos o attraverso le ricerche di case d’investimento terze.
Sono comunque fortemente convinta che per fare bene questo lavoro sia spesso più importante fare affidamento sul buon senso piuttosto che su complessi ragionamenti. Ove possibile, cerco sempre di semplificare. In parte la mia fortuna è stata anche quella di parlare
la stessa lingua dei miei clienti, senza troppi tecnicismi. La mia preparazione finanziaria non troppo sofisticata infatti è risultata un vantaggio, poiché mi ha permesso di essere più vicino a loro nel linguaggio e nelle proposte. Il mio lavoro mi permette inoltre una grande flessibilità di orario pur nella massima disponibilità ad assecondare i tempi e i luoghi dei clienti.
Non so se sia la più importante in assoluto, ma per me la parte più importante nel wealth management nel suo complesso è la relazione umana: capire i problemi, le ambizioni e le preoccupazioni dei clienti porta a offrire soluzioni migliori. Penso che nel wealth management, e non solo, la componente umana sia imprescindibile. Senza quella diventa difficilissimo accompagnare i clienti in scelte complicate e complesse e solo così il nostro lavoro potrà dare qualcosa di più rispetto a quello che possono fare un computer o un algoritmo.
Ogni cliente cerca qualcosa di diverso a seconda del suo passato, del suo DNA, o delle sue ambizioni. Forse la cosa che accomuna in ogni caso i miei clienti è la protezione del loro capitale. In particolare, nell’ultimo periodo le richieste di protezione riguardavano soprattutto l’inflazione prima e la guerra poi. Non mancano però clienti che non amano “giocare in difesa” e che ricercano invece sempre nuovi trend di investimento, magari con attinenze più al mondo reale che a quello finanziario tout court. Quello che consiglio sempre e comunque è la calma. Come insegnano le ricerche in tema di “finanza comportamentale”, cui sono stati assegnati anche diversi premi Nobel, agire di pancia ti fa fare gli errori più grandi. L’istinto ti direbbe sempre di entrare quando i mercati sono forti e di uscire quando crollano. Il momento perfetto è quasi impossibile da cogliere e, in ogni caso, sempre meglio lasciar fare a chi conosce i mercati e le loro dinamiche, che a volte sono controintuitive. La calma e la pazienza pagano sempre come dimostrano le performance storiche dei mercati.
Dopo essere stato dimenticato perché potenzialmente contrario a logiche ESG, penso che il settore della difesa sia oggi molto interessante, visto lo scenario che stiamo vivendo. Per ragioni diverse penso che anche i settori farmaceutico e biotech abbiano un futuro interessante. Molti titoli durante la pandemia sono stati dimenticati perché le logiche di breve hanno premiato magari le ricerche sui vaccini. Nel medio-lungo periodo però molte di queste aziende avranno impatti significativi nelle nostre vite.
Sicuramente nell’ultimo periodo ho notato una maggiore tolleranza alla volatilità dei mercati e forse anche al rischio. Probabilmente è stata una reazione imposta dagli stessi mercati, che negli ultimi anni sono stati difficilissimi e hanno costretto i clienti ad accettare forti oscillazioni dei loro portafogli. Ritengo sia anche aumentata la sofisticazione dei clienti anche in virtù dell’esplosione dei Family Office. Molte tematiche, come ad esempio costi, profili rischio-rendimenti, liquidabilità, sono sempre più all’ordine del giorno. Anche i temi successori, un tempo meno presenti nei discorsi, iniziano a essere affrontati sempre più con una pianificazione maggiormente strutturata.
Nel lungo periodo la crescita tecnologica ci accompagnerà ancora. È fondamentale avere un approccio selettivo, senza però farsi prendere dall’entusiasmo di breve che può portare a valutazioni distorte.
Avendo due figli adolescenti, un marito e due cani non ho moltissimo tempo per dedicarmi ad altro. Non ho particolari hobby. Direi che vedere gli amici con cui sto bene è già un privilegio.