
12 MAR, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Roberto Vincenzi, ha iniziato la sua carriera nel settore finanziario nel 1985 alla Banca Commerciale Italiana. Dopo una breve esperienza triennale presso la Direzione Borsa, si è dedicato alla formazione per preparare coloro che sarebbero poi stati destinati agli uffici borsa delle varie Filiali.
Nel 1991, per completare la propria esperienza e per successivamente attivare un servizio di consulenza alle aziende, viene inserito in un programma di formazione crediti/corporate.
Nel 1993 diventa responsabile dei prodotti innovativi presso la Direzione Finanza e dal 1996 inizia la propria esperienza nel mondo del Private Banking diventandone poi, nel 2000, responsabile del coordinamento rete.
Nel 2001 lascia la Comit e assume l’incarico di responsabile del Private Banking del Banco di Brescia, gruppo Banca Lombarda. Quando quest’ultima si fonde con il gruppo BPU e nasce il gruppo UBI Banca, ricopre vari incarichi tra cui – responsabile Private della Banca Popolare Commercio Industria, responsabile Private di IWBank e come ultimo incarico Executive Manager Area Nord Est.
Oggi, conclusa la carriera bancaria, è responsabile del Wealth Management presso Valori Asset Management.
Ho iniziato la mia carriera nel settore finanziario nel 1985 alla Banca Commerciale Italiana che, a seguito dell’esplosione del mercato di quel periodo, aveva reclutato alcuni giovani neoassunti per appunto avviarli a questa attività rilevatasi in seguito meravigliosa. Ho ancora la pelle d’oca nel ricordare il mio primo giorno in Borsa quando alle 10,00 suonò la campana di inizio trattazioni….
Quotidianamente l’attività principale è quella dell’informazione - che ci vede impegnati nel seguire i mercati nelle sue evoluzioni, nel documentarsi attraverso la ricerca e attraverso il contatto con i nostri strategist o gestori amici di altre realtà.
C’è poi una costante attività di monitoraggio delle posizioni dei clienti, clienti che incontro generalmente ogni fine mese per fare il punto ed eventualmente condividere nuove strategie. A questo si aggiunge poi il contatto con potenziali nuovi clienti.
Personalmente ritengo che la gestione sia da riferirsi all’intero patrimonio del cliente e che quindi vada ben oltre la semplice consulenza sugli investimenti.
Quando parliamo di wealth management dobbiamo pensare ad un approccio integrato che include gli aspetti fiscali, gli aspetti di pianificazione finanziaria e successoria e che rispetti categoricamente gli obiettivi e le esigenze manifestate dal cliente.
Mediamente i clienti cercano sempre di ottimizzare il ritorno attraverso un rischio “accettabile”. Il 2024 è sicuramente stato un anno, da questo punto di vista, molto interessante, dove alle ottime performance dell’equity si sono affiancate quelle sui bond che grazie alla sensibile riduzione dei tassi ha visto maturare degli importanti risultati anche in termini di capital gain. Proprio in considerazione di quanto i mercati hanno performato credo che una minima dose di prudenza sia doverosa. Nonostante i dati in generali siano ancora interessanti, sarà comunque importante verificare alcuni punti tra cui:
Sul tema degli investimenti quotati credo che ci sia ancora spazio nel settore che ruota intorno all’ A.I.
Ci sono primarie società quotate che hanno destinato importanti capitali allo sviluppo di questo settore e di cui i risultati in gran parte li vedremo in un prossimo futuro.
Assolutamente sì, trovo vi sia mediamente una maggior consapevolezza di quello che possiamo definire rapporto rischio ritorno grazie ad una maggior conoscenza delle tematiche relative agli investimenti e questo ha generalmente determinato un aumento del loro profilo di rischio.
I clienti che seguo sono perlopiù imprenditori od ex imprenditori ed hanno tutti in comune una gran dote che è quella dell’intuito – una sensibilità ed una capacità a focalizzarsi sull’essenziale. Relazionarsi costantemente con loro è veramente fondamentale per crescere, arricchire il proprio bagaglio e talvolta mettere a terra quello che in termini più scientifici o macro sentiamo quotidianamente.
Sì, il tema degli investimenti in prodotti così detti “illiquidi”. Fondi di Private Equity e Venture Capital, la cui caratteristica oltre a quella di offrire potenzialmente dei ritorni interessanti vi è quella di ridurre la correlazione con i mercati finanziari in generale. Ovviamente sono investimenti adatti a chi ha importanti capitali e che può destinare nel tempo, una percentuale contenuta del proprio patrimonio consapevole del rischio che questi rappresentano.
Nonostante i miei 65 anni amo in generale praticare costantemente sport ed in particolare quelli di contatto.