
6 AGO, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Rosario Antonio Zammuto, Financial Risk Manager di CNPR e Socio Professional SIAT, vanta una pluriennale esperienza nel mondo dell’Asset Management all’interno di diverse realtà bancarie ed SGR, nel ruolo di Fund Manager per le Gestioni Patrimoniali e per la Consulenza Finanziaria Evoluta.
Utilizza l’Analisi Tecnica anche nell’analisi e nella selezione dei Fondi. Segue con molta attenzione l’evoluzione dell’Analisi Tecnica verso l’Analisi Quantitativa attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie come l’Intelligenza Artificiale. È stato Membro del Comitato Scientifico di SIAT (Società Italiana di Analisi Tecnica), ha scritto il libro “Bollinger, Ichimoku e altre banda di volatilità” e ha partecipato come relatore a diversi eventi nazionali ed internazionali come ITForum Rimini, le Conferenze Internazionali di Analisi Tecnica IFTA Malesia e IFTA Egitto.
Appassionato di finanza comportamentale, in Azimut ha avuto la responsabilità di un progetto di costruzione di una piattaforma per Consulenti Finanziari basata sul Goal Based Investing.
Ama giocare a tennis, leggere e scrivere. Ha pubblicato, oltre il libro di analisi tecnica citato sopra, articoli sul ruolo che i Paesi possono avere nel sistema economico collaborando con giornali locali.
Tanti anni fa ho deciso di andare a studiare Economia Politica a Milano dove mi sono laureato con una tesi sui Futures sugli Indici Azionari. Sono siciliano nato ad Aragona (Agrigento), vissuto a Milano per studio e lavoro con una parentesi ad Alessandria; da poco tempo mi sono trasferito a Roma in CNPR con l’incarico di Financial Risk Manager e mi occupo principalmente del monitoraggio di rischio del Patrimonio e, inoltre, partecipo al processo di Selezione dei Fondi insieme all’Ufficio Finanza.
Sono Analista Finanziario SIAT con un’esperienza pluriennale all’interno di diverse realtà bancarie e società di gestione del risparmio (Banca Profilo, Banca Mediolanum, Cassa di Risparmio di Alessandria e Azimut) in ruoli direttivi all’interno di diversi servizi di investimento (ufficio studi, gestioni patrimoniali, consulenza finanziaria).
Dopo diverse esperienze nelle Gestioni Patrimoniali, ho avuto una lunga esperienza in Azimut all’inizio come Responsabile Informativa Finanziaria all’interno dell’Ufficio Studi dove mi sono occupato anche di un progetto di costruzione di un tool di consulenza finanziaria basato sul “goal based investing” e successivamente come Fund Selector Manager per il Servizio di Consulenza in Fondi e come Responsabile Gestioni Patrimoniali in fondi/etf. In questo periodo mi sono occupato delle relazioni con le Case Terze e ho svolto anche la gestione diretta di Investitori Istituzionali per le gestioni in fondi.
Il mio percorso è stato caratterizzato dall’aspetto quantitativo, di calcolo e ho sempre fatto parlare i numeri insieme al lato operativo dei servizi di investimento dove ho lavorato. Mi è sempre piaciuto però approfondire gli aspetti qualitativi del lavoro che oggi trovano espressione, se opportunamente declinati, nella sostenibilità ambientale e sociale. È vero che si tenta di misurare anche gli ESG ma è anche vero che certe misure come la Parità di Genere, di cui si parla tanto, oppure il Lavoro Dignitoso e Crescita Economica, di cui si parla un po' meno, ma anche obiettivi come Città e Comunità Sostenibili, tema che viviamo tutti direttamente, vanno approfonditi al di là di quelli che sono i parametri e i KPI che vengono misurati. Per esempio, oltre che di Città forse occorre parlare di più anche di Paesi che si stanno via via spopolando, al Sud come al Nord, in maniera drammatica e che costituiscono “the dark side” delle Città sempre più affollate, inquinate e poco inclusive soprattutto per i giovani che iniziano a lavorare tra mille difficoltà.
La parte che mi interessa di più del mio lavoro è vedere, quindi, cosa si nasconde dietro i numeri che è anche la sfida di chi si occupa di Intelligenza Artificiale di cui occorre approfondire le immense opportunità ma anche i rischi nascosti; ma è anche la sfida del Risk Manager e del Fund Selector che devono sapere interpretare i dati quantitativi affiancando considerazioni qualitative nelle proprie analisi.
Questo guardare al di là dei numeri mi ha spinto ad approfondire temi come la “Restanza”, spesso fraintesa come un idilliaco ritorno al passato ma che vuole avere invece uno sguardo innovativo rivolto al futuro, mettendosi nei panni delle periferie e dei paesi che hanno un patrimonio enorme di risorse ambientali, paesaggistiche e culturali. Il tema della “restanza”, sociale e politico insieme, vuole riscoprire in un’ottica innovativa valori e tradizioni che stiamo sempre più perdendo e su cui forse si potrebbe basare un modello di sviluppo sostenibile e alternativo, da affiancare alle città senza sostituirle, uscendo da quella che possiamo chiamare “retorica sui borghi” come ci ricorda in Borgo Sud la scrittrice Donatella di Pietrantonio dove critica “la falsa celebrazione delle nostre bellezze, il gran parlarci addosso della nostra politica che vuole rivitalizzare i borghi ma intanto chiude gli ospedali di prossimità, taglia i servizi, non ripara le strade” (Pietrantonio, Borgo Sud). Invece, sembra che l’indirizzo del Governo attuale sia di accompagnare i paesi interni, che costituiscono il 60% del territorio nazionale e il 23% della popolazione (13 milioni), “in un percorso di cronicizzato declino e invecchiamento” (a pagina 45 del nuovo Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne 2021-2027 (PSNAI)).
Un altro aspetto interessante del Risk Manager e del Selettore di Fondi, oltre al loro compito di gestione del rischio e di selezione dei fondi, è che devono partecipare alla discussione sul contesto di mercato in una sorta di gestione del “rischio ex ante”. Per questo un altro aspetto che mi piace del mio lavoro è quello che mi costringe a farmi domande e a ragionare. Per esempio, una domanda che mi farei oggi è la seguente: a parità di profilo di rischio, quale potrebbe essere il portafoglio strategico con asset class ben ponderate che possa performare nei prossimi 10 anni tanto quanto o meglio dei dieci anni appena passati. Nei prossimi anni avremo lo stesso mercato degli ultimi 10 anni? Per esempio, rispetto al 2015 le valutazioni relative tra Obbligazionario Mondiale e Azionario Mondiale sono sicuramente cambiate: nel 2015 il livello dei Treasury decennali era del 2% e il PE dell’azionario americano era di 17 (con un rendimento implicito di quasi il 6%), oggi i tassi dei Treasury decennali sono quasi al 5% e il PE dell’azionario americano è di 25 (con un rendimento implicito calato al 4%). Che fare? Più obbligazioni e meno azioni? In un contesto dove le guerre, commerciali e no, potrebbero accendere scenari inflattivi è il caso di introdurre nell’asset allocation materie prime come l’oro che sta già mostrando di marciare verso target di prezzo finora impensabili? I portafogli strategici che si possono utilizzare, a parità di profilo di rischio, nei prossimi 10 anni sono molteplici; di sicuro il portafoglio finale dovrà essere molto ben diversificato sulle diverse asset class per cogliere le opportunità che ogni ciclo di mercato offre.
Il processo di selezione dei fondi si inserisce all’interno del processo di investimento del Patrimonio della CNPR che prevede alcune fasi quali la stima del cash-flow atteso, l’identificazione del budget di rischio di medio/lungo periodo, l’identificazione dell’AAS di lungo periodo e dell'AAT annuale e la verifica degli scostamenti tra AAA e AAT sulle asset class dell'attivo. È quest’ultima attività che viene effettuata dall’Ufficio Finanza, dal sottoscritto come Financial Risk Manager e dall'Advisor, con diverse periodicità. In sintesi, l'analisi ha la finalità di individuare gli scostamenti di Asset Allocation dal Benchmark e, quindi, le classi di investimento rispetto alle quali svolgere la selezione degli investimenti e, quindi, dei fondi tramite Fund Selection. In questa fase, in parole povere, viene individuato quanto sarà investito tramite “gestione diretta” attraverso la detenzione diretta di singoli titoli e quanto sarà investito tramite “gestione indiretta tramite OICVM, FIA o mandati di gestione.
L'attività di selezione vera e propria viene effettuata in collaborazione con l’Advisor e ha inizio con la formalizzazione di una rosa di candidati (long list) che viene fuori dagli incontri periodici che alimentano i nostri database interni CNPR e dal database proprietario dell’Advisor. In base a questa long list l’Advisor procede ad elaborare le analisi quantitative (track record) che sottopone all’Ufficio Finanza e all’Ufficio Risk Management che le integra con ulteriori analisi, che sfociano in un Information Memorandum, tra le quali per esempio:
Successivamente il Documento dell’Advisor e l’Information Memorandum vengono sottoposti al Comitato Investimenti che dovrà esprimere un proprio parere consultivo in merito ai documenti prodotti.
In particolare, l’Analisi del Trend dei Fondi di cui al punto 1 utilizza alcuni concetti di Analisi Tecnica per valutare la forza e la bontà di un trend e l’Analisi di Coerenza della Strategia del Fondo di cui al punto 2 consiste nel verificare le criticità/opportunità dei fondi sia in fase di selezione/acquisizione sia in fase di monitoraggio del rischio. Infatti, oltre all’attività di selezione sopra descritta, come Financial Risk Manager mi occupo del Monitoraggio periodico dei rischi e dell’analisi delle performance in collaborazione dell'Advisor, ciascuno per la propria competenza, con cadenza settimanale, mensile e trimestrale, per individuare eventuali criticità degli investimenti detenuti in portafoglio al fine di porre in essere le opportune strategie di ottimizzazione del portafoglio (principalmente proposte di vendite e acquisti).
I ruoli di riferimento per la selezione dei fondi sono: il Responsabile Finanza Giuseppe Bianco che operativamente segue in prevalenza i fondi illiquidi, il sottoscritto come Financial Risk Manager e che, inoltre, seguo principalmente i fondi liquidi, Danilo Bicchieraro impegnato come DEC sul fronte contrattuale e contabile con la Banca Depositaria e con le Gestioni Patrimoniali e, infine, il Direttore Giuseppe Scolaro che a tutti gli effetti partecipa attivamente negli incontri che teniamo con le Case di Investimento. Inoltre, sono membri attivi del Comitato Investimenti la Dottoressa Maria Vittoria Tonelli in veste di Presidente, il Dottor Fedele Santomauro e il Dottor Alfredo Accolla.
Il fatto che gli “operativi” siamo in pochi da un lato ci mette in difficoltà nei momenti di maggiore flusso di lavoro. Nello stesso tempo però ci permette di vedere diversi aspetti occupandoci di più cose senza parcellizzarci troppo nelle singole attività.
Io partecipo all’attività di Fund Selection ma sono in staff al Direttore Generale come Financial Risk Manager e mi occupo di reportistica di monitoraggio del Patrimonio CNPR dove amo far parlare i “numeri” ma anche le “parole con i temi di sostenibilità ambientale e sociale con l’approccio critico e propositivo spiegato sopra. La mia reportistica di monitoraggio inizia o finisce spesso con aspetti qualitativi e di riflessione come, per esempio, le parole della “Cura dello Sguardo” di Franco Arminio che considero un vero manifesto per la Sostenibilità, che invito tutti a leggere per intero e di cui riporto solo un estratto: “Se vogliamo mettere al centro del nuovo mondo la salute delle persone, allora dobbiamo fare una seria battaglia contro l’inquinamento della terra, dell’aria e dell’acqua, contro la concentrazione urbana e il deserto rurale”.
Per la parte di monitoraggio quantitativo che svolgo in veste di Financial Risk Manager, ma lo stesso vale per tutti i flussi che riceve l’Ufficio Finanza, è fondamentale che i flussi dei dati di portafoglio che arrivano dalla Depositaria siano organizzati secondo le nostre esigenze di analisi ma nello stesso modo in cui le organizza il nostro Advisor perché è importante che entrambi otteniamo gli stessi “numeri” finali sia in termini assoluti di controvalore (cosa non così scontata per la variabilità con cui possono essere contabilizzati gli Illiquidi per esempio), sia in termini percentuali quando si parla di rischio e rendimento (anche questo non così scontato). Questo richiede un confronto stretto sia con l’Advisor sia con i Gestori. Io stesso ho fatto il Gestore di GPM e questo mi aiuta a dialogare meglio con loro perché so bene quanto sia importante lo scambio di informazioni per non far nascere fraintendimenti sulle aspettative reciproche nei limiti di quelli che sono i vincoli del mandato di gestione. Per questo l’informazione che mi arriva periodicamente dai gestori per me è preziosa per andare “oltre” i numeri; i Gestori sono dei tecnici e, a volte, dimenticano di parlare davanti a chi non ha la loro stessa dimestichezza sui mercati. Per questo motivo li invito a darci un’informativa il più semplice possibile che possa anche essere accattivante per chi li ascolta.
Io stesso cerco di essere semplice nella mia reportistica di monitoraggio cercando di spiegare gli andamenti settimanali in maniera più chiara possibile. Per fortuna oggi abbiamo una mole di informazione sui mercati e sui prodotti davvero enorme; il mio compito è di renderla sintetica e fruibile per tutti grazie anche alle possibilità che oggi ci offre anche l’Intelligenza Artificiale in termini di creatività e sintesi. Quando si tratta di organizzare le informazioni quantitative non sottovaluto poi le potenzialità che ci vengono date da quel mondo di Business Intelligence che si interpone tra la programmazione spinta (per esempio Python) e il classico foglio Excel da cui spesso non riusciamo a sganciarci del tutto: su tutti ricordo Power Query e Power BI. Infine, il mio pane quotidiano è ovviamente Bloomberg su cui posso caricare quasi tutto il portafoglio per tirare fuori analisi ad hoc che mi aiutano a capire meglio il rischio complessivo di portafoglio.
Da quanto detto sopra si dovrebbe capire che assegno molta importanza all’aspetto qualitativo perché dietro i numeri si possono nascondere tante insidie se non correttamente interpretati. Pertanto, la prima informazione che ritengo importante nella mia analisi è la “conoscenza del gestore”, conoscenza che non deve limitarsi soltanto ad assicurarsi che il Gestore di un Fondo sia sempre lo stesso e che non ci siano stati cambiamenti almeno negli ultimi 5 anni di vita del fondo. Infatti, conoscere di persona il gestore per sentirgli raccontare come ha vissuto determinate esperienze di mercato (forti ribassi e repentini rialzi per esempio) è fondamentale perché ci dirà molto su come si comporterà in futuro rispetto a eventi simili. Per fare un esempio, è importante sapere se un gestore di un fondo azionario blend ha più un approccio “value” o vira maggiormente a comportamenti “momentum oriented”; saperlo può aiutarci a non incorrere nel panico, anche come Risk Manager, quando di fronte a bear market prolungati vediamo incrementare le posizioni del gestore “value” oppure vediamo che il gestore “momentum oriented” resta scarico sui primi rimbalzi dei mercati; il gestore “value”, infatti, se “amava” le sua azioni in portafoglio prima di un -20% le vorrà ancora di più, incrementando le posizioni, dopo un -20% che lui ritiene parzialmente ingiustificato e il gestore “momentum” dovrà avere skills tecniche di un certo tipo per ridurre le posizione nel momento giusto senza affidarsi troppo alle proprie emozioni negative. Infatti, conoscere a fondo il gestore aiuta a capire meglio come gestisce anche le proprie emozioni: per fare il Gestore occorre una profonda conoscenza e consapevolezza di sé stessi prima ancora che dei mercati. La “conoscenza del gestore” è fondamentale, inoltre, per capire se la strategia possa essere in qualche modo replicabile perché non dipende da una sola persona ma vi è un lavoro di team oppure perché la strategia è di tipo quantitativo e, quindi, replicabile per definizione tramite l’applicazione di un algoritmo.
Inoltre, anche quando mi affido alle analisi quantitative faccio anche delle considerazioni di tipo qualitativo. Per esempio, l’Analisi del Trend che faccio sugli Indici e sui Fondi sia in fase di Selezione sia in veste di Risk Manager, consiste nell’analizzare con strumenti di Analisi Tecnica quantitativa il trend delle asset class dei singoli indici del Benchmark e il trend dei Fondi. L’Analisi mira a valutare la “qualità” del trend in corso su ogni singola asset class e sui diversi fondi, analisi che non ha valore previsionale ma si basa sul principio che «trend is your friend». Infatti, questo tipo di analisi può essere utile, oltre che per dare indicazioni tattiche di acquisto e/o di presa di profitto, anche per compensare altri approcci di selezione dei fondi, che si basano esclusivamente su valutazioni quantitative di Rendimento e di Rischio che spesso pesano eccessivamente i dati del passato senza ragionare sul principio che l’inizio di un “nuovo trend” può essere “amico” del Selettore più dei dati del passato. Combinare insieme i due approcci può aiutare a diversificare le esigenze di valutazione di un fondo in riferimento agli obiettivi di una Cassa di Previdenza, obiettivi che possono essere sia di natura finanziaria sia di natura contabile che spesso le analisi tradizionali puramente finanziarie non colgono. Per esempio, l’analisi del trend da inizio investimento nel fondo può aiutare a capire se sia il caso di procedere a una svalutazione contabile dei fondi (ricordo che i fondi vengono “immobilizzati” al prezzo di carico) in base alla sostenibilità stessa dei profitti e delle perdite ancora da realizzare ossia la sostenibilità del trend in corso; se, per esempio, un fondo è in perdita ma il trend di medio termine è tornato positivo forse è meglio aspettare prima di svalutare il prezzo di carico in bilancio.
Ci sono state diversi progetti importanti che ho svolto nel corso degli anni sia nella parte operativa sia in quella di contatto con i consulenti finanziari/clienti. Me ne vengono in mente due, una del passato come Fund Selector delle Gestioni in fondi e una più recente in CNPR come Financial Risk Manager.
Il servizio di Consulenza Avanzata Max di Azimut prevedeva portafogli in titoli e portafogli in fondi. All’interno del Team mi sono occupato della selezione dei fondi con l’obiettivo che il comportamento complessivo del portafoglio del servizio di consulenza in fondi fosse almeno uguale o più efficiente al portafoglio del servizio di consulenza in titoli. Per ottenere questo risultato ho costruito un tool di selezione dei fondi in grado di selezionare i fondi in base alle caratteristiche richieste dal servizio oltre che ai tradizionali parametri di efficienza; l’utilizzo di questo strumento di selezione in fondi ha reso il servizio di consulenza in fondi molto dinamico e agile come se fosse un servizio di consulenza in titoli (attraverso le coperture in Futures), ha permesso di monitorare in maniera accurata il rischio azionario del portafoglio e, infine, ha consentito di comunicare alla rete dei consulenti finanziari le azioni da svolgere in termini di acquisto fondi e/o di coperture da effettuare.
La seconda sfida è riferita alla CNPR dove quasi metà del patrimonio complessivo è stato dato in delega a 5 Gestori di gestioni patrimoniali con profilo di rischio bilanciato che hanno iniziato nel 2015, gestioni rinnovate con bando di gara pubblico nel giugno del 2022. Da un punto di vista di un Risk Manager è importante farsi alcune domande corrette e fare confluire le risposte nel Capitolato del Bando di Gara partendo da considerazioni di mercato per finire al giusto profilo di rischio della CNPR. Per esempio, da che contesto di mercato arriviamo e quale potrebbe essere il contesto di mercato nel prossimo decennio? Come investitore di lungo periodo è giusto concentrarsi soltanto sulla “crescita” del patrimonio con gestori “long only” oppure è opportuno chiedere ai Gestori una flessibilità maggiore per proteggere il portafoglio anche nelle fasi di discesa? Come migliorare il beneficio di diversificazione del rischio gestore? In base alle risposte sugli obiettivi (protezione e crescita) e sugli stili di gestione quale potrebbe essere la struttura commissionale migliore che incentivi i gestori al raggiungimento degli obiettivi nel giusto orizzonte temporale? Nel caso di utilizzo di un hurdle rate come calcolarlo adeguatamente in base al contesto di mercato? Come ponderare gli incentivi in base al doppio obiettivo di “crescita” e “protezione”? Come possiamo vedere le analisi da effettuare per affidarsi a una rosa di Gestori per 7 anni, un periodo davvero lungo se consideriamo che oggi i mercati si muovono in maniera sempre più imprevedibile, sono molto complesse e dal tipo di decisione finale potrà dipendere il successo stesso della Selezione in termini di rendimento. Quello che abbiamo fatto nell’ultimo bando di gara del 2022 è stato efficientare, con l’aiuto dell’Advisor e dopo discussione interna al Comitato Investimenti, la struttura commissionale semplificandola a favore di una maggiore economicità avendo introdotto l’High-Watermark per la commissione di incentivo e un Cap alla commissione di performance massima applicabile sull’hurdle rate fissato.
Le mie passioni sono il tennis, i libri e, quando posso, anche la scrittura. Infatti, ho scritto di attualità economica e di sostenibilità su diversi Blog e Social. Per esempio, ho discusso di Paesi e del loro progressivo spopolamento sul giornale “La Voce di Aragona”, diretto dal giornalista di Mediaset Alan David Scifo e sul Blog “Suddovest.it” del giornalista della Rai Giovanni Taglialavoro, perché sono innamorato del mio paese di origine e ritengo che i “paesi”, intesi come comunità più piccole delle metropoli, possano essere una soluzione per un sistema di consumo e di vita davvero più sostenibile e alternativo; questi temi sono importanti soprattutto per i Giovani ai quali ho dedicato una mia raccolta di articoli sul mio paese che si ispirano alla Restanza di Vito Teti e, in parte, a L’Etica del Viandante di Umberto Galimberti, due libri che sto rileggendo più volte perché sono a mio avviso un condensato di riflessioni per capire meglio il presente attraverso la storia dell’uomo e, nello stesso tempo, di stimoli per orientare le scelte dei giovani volenterosi.
Ho scritto anche il libro di analisi tecnica dal titolo “Bollinger, Ichimoku e altre bande di volatilità” che descrive due degli indicatori da me maggiormente utilizzati nelle mie Analisi del Trend di cui parlavo prima.
Inoltre, nel mio tempo libero durante i week-end mi piace cucinare e rilassarmi sulla mia amata amaca soprattutto dopo una sessione intensa di tennis al circolo dove vado con frequenza almeno bisettimanale.