
11 GIU, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Simone Ragazzi fa parte del team di Algebris Investments dal 2019.
Prima di entrare in Algebris ha lavorato per 5 anni in Amundi come analista azionario senior in strategie long-only paneuropee su società small-cap, con particolare attenzione ai mercati italiano, tedesco e nordico, nonché ai prodotti long/short. Precedentemente, per oltre 10 anni, Simone ha ricoperto il ruolo di analista azionario sell-side in MainFirst, UBI, UBS e Cheuvreux.
Simone ha conseguito una laurea in Business Administration presso l’Università Bocconi di Milano. Nato in Italia, Simone parla anche inglese e polacco.
Fin dalle scuole superiori, Simone ha preso parte a diversi progetti di volontariato in Benin ed Etiopia. È un donatore di sangue dal 2004. Oggi vive a Milano con la moglie e il figlio. Nel tempo libero, arbitra partite di calcio e adora il tennis, il nuoto, la lettura e la musica rock & roll.
Ho iniziato la mia carriera nel sell side come analista finanziario spinto da una doppia passione: quella per la scrittura e quella per i mercati finanziari. Mi piaceva l’idea di studiare, analizzare e raccontare ciò che accadeva nel mondo finanziario, traducendo numeri e trend in analisi comprensibili e utili per gli investitori.
La mia giornata lavorativa è scandita da un equilibrio tra attività analitiche, decisionali e collaborative. Operando su mercati azionari, inizio molto presto, spesso già aggiornandomi sulle chiusure dei mercati asiatici e sul flusso di news societarie e dati macroeconomici, che rappresentano la base per un monitoraggio costante dei portafogli. La parte centrale della giornata è dedicata sia allo studio di nuove idee e al confronto con il team, discutendo stock e tesi di investimento, sia alla partecipazione a meeting (molti) con aziende o broker. In parallelo, seguo l’andamento dei portafogli e valuto eventuali aggiustamenti tattici, sempre nel rispetto della strategia di investimento e del profilo di rischio.
Il mio processo di investimento si fonda su alcuni principi chiave che ritengo fondamentali per generare valore nel lungo periodo e mantenere disciplina nelle decisioni. Cerco aziende con modelli di business solidi, vantaggi competitivi difendibili e capacità di generare cassa in modo coerente nel tempo. Costruisco le idee partendo dai numeri, dallo studio dei bilanci, dal confronto competitivo e dalla capacità del management di allocare capitale in modo efficiente. L’orizzonte temporale è un vantaggio competitivo: mi permette di guardare oltre il rumore di breve termine e di cogliere opportunità in aziende temporaneamente sottovalutate o non comprese dal mercato.
Diversificazione e selettività sono chiave in questo contesto di elevata volatilità, orientando il portafoglio verso un equilibrio tra crescita e protezione, sfruttando le opportunità offerte dai mercati globali e mantenendo una vigilanza costante sui rischi emergenti. Questo approccio mira a garantire rendimenti sostenibili nel lungo termine, adattandosi proattivamente alle sfide e alle opportunità del 2025.
Quando costruisco un portafoglio, cerco aziende con modelli di business solidi, prevedibili e scalabili, capaci di generare valore nel lungo periodo anche in contesti di mercato complessi. Mi attirano le società con vantaggi competitivi chiari (moat), una forte generazione di cassa, bilanci sani e una cultura aziendale orientata alla disciplina nella gestione del capitale.
Come dice Warren Buffett, 'Invest in a business any idiot could run – because someday one will.' È una provocazione, ma contiene una verità importante: i business davvero solidi sono quelli che non dipendono da un singolo individuo geniale per sopravvivere. Devono essere strutturalmente resilienti e capaci di adattarsi, indipendentemente da chi li guida temporaneamente.
La sfida più grande che ho affrontato come Fund Manager è stata gestire l’incertezza radicale durante momenti di stress di mercato, come nei periodi di forte volatilità globale o di shock esogeni imprevedibili. In particolare, un’esperienza significativa è stata trovarmi di fronte a un mercato in rapido deterioramento, in cui la correlazione tra asset aumentava, i fondamentali venivano temporaneamente ignorati e il flusso di notizie generava reazioni emotive estreme tra gli investitori. In quei momenti, la vera difficoltà non è solo proteggere la performance o limitare le perdite, ma mantenere lucidità e disciplina nel processo decisionale. Ho imparato quanto sia importante avere un framework solido, ma anche la flessibilità di adattarlo quando il contesto lo richiede.
Il mio consiglio principale è di coltivare la curiosità e costruire una mentalità di lungo periodo. L’asset management non è solo analisi finanziaria o gestione numerica di un portafoglio: è un mestiere che richiede una comprensione profonda dei mercati, delle aziende, del comportamento umano e del contesto macroeconomico globale. Devi voler capire come funziona il mondo. I mercati sono influenzati da molte più variabili di quanto si possa apprendere in un corso universitario. E soprattutto bisogna ricordarsi che gestire risparmi altrui è una responsabilità enorme. L’integrità, la trasparenza e la fiducia sono le fondamenta della professione.
Il tempo libero lo passo con la mia famiglia e cerco di fare sport in modo regolare con gli amici. La musica rock, infine, è una passione che mi accompagna da sempre e che rappresenta una vera fonte di energia.