
18 GIU, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Stefano Stillavato si è laureato in Finanza Aziendale e Mercati Finanziari presso la scuola di Management ed Economia di Torino. Successivamente intraprende un Master di secondo livello in Finanza Quantitativa presso il Collegio Carlo Alberto, dove si appassiona di matematica finanziaria ed econometria.
Comincia a lavorare nel settore finanziario nel 2018 quando approda al Wealth Management di Banca del Piemonte come analista finanziario per l’Ufficio Investment Advisory. Dopo qualche anno, diventa la figura di riferimento della Fund Selection aziendale, integrando l’analisi quantitativa alla parte più relazionale e commerciale.
La mia carriera nel settore è iniziata nel 2018. Subito dopo avere terminato un master in finanza quantitativa mi è arrivata un’offerta da Banca del Piemonte che cercava uno stagista da inserire nell’Ufficio Investment Advisory. Ad essere sincero avrei preferito incominciare con un altro tipo di contratto ma mi convinsero il ventaglio di attività che il ruolo racchiudeva: implementazione e ottimizzazione dei portafogli modello della Banca, sviluppo dei ranking quantitativi per la Fund Selection e analisi di regressione su indicatori macroeconomici.
Così è cominciato il mio percorso da analista finanziario: sempre in bilico tra il rigore della matematica finanziaria e la flessibilità delle esigenze commerciali del Wealth Management.
In primis quella di poter imparare e confrontarsi con alcune delle menti più brillanti all’interno del panorama del risparmio gestito. Questo lavoro ti offre la possibilità di parlare con molti Gestori di fama internazionale provenienti da tutto il mondo. Professionisti con track record trentennale, brillanti carriere accademiche e know-how smisurato.
In secondo luogo, sono ancora molto “affezionato” all’analisi quantitativa e mi gratifica ancora molto arrivare ad una soluzione dopo aver elaborato una mole sostanziosa di dati
Il processo si articola in 2 fasi: prima la fase di screening e ranking quantitativo, successivamente quella più qualitativa.
Per quanto riguarda la parte quantitativa abbiamo costruito nel tempo uno scoring che va a premiare la persistenza del fondo nel generare rendimenti superiori. A noi non interessa la performance roboante o il fondo che ha azzeccato il trend del momento. Proprio per il nostro tipo di attività, tendiamo a preferire quelle strategie che costantemente si dimostrano affidabili e che continuano a generare performance sopra alla media.
Successivamente, individuate le strategie più performanti, passiamo alla fase qualitativa: analizziamo il processo d’investimento, il track-record del gestore, la stabilità del Team di gestione e proviamo a capire se il prodotto è adatto alla nostra clientela, alle nostre esigenze commerciali e se può coesistere con il nostro modo di intendere l’asset allocation.
Nel Team di Advisory siamo in 5. Per ogni macro-area c’è una figura di riferimento ma ognuno di noi cerca di essere il più complementare e intercambiabile possibile. Questo nel tempo ha portato me e i miei colleghi a saper fare un po’ tutto prediligendo una buona visione d’insieme alla super specializzazione in qualche segmento del mercato.
Questa è una delle parti più complesse e time-consuming del mio lavoro. Ogni giorno ricevo dalle Case prodotto centinaia di e-mail e ognuna di queste potrebbe essere potenzialmente ad alto valore aggiunto sia in termini di idee di investimento che di view di mercato. Col tempo ho imparato a privilegiare alcune fonti rispetto ad altre cercando al contempo di tenere le antenne dritte nel caso mi fossi perso qualcosa.
È molto importante, secondo me, avere accesso anche a informazioni e punti di vista “contrarian” in modo da essere il più critico e vigile possibile. Quando i mercati sono permeati da un’unica narrativa predominante può essere confortevole ma anche molto pericoloso.
Sicuramente tutto quello che riguarda il processo d’investimento. E’ importante, a mio avviso, capire bene il modus operandi del gestore e quanto sia replicabile nel tempo, lo stile/bias di gestione, cosa contraddistingue il prodotto dai principali competitor e in quali fasi di mercato il fondo tende a sottoperformare o sovraperformare l’indice di riferimento o il peer group.
Una volta che si è capito bene il prodotto, associarlo ad una view di mercato o anche solo commentarne le performance ex-post diventa molto più semplice.
All’inizio è stato molto difficile gestire la fama e la notorietà che il ruolo mi ha permesso di ottenere. Scherzoooo!
La parte più sfidante del nostro lavoro è quella del dover prendere atto di scelte di investimento sbagliate. Molto del nostro tempo è dedicato alla ricerca di idee di investimento e prodotti con cui declinarle. Non sempre, purtroppo, le nostre view di mercato si rivelano corrette. E’ fondamentale, in questi casi, essere lucidi, arginare i propri bias cognitivi e cercare di limitare i danni. Cerco di renderla un’esperienza formativa, analizzare gli eventuali errori commessi e fissarle bene nella memoria affinché sia utile in futuro.
Verso i 30 ho imparato ad amare la montagna e gli sport di endurance con cui scoprirla: MTB e scialpinismo. Passo tante ore a giocare a scacchi in quanto mi rilassa molto. Adoro organizzare aperitivi e cene con gli amici. Ridere, giocare e fare lo scemo con mio figlio è sicuramente la cosa più stancante ma fa molto bene all’umore.