
10 SET, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Laureato in Economia Aziendale, Stefano Valvo ha maturato una solida esperienza all’interno di primarie società di brokeraggio assicurativo e istituti di credito. La formazione continua gli consente di restare costantemente aggiornato sulle normative e sui temi più rilevanti per la sua attività professionale.
Nel suo approccio, la competenza tecnica sui mercati si affianca sempre a una forte attenzione per le persone: la conoscenza finanziaria, infatti, trova valore solo se applicata con sensibilità verso le reali esigenze del cliente.
Si occupa principalmente della gestione di portafogli Affluent e Private, assicurando incontri periodici e un monitoraggio costante della situazione finanziaria attraverso l’impiego di una piattaforma di Consulenza Avanzata.
Certificato EFPA ESG, è specializzato nella gestione finanziaria delle PMI e nella cura dei rapporti con Associazioni, Ordini ecclesiastici e Congregazioni religiose.
Ho iniziato la mia carriera nel 2006. Dopo alcuni anni come consulente per un broker assicurativo, mi resi conto che professionalmente non mi sentivo completo: non riuscivo ad affiancare i clienti in maniera totale. Avvertivo la necessità di offrire loro una figura di fiducia che li accompagnasse anche nella gestione finanziaria.
Da quella consapevolezza è nata la mia curiosità per il mondo della consulenza finanziaria. Una curiosità che si è presto trasformata in opportunità: arrivò la prima offerta di lavoro e il mio percorso è proseguito attraverso realtà come Bipielle Net, Banca Network Investimenti e Deutsche Bank, fino ad approdare in Zurich Bank.
La mia giornata inizia con un aggiornamento: leggo gli articoli delle principali testate giornalistiche del settore per avere subito il polso dei mercati. Poi faccio un rapido recap dell’agenda e inizio a entrare in contatto con i clienti.
Oggi la gestione della clientela è sempre più eterogenea e richiede un approccio davvero tailor made. Con alcuni clienti ci incontriamo di persona, altri preferiscono la telefonata, mentre Millennials e Generazione Z prediligono i meeting da remoto sulle piattaforme di videocall più diffuse. Le generazioni cambiano e noi consulenti dobbiamo evolvere insieme a loro.
Il Wealth Management e la gestione del patrimonio nascono dalle esigenze dei clienti. Spesso, però, questi bisogni non sono immediatamente evidenti: a volte i clienti stessi faticano a riconoscerli. È un lavoro complesso che, oltre alla preparazione tecnica e alle conoscenze, richiede soprattutto un’abilità fondamentale: l’ascolto.
Saper ascoltare significa comprendere davvero le persone, rafforzare il rapporto di fiducia e lavorare con la certezza di perseguire i loro obiettivi, siano essi di breve, medio o lungo termine.
Oggi i clienti cercano soprattutto una persona di fiducia, preparata, capace di guidarli in un mondo finanziario che diventa ogni giorno più complesso e ricco di sfide.
Il consiglio che do quotidianamente è di non lasciarsi ingolosire dai rumors o dalle informazioni trovate sul web. I mercati, in particolare quelli azionari — ma negli ultimi anni lo abbiamo visto anche nell’obbligazionario — vanno affrontati con metodo.
Il metodo significa conoscenza, razionalità e, soprattutto, testa. Quest’ultimo elemento è decisivo: la capacità di ragionare con lucidità ci permette di non cadere nei tanti bias comportamentali che spesso condizionano l’esito di un singolo investimento o persino la performance complessiva di un portafoglio.
La politica di Donald Trump, con il ritorno dei dazi, sta influenzando in modo significativo i mercati finanziari. A fronte di questo scenario, ritengo che l’Europa possa finalmente assumere un ruolo determinante sulla scacchiera globale. Inoltre, per noi investitori europei, questo significa poter beneficiare di opportunità interessanti senza esporsi al rischio valutario.
Continuo a trovare molto appetibili le obbligazioni europee: in particolare le scadenze di medio periodo, che a mio avviso restano le più interessanti e potrebbero beneficiare ulteriormente dei prossimi tagli dei tassi da parte della BCE. Anche i bond americani meritano attenzione: la FED non ha ancora avviato un ciclo di tagli dei tassi di interesse deciso, proprio per il timore di un ritorno dell’inflazione, e questo lascia spazio a interessanti prospettive.
Sul fronte tematico, vedo grandi opportunità nella robotica e nella cyber security, settori destinati a crescere nel medio-lungo periodo. Considerato l’attuale livello elevato dei prezzi, suggerisco di approcciarli con ingressi periodici, così da costruire nel tempo un prezzo medio di carico più interessante per il lungo termine.
Come già accennato in precedenza, il cambio generazionale ha trasformato il modo di vivere la consulenza finanziaria. Oggi noto una maggiore consapevolezza: i clienti hanno più chiaro il funzionamento dei mercati, gli strumenti finanziari utilizzabili, i costi degli strumenti finanziari e le tempistiche di intervento.
La tecnologia ha reso possibile un dialogo più diretto anche da remoto, abbattendo le distanze e velocizzando l’operatività. Questa rapidità li rende più partecipi e meno passivi di fronte agli eventi che alimentano la volatilità dei mercati.
In sintesi, il cliente medio di oggi è più preparato, curioso ed esigente. E questo porta inevitabilmente anche la figura del consulente finanziario a evolversi.
Sul lungo periodo, il vero tema centrale sono sempre gli obiettivi personali. Per un imprenditore, ad esempio, può essere il passaggio generazionale della propria azienda. Per un investitore privato, la costruzione di una stabilità per la vecchiaia, la tutela del futuro dei propri cari o, semplicemente, il raggiungimento di un maggiore benessere personale.
In definitiva, il lungo termine non riguarda solo i mercati o i prodotti, ma ciò che per noi conta davvero: noi stessi e le persone che amiamo.
Amo la mia vita e questo mi permette di non avere mai la preoccupazione di non sapere cosa fare. Mi piace viaggiare, anche se negli ultimi anni apprezzo moltissimo il tempo trascorso a casa con la mia compagna.
Un ruolo fondamentale, per me, lo ha lo sport: senza di esso non credo riuscirei a performare allo stesso modo nel lavoro. Lo sport mi sostiene anche sul piano sociale ed emotivo. Pratico fitness da quando ero ragazzo e, ultimamente, mi sono appassionato al padel e alla corsa.
Amo queste discipline perché mi danno la possibilità di incontrare sempre nuove persone. Io vivo di relazioni: sapere che ogni giorno posso scoprire una nuova storia, un’amicizia o persino una connessione professionale, mi dà la carica per affrontare la giornata con la giusta energia.