
16 OTT, 2024
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

La mia carriera, svoltasi tutta all’interno dell’Ente, è partita nel lontano 1985, dalla vincita di un concorso pubblico per ragionieri, quando avevo appena 19 anni ed ero iscritta al primo anno della Facoltà di Economia e Commercio; è poi proseguita sino alla privatizzazione nel 1994 e, successivamente, con l’incarico di Chief Investment Officer (CIO) nel 2010.
Nel tempo ho poi conseguito due lauree, la prima (nel 1992) con preparazione sia economico-aziendale (Economia e Commercio) e la seconda (nel 2010) con preparazione giuridica (Giurisprudenza), entrambe all’Università La sapienza di Roma, accompagnate da due corsi di perfezionamento universitari (Discipline Bancarie e Scienze Amministrative) e per diversi anni - dal 1992 al 2000 – sono stata assistente e collaboratore del Prof. Giuseppe Murè, Direttore dell’Istituto di Tecnica Bancaria e Professionale - Facoltà di Economia e Commercio dell’Università La Sapienza di Roma.
Ho poi conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione di dottore commercialista e sono iscritta all’Albo dei Revisori Contabili.
Dal giugno 2024 sono stata nominata Chief Financial Officer (CFO) della Cassa, mantenendo il ruolo di Chief Investment Officer (CIO) nell’ambito di una riorganizzazione della pianta organica dell’Ente ed oggi dirigo il nuovo Ufficio denominato “Finanza e Amministrazione”, con undici risorse.
Oggi, dopo 39 anni di esperienza, sono fiera di dirigere questo Ufficio ricoprendo un incarico importante per l’Ente. Oggi siamo in grado di colloquiare con tutte le controparti finanziarie domestiche ed internazionali rapportandoci quotidianamente e in maniera estremamente professionale con il mercato finanziario.
Sono autore di diversi articoli pubblicati su riviste del settore e sul Bollettino della Cassa Nazionale del Notariato ed intervengo in qualità di relatore in diversi Convegni, Seminari e Tavole Rotonde su specifiche tematiche finanziarie di mercato e ESG.
L’attività di selezione dei fondi permette di conoscere a 360° il mercato, le SGR ed i vari referenti. Una componente importante ed essenziale del mio lavoro è quella di incontrare le varie controparti nel corso di meeting, call telefoniche, eventi e conferenze. Tale attività permette di conoscere in anticipo cosa offre il mercato nelle specifiche asset class di interesse e di essere veloci ed efficienti nel momento in cui si devono impiegare disponibilità liquide attraverso selezioni specifiche.
Altro privilegio è quello di potersi confrontare con i migliori specialisti, sia che operino in grandi SGR sia che operino all’interno di piccole boutique di nicchia. Tale confronto da un lato permette di operare a livello trasversale su più asset class, su più aree geografiche e scegliendo tra variegati stili di gestione e, dall’altro lato presuppone una continua sfida e permette un continuo aggiornamento delle mie competenze.
In linea con le indicazioni della nostra ALM strategica e tattica, oggi il nostro patrimonio è di poco superiore ai due miliardi di euro. Negli ultimi anni la componente illiquida relativa al real estate ha subito un graduale ridimensionamento a favore della componente riferita ai Private Market. Contestualmente la componente gestita direttamente è stata gradualmente abbandonata a favore di una gestione per la quasi totalità indiretta, ovvero attraverso la selezione di strumenti di risparmio gestito quotati (fondi comuni di investimento ed ETF) e non quotati (fondi alternativi), gestiti professionalmente da Team specializzati nelle diverse asset class individuate dall’Asset Allocation Strategica. Il portafoglio liquido della Cassa oggi è composto da oltre 100 fondi comuni di investimento, diversificati su 17 asset classes, per un controvalore complessivo di oltre un miliardo di euro. Il nostro portafoglio viene monitorato giornalmente dalla Struttura con il supporto dell’Advisor (al momento Prometeia) la quale predispone per la Cassa, oltre all’ ALM strategica e tattica, anche un “Risk Report” mensile. Grazie a tali strumenti il portafoglio della Cassa è quindi esposto ad un profilo di “rischio/rendimento” coerente con l’attualizzazione delle passività previdenziali dell’Ente nell’orizzonte temporale di cinquanta anni.
Il nostro obiettivo primario resta il conseguimento di un rendimento congruo che tenga conto del nostro profilo di rischio rispetto all’attualizzazione delle future passività previdenziali. Gli strumenti selezionati ed inseriti in portafoglio utilizzano in via prevalente una analisi tradizionale di tipo fondamentale utilizzando criteri finanziari oggettivi, implementati con filtri e scoring ESG nella fase finale di selezione, rimanendo fondamentale l’intuito personale, l’incontro con il referente, con il gestore e la conoscenza di ogni avvenimento (positivo e/o negativo) legato alle diverse Società di Gestione. Al momento la nostra copertura ESG della parte liquida del portafoglio è pari ad oltre i 2/3, per la quasi totalità con bassa esposizione al rischio ESG.
Nelle nostre selezioni, soprattutto quelle di fondi alternativi, effettuiamo “due diligence” e selezioni molto approfondite ed attente, selezioniamo fondi con evidenza di vintage precedenti, poniamo estrema attenzione al profilo del gestore, con focus specifico sul “profilo reputazionale” degli stessi.
Il team Amministrazione e Finanza di Cassa Notariato guidato dalla sottoscritta, è composto oggi da undici risorse suddivise in due macro-aree:
Il Team presenta le seguenti caratteristiche:
A mio avviso le qualità individuali necessarie per formare una buona squadra sono le seguenti:
Come già detto, di fondamentale importanza è la trasparenza nella comunicazione e nello scambio di informazioni tra tutti i membri del team al fine di essere tutti allineati su obiettivi comuni e condivisi.
Ogni informazione, report ed analisi riferita all’attività di selezione fondi e di due diligence viene conservata all’interno dei nostri archivi digitali in modo di essere in grado di reperire ogni informazione relativa sia agli investimenti deliberati e presenti in portafoglio, sia a quelli analizzati e non deliberati, eventualmente da aggiornare e verificare in un momento successivo.
Di fondamentale importanza per me è l’accessibilità e disponibilità del gestore soprattutto nei momenti “difficili, ad esempio in presenza di importanti ed improvvisi ritracciamenti della performance, di cambi del gestore, di problemi reputazionali. Nel momento in cui si ritorna a rivedere la “due diligence” sul gestore occorre avere tempestività, disponibilità ma soprattutto trasparenza. Ciò permette di valutare al meglio eventuali criticità e di decidere conseguentemente in maniera coerente, con decisioni obiettive e slegate dalla temporanea situazione di emotività.
Nell’ambito dell’analisi qualitativa direi che tutte le componenti che noi analizziamo (solidità del processo di investimento, efficace monitoraggio della volatilità e del rischio, esperienza e stabilità del team di gestione) sono importanti e devono contribuire in maniera adeguata e combinata, unitamente alle componenti dell’analisi quantitativa, ad una efficace due diligence.
Avendo iniziato la mia attività sui mercati nel 1985, posso dire di avere attraversato diversi momenti difficili legati a diverse crisi finanziarie. Cito a tal proposito la crisi dei “subprime” del 2008, quella del debito sovrano europeo del 2011, quella legata alla pandemia nel 2020 sino ad arrivare agli impatti determinati dagli attuali conflitti tra Russia ed Ukraina e tra Israele e Palestina. Negli ultimi anni abbiamo dovuto convivere con l’azzeramento della decorrelazione, con mercati che hanno evidenziato correzioni contestuali su tutte le asset class, con un livello elevato di tassi di interesse e con una inflazione elevata.
Al di fuori dell’Ufficio e del ruolo “istituzionale” mi piace leggere, viaggiare e, soprattutto, ritagliarmi spazi per andare a Creta, nell’isola dove è nata mia mamma, in cui gestisco alcune proprietà della mia famiglia.