
30 OTT, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

La crescita della previdenza complementare italiana accelera: secondo i dati provvisori della Covip pubblicati il 28 ottobre 2026, a fine settembre le posizioni in essere sono 12,5 milioni, 814.000 in più rispetto a dicembre 2025 (+7%), per un totale di 11,2 milioni di iscritti al netto delle adesioni multiple.
Nello stesso periodo le risorse destinate alle prestazioni salgono a 276,4 miliardi di euro (+5,5%), mentre i contributi raccolti nei nove mesi raggiungono 13,4 miliardi (+15%).
I fondi negoziali registrano la crescita più sostenuta: 455.200 posizioni in più (+10,1% su dicembre 2025), per un totale di 4,969 milioni. La spinta principale arriva dal silenzio-assenso per i dipendenti pubblici della scuola assunti a tempo indeterminato dal 2019: il fondo di categoria conta 264.300 posizioni, 144.100 in più rispetto a fine 2025.
Incrementi significativi anche per il fondo dei lavoratori del commercio (+59.000 posizioni) e per quello dei metalmeccanici (+52.300). Tra le forme di mercato, i fondi aperti crescono di 202.600 posizioni (+9%) fino a 2,464 milioni, mentre i PIP aumentano di 151.300 unità (+3,8%) e arrivano a 4,123 milioni.
La Covip precisa che non è ancora possibile valutare i primi effetti dell'adesione automatica, che iniziano a dispiegarsi solo da settembre. Tuttavia, l'aumento percentuale dei nove mesi supera già la crescita registrata in tutto il 2025, sia a livello di sistema sia per ogni tipologia di forma pensionistica.
| Forma pensionistica | Posizioni set. 2026 | Var. % su dic. 2025 | Risorse set. 2026 (mln €) | Var. % su dic. 2025 |
|---|---|---|---|---|
| Fondi pensione negoziali | 4.969.448 | 10,1% | 86.757 | 6,4% |
| Fondi pensione aperti | 2.464.319 | 9,0% | 46.318 | 8,9% |
| PIP "nuovi" | 4.122.943 | 3,8% | 62.474 | 5,7% |
| Fondi pensione preesistenti | 700.000 | 0,8% | 74.000 | n.d. |
| PIP "vecchi" | 271.000 | -0,3% | 6.900 | n.d. |
| Totale | 12.491.593 | 7,0% | 276.449 | 5,5% |
Nei primi nove mesi del 2026 fondi negoziali, fondi aperti e PIP hanno raccolto 13,4 miliardi di euro di contributi, il 15% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. I fondi aperti guidano la raccolta con un +20,7%, seguiti dai negoziali (+14,8%) e dai PIP (+11,2%).
Le risorse destinate alle prestazioni ammontano a 276,4 miliardi (+5,5% sulla fine del 2025). Circa tre quinti dell'incremento derivano dalla gestione finanziaria, il resto dal saldo positivo della gestione previdenziale. L'attivo netto è di 86,8 miliardi per i fondi negoziali, 46,3 miliardi per i fondi aperti e 62,5 miliardi per i PIP.
Gran parte del patrimonio dei negoziali è affidata a gestori esterni tramite mandati: chi guida il mercato emerge dalla classifica dei gestori dei fondi pensione negoziali nel 2025.
Nei nove mesi i rendimenti sono stati sostenuti dal rialzo dei mercati azionari, in un contesto segnato dalle pressioni inflazionistiche legate al conflitto in Medio Oriente e dall'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato. I comparti azionari guadagnano il 6,2% nei negoziali, il 6,9% negli aperti e l'8,8% nei PIP di ramo III.
Le linee bilanciate si fermano al 2,6% nei negoziali, al 3,3% negli aperti e al 3,8% nei PIP. I comparti obbligazionari e garantiti sono marginalmente negativi, mentre le gestioni separate di ramo I dei PIP, contabilizzate al costo storico, segnano un +1,1%.
Nel breve periodo, la rivalutazione del TFR nei nove mesi (3,6%, con inflazione al 4,3%) supera il rendimento generale di fondi negoziali (2,5%) e aperti (3,4%), mentre i PIP "nuovi" si attestano al 5,6%.
Sull'orizzonte lungo, da inizio 2016 a settembre 2026, le linee più azionarie rendono in media tra il 5% e il 5,5% annuo composto, contro il 2,7% del TFR. Le bilanciate si collocano tra il 2,1% e il 3%, la maggior parte delle garantite e obbligazionarie sotto l'1% e le gestioni separate dei PIP all'1,5%.