28 APR, 2026

La Banca Centrale Europea si prepara a una nuova riunione in un contesto complesso, caratterizzato da incertezza macroeconomica, tensioni geopolitiche e dinamiche inflazionistiche ancora poco chiare. Dopo settimane in cui i mercati avevano iniziato a prezzare possibili mosse già nel breve termine, le aspettative si sono progressivamente ridimensionate. Il consenso tra gli esperti converge ora su uno scenario di pausa, mentre Francoforte prende tempo per valutare l’evoluzione dei dati economici prima di intraprendere nuove azioni di politica monetaria.
Secondo Kevin Thozet, membro del comitato investimenti di Carmignac, la BCE dovrebbe lasciare invariati i tassi di interesse nella prossima riunione, mantenendo il tasso di policy al 2%. Una posizione condivisa anche da Konstantin Veit, Portfolio Manager di PIMCO, che prevede che il Consiglio direttivo manterrà i tassi fermi in aprile, e da Ulrike Kastens, Senior Economist di DWS, secondo cui i dati attualmente disponibili sono ancora troppo limitati e poco consolidati per giustificare modifiche immediate.
Alla base di questa scelta vi è un approccio chiaramente prudente e dipendente dai dati. Thozet (Carmignac) sottolinea come la BCE agirà con cautela, con Christine Lagarde pronta a ribadire “un approccio dipendente dai dati e valutato riunione per riunione”. Una visione condivisa da Veit (PIMCO), che evidenzia come i policymaker operino in un contesto in cui “attribuisce un peso minore ai soli modelli macroeconomici”, adottando quindi un approccio più flessibile. Kastens (DWS) conferma questa linea, evidenziando che la BCE manterrà un orientamento guidato dai dati, con decisioni “assunte di volta in volta, riunione per riunione”.
Il contesto resta infatti segnato da un’elevata incertezza macroeconomica. Thozet (Carmignac) osserva che il Consiglio direttivo si trova a operare “tra dinamiche di crescita più deboli e maggiori rischi inflazionistici”. Veit (PIMCO) parla esplicitamente di un contesto caratterizzato da “un livello di incertezza eccezionalmente elevato”, con rischi sia per la crescita che per l’inflazione. Anche Kastens (DWS) richiama il quadro instabile, sottolineando un contesto caratterizzato da un elevato livello di incertezza geopolitica.
In questo scenario, il ruolo dei prezzi dell’energia è centrale. Thozet (Carmignac) evidenzia come “la volatilità dei prezzi dell’energia, ancora strettamente legata alle notizie geopolitiche, suggerisce prudenza nel breve termine”. Veit (PIMCO) sottolinea che “l’aumento recente dei prezzi dell’energia ha spinto al rialzo l’inflazione headline”, pur in presenza di dinamiche sottostanti più contenute. Kastens (DWS) aggiunge che le prospettive dipenderanno anche dalla “durata dello shock sui prezzi dell’energia e dal rischio di effetti di secondo impatto”.
Guardando oltre il breve termine, emerge un consenso su possibili rialzi dei tassi, ma con un approccio graduale e non aggressivo. Thozet (Camignac) prevede un percorso di normalizzazione moderato, affermando che “la nostra previsione di base resta quella di due rialzi dei tassi a partire da giugno”. Veit (PIMCO) ritiene che eventuali interventi saranno contenuti, sottolineando che “qualsiasi mossa sarebbe misurata e non aggressiva”. Kastens (DWS), infine, evidenzia che, pur esistendo il rischio di rialzi, “non riteniamo che la BCE adotterà un approccio affrettato”.