
1 OTT, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Le Casse di previdenza dei liberi professionisti continuano a spostare risorse verso gli investimenti alternativi. Secondo il Tredicesimo Report Annuale di Itinerari Previdenziali pubblicato il 9 settembre 2026 sugli investitori istituzionali italiani, nel 2025 i Fondi di Investimento Alternativo (FIA) in portafoglio a queste 21 Casse hanno raggiunto 26,64 miliardi di euro, pari al 24,53% degli investimenti diretti.
Il dato conferma una tendenza pluriennale: tra il 2017 e il 2025 il peso di private equity, infrastrutture e private debt nel paniere dei FIA è più che raddoppiato, a scapito degli investimenti immobiliari. Per gli asset owner italiani, il Report offre un benchmark concreto su dove si sta spostando l'allocazione agli alternativi del secondo pilastro previdenziale.
L'attivo patrimoniale complessivo delle 21 Casse di previdenza analizzate nel Report ammonta a 122,68 miliardi di euro nel 2025, in crescita del 6,46% sul 2024. Gli investimenti diretti valgono 108,58 miliardi (88,50% dell'attivo), mentre i mandati di gestione rappresentano 14,09 miliardi (11,5%). All'interno degli investimenti diretti, i FIA pesano per il 24,53%, pari a 26,64 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 25,41 miliardi del 2024.
La composizione dei FIA nel 2025 vede il settore immobiliare ancora dominante al 57,68%, ma in calo costante. Seguono il private equity al 16,76% (4,47 miliardi di euro), le infrastrutture al 10,14% (2,7 miliardi), il private debt all'8,80% (2,34 miliardi) e il venture capital, che nel 2025 supera per la prima volta l'1% del totale FIA, restando comunque una quota residuale.
Nel confronto storico tra il 2017 e il 2025, il peso dell'immobiliare nei FIA è sceso dall'86,1% al 57,68%. Nello stesso periodo le infrastrutture sono passate dall'1,83% al 10,14%, il private equity dal 6,4% al 16,76% e il private debt dall'1,3% all'8,80%. Un riposizionamento strutturale che riduce progressivamente la concentrazione del rischio alternativo in un'unica asset class.
Escludendo l'asset class immobiliare, la classifica dei gestori di FIA per AUM vede al primo posto F2i Sgr, focalizzata su infrastrutture, seguita da Hamilton Lane (private equity) e Macquarie, attiva sia in infrastrutture sia in private equity.
Completano la top 5 il Fondo Europeo per gli Investimenti, con una componente di venture capital, e Green Arrow Capital. La concentrazione resta forte: i primi cinque gestori coprono gran parte delle risorse non immobiliari allocate nei FIA dalle Casse.
Circa 5,39 miliardi di euro dei FIA (il 20,24%, escludendo immobiliare e quota non dettagliata) sono investiti in fondi tematici. Le infrastrutture pesano per il 7,8% di questa componente, il social impact per il 5,83%, la transizione energetica per il 2,45%, l'healthcare per il 2,12% e il settore tecnologico, che comprende intelligenza artificiale, robotica e automazione, per l'1,47%.
Il Report segnala anche un limite di trasparenza: circa 3,1 miliardi di euro investiti in FIA (l'11,6% del totale) non riportano nei bilanci né il nome del fondo né il gestore. Una lacuna informativa che, secondo gli estensori del Report, riguarda anche gli OICR tradizionali e rende la classifica dei gestori una stima per difetto della reale quota di mercato.
