
17 OTT, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Il 7 ottobre 2025 State Street Investment Management ha pubblicato la EMEA Wealth Manager Survey 2025, che fotografa i fattori chiave alla base delle decisioni d’investimento dei wealth manager, le sfide di lungo periodo e le priorità per il prossimo decennio. In un contesto di forte incertezza macro e trasformazione del settore, emergono cinque direttrici: gli ETF restano lo strumento dominante, gli alternativi guadagnano peso ma la liquidità è il vincolo decisivo, tecnologia e AI trainano i tematici, pressioni sui costi e compliance orientano le scelte e cresce la richiesta di innovazione di prodotto, analisi fruibili e supporto operativo da parte degli asset manager.
La Survey indica che l’88% dei wealth manager intende utilizzare gli ETF più frequentemente nei portafogli dei clienti, una preferenza nettamente superiore ai fondi comuni (37%) e agli SMA (4%). Pur riconoscendo vantaggi quali liquidità, negoziabilità e trasparenza, è l’efficienza dei costi (59%) a rappresentare il motore principale dell’adozione. La struttura degli ETF — con spread denaro/lettera contenuti, elevati volumi e portafogli trasparenti — sostiene la flessibilità in mercati turbolenti. In chiave strategica, il 9% sta valutando collaborazioni con provider per lanciare ETF a marchio proprio e offrire soluzioni scalabili senza costruire infrastrutture interne.
La gestione attiva avanza in parallelo all’espansione delle strategie indicizzate: circa la metà dei wealth manager (47%) prevede di mantenere l’attuale mix tra attivo e indicizzato nei prossimi tre-cinque anni. Quattro su cinque hanno già investito in ETF attivi e, tra questi, l’85% intende aumentarne l’allocazione. Il reddito fisso emerge come catalizzatore: circa la metà degli intervistati prevede di fare maggiore affidamento sull’attivo nell’obbligazionario, alla ricerca di extra rendimento e maggiore controllo del rischio.
Nei mercati privati prevale un approccio di integrazione graduale: il 53% dei wealth manager prevede di incrementare l’esposizione al private equity e il 42% al private credit in tre-cinque anni. La liquidità resta però la barriera più citata (68%), seguita da commissioni, costi e minimi investibili. Intanto, nuovi veicoli ampliano l’accesso a private credit, infrastrutture e real asset, accelerando la spinta verso gli alternativi.
Sul fronte tematico, oltre sette su dieci (72%) sono focalizzati su tecnologia e intelligenza artificiale, mentre il 38% indica aerospazio e difesa tra i temi in crescita. La tecnologia non incide solo sulle scelte d’investimento: il 57% individua nella gestione di portafoglio basata su AI il progresso più importante a livello operativo, seguito da onboarding digitale e client servicing (49%).
Tra le principali sfide spiccano disruption tecnologica e AI (27%), pressioni sui costi (22%), regolamentazione e compliance (17%) e incertezza di mercato (11%). Di conseguenza, i wealth manager chiedono: più innovazione di prodotto (27%) — con forte interesse per ETF attivi, smart beta e tematici, oltre a maggior accesso ai mercati privati e soluzioni alternative beta; prezzi più competitivi ed efficienza dei costi (18%) — inclusi ETF più economici e liquidi; ricerca, formazione e insight azionabili (15%) — dai dati sui flussi alle indicazioni di asset allocation tattica, con programmi formativi per i portfolio manager; migliore accesso al mercato e distribuzione (12%) — come maggiore liquidità su venue quali SIX, share class di fondi comuni in formato ETF con benefici fiscali e integrazione semplificata in prodotti contenitore e portafogli modello.
“Se dovessimo sintetizzare il messaggio principale emerso dall’indagine, sarebbe questo: la flessibilità sarà fondamentale. Ai wealth manager viene chiesto di offrire contemporaneamente efficienza, innovazione e resilienza. Ascoltandoci e imparando gli uni dagli altri, sono fiducioso che sapremo affrontare questa sfida e scrivere insieme il prossimo capitolo del wealth management europeo.”
Commentando i risultati, Matteo Andreetto, Head of Intermediary Clients Coverage per l’Europa di State Street Investment Management