
18 SET, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Il Tredicesimo Report Itinerari Previdenziali, pubblicato nel 2026 sui dati 2025, ricostruisce per la prima volta la mappa dei gestori di ETF scelti dagli investitori istituzionali italiani. Un tema che interessa i selettori di fondi: la concentrazione tra pochi player globali dice molto su come gli enti previdenziali stanno ripensando l'equilibrio tra gestione attiva e passiva.
Nel 2025 i primi cinque gestori concentrano l'87% delle risorse investite in ETF dagli investitori istituzionali italiani, secondo il report. iShares guida la classifica con una quota vicina al 34%, seguita da Vanguard e Amundi. Un dato che i fund selector italiani devono conoscere per capire dove si sta spostando la domanda previdenziale di strumenti passivi.
Il capitolo dedicato ai gestori nel Report inquadra la classifica complessiva dei primi cinque operatori ETF utilizzati dagli investitori istituzionali italiani nel 2025.
iShares resta al comando con 1.731 milioni di euro gestiti e una quota del 33,92%, seguito da Vanguard (856 milioni, 16,77%) e Amundi (742 milioni, 14,53%). Chiudono il Top5 UBS (676 milioni, 13,25%) e DWS Investments (411 milioni, 8,05%). La quota dei primi cinque, pari all'87% del totale, resta stabile rispetto al 2024.
| Gestore | AUM (milioni di €) | Quota di mercato |
|---|---|---|
| iShares | 1.731 | 33,92% |
| Vanguard | 856 | 16,77% |
| Amundi | 742 | 14,53% |
| UBS | 676 | 13,25% |
| DWS Investments | 411 | 8,05% |
Il dato aggregato nasconde una realtà molto concentrata: la domanda di ETF tra gli investitori istituzionali italiani arriva quasi interamente dalle Casse di previdenza dei liberi professionisti. Nel 2025 le Casse hanno investito 4.925 milioni di euro in ETF, pari al 4,53% del totale degli investimenti diretti, in crescita rispetto al 4,41% del 2024. È una quota che, da sola, spiega gran parte del mercato ETF complessivo censito dal Report.
La classifica interna alle Casse cambia leggermente rispetto al 2024. iShares e Vanguard restano stabilmente al primo e secondo posto. Amundi sale al terzo, superando UBS, che scivola in quarta posizione, mentre DWS Investments fa il suo ingresso in quinta piazza. Un turnover che segnala una crescente competizione tra gestori globali per intercettare le risorse liquide dei portafogli previdenziali professionali.

Il quadro cambia completamente se si guarda alle Fondazioni di origine bancaria, il secondo grande investitore istituzionale del sistema. Nel 2025 gli ETF pesano solo lo 0,38% del loro attivo totale, contro il 37,33% assorbito dalle piattaforme multi-asset e il 25,46% destinato agli investimenti istituzionali (banca conferitaria, Cassa Depositi e Prestiti, Fondazione Con il Sud).
Le Fondazioni preferiscono strutture di gestione delegata su misura, non strumenti quotati a basso costo..