20 APR, 2026

I fondi multi-asset sono sempre più presenti nei portafogli degli investitori grazie alla loro capacità di combinare diverse classi di attivo —come azioni, obbligazioni e talvolta asset alternativi —all’interno di un’unica soluzione di investimento. Ma quali sono oggi i fondi multi-asset più interessanti e quali caratteristiche dovrebbero valutare gli investitori?
Nello speciale di aprile 2026 della nostra rivista, i fund selector italiani condividono le loro preferenze e spiegano quali strategie multi-asset ritengono più efficaci nell’attuale contesto di mercato, tra ricerca di rendimento, controllo della volatilità e diversificazione.
Oggi vediamo le opinioni di Antonio Del Vaso e Michele De Michelis. Ricorda che puoi anche leggere le opinioni di Francesco Margonari, Sofia Righetti e Andrea Florio.

La caccia al rendimento si sposta verso una gestione fortemente attiva e un allargamento degli orizzonti d'investimento ("broadening out"), per mitigare i rischi di concentrazione e le valutazioni elevate di alcuni segmenti.
I Driver Attesi
Ci aspettiamo mercati guidati da un "atterraggio morbido" dell'economia e da forze strutturali che ridefiniranno i tassi e la spesa globale.
Dinamiche di Portafoglio
Il regime macroeconomico è cambiato: la perdita dei vecchi "ancoraggi macro" (bassa inflazione e tassi zero) impone una profonda revisione del portafoglio classico.
Posizionamento "Cautious Risk-On": Nonostante le incertezze su dazi e sostenibilità del debito, i portafogli mantengono un'inclinazione tattica favorevole al rischio (sovrappeso su equity, High Yield e credito), sostenuta dall'allentamento monetario e dalla resilienza della crescita. Tuttavia, la costruzione del portafoglio richiede agilità tattica e coperture (come oro e liquidità) per navigare improvvisi picchi di volatilità.

Partendo dal presupposto che per me un fondo multistrategy è un fondo in cui il gestore investe come se avesse a disposizione tutto il patrimonio del cliente e il suo obiettivo è quello di offrire un risultato per il rischio /rendimento dichiarato (come fosse un buon padre di famiglia), due ottimi esempi di strategie che vanno in questa direzione sono rappresentati da due gestori che hanno storie completamente diverse: il fondo Ruffer Total Return International e il fondo Pegaso Strategic Trend.
Il primo, Jonathan Ruffer, ha sempre avuto (e tratto beneficio) da una visione difficilmente allineata con la street e questo gli ha consentito di performare molto bene quando tutti gli altri soffrono ( vedi 2001/2003 , 2007/2008 , ma anche di recente durante il Covid o il 2022).
Il secondo, Pegaso, da piccola boutique di successo per oltre dieci anni, è incappata in un errore di valutazione macro sottovalutando l’impatto che l’azione delle banche centrali avrebbero avuto sui mercati, muovendosi pertanto in maniera eccessivamente difensiva e perdendo alcune opportunità quando la situazione era più semplice.
Negli ultimi 5 anni tuttavia, in un contesto di mercato certamente più sfidante, questo fondo sta ottenendo dei risultati particolarmente brillanti e, elemento cruciale nella selezione, i gestori investono in prima persona.
La storia di Ruffer, invece, è sempre emblematica e anche ora che il suo fondatore Jonathan Ruffer è uscito dalla società gode di un heritage straordinario. Boutique da 25 miliardi di AUM, è un racconto di successo soprattutto nei momenti difficili: il suo obiettivo dichirato è performare il doppio degli interessi pagati dalla banca, sempre con un downside limitato. Per ottenere questi risultati, divide il portafoglio in fear and greed: fear aiuta quando le cose vanno male e greed quando vanno bene.
In generale, riteniamo che i fondi multistrategy siano particolarmente adatti in un contesto come quello attuale che registra valutazioni elevate in molti settori, sacche di sopravvalutazione e sottovalutazioni notevoli e crediamo sia quindi importante avere qualcuno che possa intervenire dinamicamente, piuttosto che limitarsi ad un semplice buy&hold.