
10 OTT, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Il prezzo dell’oro ha raggiunto un nuovo record storico, superando per la prima volta i 4.000 dollari per oncia troy. Solo nel 2025, il metallo prezioso ha stabilito 52 nuovi massimi storici, con un rendimento da inizio anno vicino al 54%, segnando il guadagno annuale più alto dal 1979. Questo rally è stato guidato da una combinazione di fattori strutturali, geopolitici e macroeconomici, insieme a flussi record dagli ETF e acquisti mirati delle banche centrali.
Ma la domanda è: il prezzo continuerà a salire? E per quanto tempo?
Regina Hammerschmid, Gestore del Portafoglio di Commodities presso Vontobel, ritiene che il prezzo dell’oro possa continuare a salire grazie a una combinazione di fattori strutturali e ciclici. "Non vediamo un rischio significativo al ribasso, dato tutti i fattori strutturali (un dollaro in deprezzamento, preoccupazioni sul debito degli Stati Uniti e chiusure del governo, indipendenza della Fed, e rischi geopolitici elevati) e fattori ciclici (un mercato del lavoro statunitense in deprezzamento, tagli dei tassi della Fed, e preoccupazioni di crescita guidate dai dazi) che continuano a spingere i prezzi dell'oro più in alto."
Hammerschmid evidenzia anche i flussi record degli ETF, in particolare negli Stati Uniti e in Europa, come segnale del crescente interesse degli investitori verso l’oro: "A settembre, i flussi degli ETF sull'oro hanno registrato il loro miglior mese di sempre. Gli afflussi netti di $17.3 miliardi (146 tonnellate) sono stati guidati dal Nord America ($10.6 miliardi) e dall'Europa ($4.4 miliardi), con l'Asia che ha contribuito all'aumento ($2.1 miliardi)."
Marco Mencini, Responsabile Team Ricerca presso Plenisfer Investments SGR S.p.A., parte di Generali Investments, sottolinea che la politica monetaria statunitense e le decisioni delle banche centrali continueranno a sostenere il rally dell’oro. " Una politica monetaria meno restrittiva potrebbe tradursi in un'inflazione più alta e, di conseguenza, in tassi di interesse a lungo termine in aumento, che porterebbero a una caduta dei prezzi delle obbligazioni... Questo ambiente sarebbe favorevole per gli asset rifugio."
Inoltre, Mencini evidenzia l’importanza dei flussi degli ETF e delle strategie degli hedge fund: "Gli ETF sull'oro hanno attirato tra i $25–30 miliardi finora quest'anno, equivalenti a circa il 10% della produzione mineraria annuale. Inoltre, gli hedge fund hanno concentrato quasi la metà di tutta la loro esposizione alle materie prime nei mercati statunitensi sull'oro."
James Luke, Gestore del Fondo Commodity presso Schroders, spiega che le azioni aurifere hanno ancora margini di crescita rispetto al metallo fisico, grazie a margini record e bilanci solidi:
"I margini attuali sono il 100% più alti dell'ultimo picco durante l'estate del COVID. C'è ancora spazio per le azioni aurifere per superare il bullion."
Luke sottolinea anche la forza finanziaria delle aziende e la loro capacità di generare valore per gli azionisti: "Molte aziende sono passate da 'debito netto' a 'cassa netta'. Nessun segno di euforia nel settore."
Claudio Wewel, FX Strategist di J. Safra Sarasin, evidenzia come l’oro benefici di fattori geopolitici e macroeconomici favorevoli, oltre all’interesse crescente da parte di fondi pensione e asset manager: "Al di là delle preoccupazioni sull'integrità delle istituzioni statunitensi, l'oro dovrebbe continuare a salire sulla scia dei timori relativi alla sostenibilità fiscale e del debito negli Stati Uniti e in altri mercati sviluppati."
Wewel sottolinea anche il ruolo delle criptovalute nel rafforzare la domanda: "Gli afflussi dal settore delle criptovalute potrebbero fornire un ulteriore rialzo, data la notevole dimensione del mercato delle criptovalute, con una capitalizzazione di mercato di circa 4.000 miliardi di dollari."