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Parliamo con Massimo Siano (21Shares) sull’approvazione dei primi ETF sul Bitcoin
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Parliamo con Massimo Siano (21Shares) sull’approvazione dei primi ETF sul Bitcoin

“Se alcune banche europee non prenderanno in considerazione gli asset digitali, ci  ne saranno altre, magari con sede all’estero, che lo faranno al posto loro e attrarranno i loro clienti.”
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17 GEN, 2024

Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

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L'anno è iniziato con una delle notizie più significative nel mondo degli ETF: l'approvazione da parte della Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti dei primi ETF che investono in Bitcoin. Oggi abbiamo parlato con Massimo Siano, Managing Director e Responsabile per il Sud Europa di 21Shares, su questo argomento di gran importanza:

Qual è la tua opinione sulla recente approvazione dei primi ETF che investono in Bitcoin? Che significa per gli investitori?

Sono molto contento che qualche investitore europeo abbia scoperto l'America. Speriamo che prima o poi scoprano anche l'Europa visto che nel vecchio continente gli ETP sulle criptovalute esistono già da 5 anni.

Quali sono le implicazioni di questa decisione della Securities and Exchange Commission (SEC) per il mercato delle criptovalute?

Dal numero di chiamate che ricevo da parte dei miei clienti istituzionali nel Sud Europa c'è sicuramente un aumento di curiosità e informazione per il settore delle criptovalute. Non è poco. Il Bitcoin è passato dal valere 1 dollaro a oltre 40mila dollari in 15 anni. Gli investitori istituzionali europei potevano accedere agli ETP quotati in Europa quando il prezzo del bitcoin era sotto i 5mila e alcuni lo hanno fatto, però molti hanno forse perso più di un treno.

Nonostante tutto, la SEC si è mostrata restia e ha dichiarato che l'approvazione di questi ETF non significa che l'organizzazione supporti Bitcoin. Perché pensi che sia così conservatrice?

Il Bitcoin non ha agenzie di pubbliche relazioni, non ha avvocati, non ha gruppi di pressione, non fa comunicati stampa e non ha avuto bisogno di appoggi da parte di nessuno per arrivare da 1 dollaro a 40mila. 

Faccio notare che durante il proibizionismo ciò che è proibito aumenta di prezzo. La soluzione per qualsiasi autorità in generale non è proibire ma regolamentare.

In che modo questo evento cambierà la dinamica competitiva tra le aziende che offrono prodotti legati a Bitcoin?

In Europa non cambierà nulla. Infatti, gli ETP sul Bitcoin e anche su altre criptovalute sono già quotati nelle principali borse europee talvolta anche da più di 5 anni. Nel caso di 21Shares, i nostri prodotti sono quotati su Six, Deutsche Boerse ed Euronext Parigi-Amsterdam

Come pensi che l'approvazione recente degli ETF su Bitcoin influenzerà l'adozione e l'accettazione generale dei criptoattivi da parte degli investitori istituzionali?

Molto semplice. Se alcune banche europee non prenderanno in considerazione gli asset digitali, ci  ne saranno altre, magari con sede all'estero, che lo faranno al posto loro e attrarranno i loro clienti. È sempre stato così anche in passato. Mettere la testa sotto la sabbia aiuta solo i concorrenti

Qual è la posizione di 21Shares riguardo alla custodia di attività digitali, specialmente in termini di sicurezza e protezione degli investitori?

Risponderò a questa domanda con un esempio chiaro e concreto. In passato 21Shares aveva quotato un ETP su Terra-Luna che, come sapete, è una criptovaluta fallita. Gli investitori che vi avevano investito, hanno ovviamente subito una performance negativa, come è normale che sia quando si investe attraverso uno strumento puramente passivo che consente l'accesso al sottostante fisico. Tuttavia, gli investimenti, e quindi gli investitori, degli altri ETP non hanno subito "il contagio" di Terra-Luna e nemmeno l'emittente 21shares. Abbiamo un prospetto approvato dall'autorità svizzera e passaportato in tutta europa e dopo gli ultimi 3 cripto winter la piattaforma è cresciuta. 

Altrove, invece, ci sono state società che con Terra-Luna sono fallite o andate in grossa crisi. Noi oggi siamo più forti di prima, siamo diventati il primo emittente di ETP su criptovalute per numero di ETP quotati e patrimonio. 

Nella tua dichiarazione successiva all'annuncio riguardante la decisione della SEC hai menzionato che l'Europa è in anticipo rispetto agli Stati Uniti in questo settore. In che misura credi che l'Europa manterrà la sua leadership e come si posizionerà rispetto al mercato statunitense in futuro?

Gli investitori istituzionali europei devono convincersi che il tema della diversificazione in asset digitali deve essere studiato, non più ignorato. Dalle telefonate che mi arrivano credo che il segnale sia finalmente arrivato.

Infine, come valuti il ruolo degli ETF su Bitcoin nel contesto più ampio della trasformazione del settore finanziario tradizionale attraverso l'innovazione delle criptovalute e delle tecnologie blockchain?

Gli ETP sul bitcoin sono un ponte per la finanza decentralizzata. Senza gli ETP l'investimento in criptovalute è probabilmente più difficile e senza le criptovalute il settore del risparmio gestito in questi ultimi 5 anni avrebbe forse performato meno. Tra gli ETP e le criptovalute oggi c'è un rapporto di simbiosi. 

 Speriamo di ripetere il successo dell' ETC sull'oro quotato 20 anni fa, che ha fatto bene al settore dell’asset management e anche al settore aurifero in sé

Con oltre 2,4 miliardi di AUM, direi 21Shares sulla strada giusta al momento giusto.

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